America Latina Verso Il Vertice Delle Nazioni Indigene Di Abya Yala

America latina verso il vertice delle Nazioni indigene di Abya Yala

abyaGenaro Bautista, dell’Agenzia Internazionale Stampa Indigena, ha affermato che la costruzione del buen vivir, la sospensione della criminalizzazione della protesta sociale e l’organizzazione politica indigena saranno gli assi centrali dell’incontro. Si prevede l’assistenza di più di mille delegati in arrivo dal continente.

 

Amparo Jimenez, dell’organizzazione di Michoàcan Nazione Purépecha, ha affermato che al posto dei tre incontri continentali, il compito prioritario sarà trovare meccanismi giuridici affinchè le dichiarazioni fatte in tali incontri non restino solo su carta, perchè in molti paesi della regione si sono registrati avanzamenti inseriti poi nelle diverse costituzioni.

Altro punto centrale sarà dar voce a coloro che stanno cercando un’alternativa al modello neoliberale, in questi tempi di crisi, per  stabilire una nuova forma di umanità, più giusta e più attenta all’ambiente.

 

Abundio Morale, anch’egli di Nazione Purépecha, ha detto che si tratta di un incontro di popoli indigeni per trovare una risposta continentale alle sfide di paesi originari oltre che come parte della società civile, per reclamare il diritto ad essere parte della storia mondiale, alla quale tanto hanno apportato.

 

Prima dei rappresentanti delle diverse comunità e popolazioni indigene, Genaro Bautista ha segnalato che in questo incontro si realizzerà anche il Primo Vertice Continentale delle Donne e delle Giovani Indigene, il 29 ed il 30 marzo, che tratterà temi specifici con la partecipazione della Donna nel Movimento Indigeno per un’educazione e politiche pubbliche interculturali che passino per la decolonizzazione del sapere.

 

L’incontro, che ha come motto “Per gli stati plurinazionali e per il buon vivere”, si analizzerà anche l’avanzamento  delle risoluzioni date nei vertici di Messico, Ecuador e Guatemala, ed includerà temi come la cosmo-visione indigena, il territorio, i diritti indigeni, la militarizzazione e la criminalizzazione, così come l’organizzazione e l’integrazione dei popoli originari.
Laura Poy Solano/ su La Jornada
Traduzione di Alessandra Panzera