Ambiente: Morales Lancia Vertice Mondiale Delle Organizzazioni Sociali

Ambiente: Morales lancia vertice mondiale delle organizzazioni sociali

Se i paesi industrializzati non vogliono,“ i popoli devono farlo cambiare”. – Domenica scorsa, dopo il fallimento di Copenhagen il presidente Evo Morales, ha annunciato la convocazione di tutte le nazioni del pianeta per una “grande mobilitazione” in difesa dell’ambiente e ad aprile prossimo una conferenza mondiale dei movimenti sociali in Bolivia.

“Il problema Mondiale ( del cambiamento climatico) ha origine dallo sviluppo industriale irrazionale delle fabbriche. A questo si dovrebbe abboccare. Stavo cercando argomenti tecnici e scientifici per garantire, da qui, una grande mobilitazione internazionale per difendere l’ambiente, specialmente l’acqua. È fissata per lunedì la conferenza stampa internazionale per convocare i popoli del mondo” ha dichiarato il presidente dalla località rurale di Culmina, nel sud est della Bolivia.

Dopo il Vertice sul Cambiamento Climatico, che si è chiuso con un magro documento,“antidemocratico” a detta di Morales, lo stesso che al ritorno dalla capitale danese, a La Paz ha proposto di costruire in Sud America un forum alternativo a Copenhagen.

Il forum, la cui agenda si andrà definendo, sarà convocato il 22 aprile, Giorno Internazionale della Madre Terra.

Morales che ha partecipato questa domenica al quarantanovesimo anniversario dalla fondazioni di Culmina, dove ha stanziato fondi per la realizzazione di vari progetti d’irrigazione, la costruzione di un’unità educativa e campi sportivi, per un ammontare di 6 milioni di boliviani, convocherà le forze sociali di tutto il mondo ad una riunione in Bolivia “ per la realizzazione di un grande evento dove si proporranno soluzioni per cambiamento climatico”.

Il presidente ha espresso la sua frustrazione per non aver raggiunto nessun accordo durante il Vertice di Copenhagen, sebbene abbia rilevato l’obiettivo di aver rotto l’egemonia dei paesi sviluppati in questo evento.

Ha protestato per la proposta dei rappresentanti dei paesi sviluppati che hanno richiesto un aumento della temperatura del pianeta di due gradi centigradi, visto che ad ora, con l’incremento dello 0,7% della temperatura media del pianeta, si prosciugano i laghi, scompaiono le nevi e si teme la scomparsa delle isole, dislocate sopra ai 10 e 20 metri sul livello del mare, e lo scioglimento dei ghiacciai continentali.

“Se ora non prendiamo decisioni importanti, entro 30 anni i nostri figli e le generazioni future avranno problemi seri. In Europa, gia ora, muore gente per il caldo. I paesi capitalisti non vogliono cambiare le politiche per evitare un. maggior danno alla natura”, ha indicato.

Se questi ( le potenze industriali) non vogliono “ i popoli devono farlo cambiare” ha avvertito.

Il presidente ha suggerito che nel momento in cui ci sarà una convocazione ufficiale per la riunione internazionale, le organizzazioni sociali della Bolivia dovranno immediatamente iniziare un dibattito con gli iscritti, al fine di trovare soluzioni alle problematiche mondiali.

Ha detto che uno dei motivi centrali della convocazione a questa mobilitazione punta a garantire l’alimentazione per la popolazione mondiale, di fronte alla fame nei diversi punti del pianeta
“basta pensare di avere compagni dirigenti che parlino inglese, per inviarli a dare coscienza, mobilitare e nazionalizzare le risorse naturali in tutto il mondo, incluso in Africa dove c’è molta sofferenza e pena” ha concluso il Capo di Stato.
L’accordo di Copenhagen, formulato dagli Stati Uniti, che ha ottenuto l’appoggio nell’ultima ora dalla Cina, riconosce la necessità di mantenere il riscaldamento globale al di sotto dei due gradi, ma non indica la maniera per farlo.
La plenaria ha approvato un documento qualificato come ridicolo dalle organizzazioni ecologisti.
L’accordo, non vincolante, è poco più di una dichiarazione di principi e molto lontano dalle proposte iniziali.
Il Vertice sul Cambiamento Climatico di Copenhagen, presentata negli ultimi due anni quasi come “l’ultima opportunità”di salvare il pianeta, è stato un fallimento e ciò che è più grave, ha rappresentato un cambiamento del meccanismo e la partecipazione accettata anteriormente.Fonte: http://www.bolpress.com/

Traduzione di Fabiola Correale