Al Via In Guatemala Il Foro Sociale Delle Americhe

Al via in Guatemala il Foro sociale delle Americhe

di Marica Di Pierri su Carta, il 1 Ottobre 2008

A poco più di tre anni dall’inizio del percorso dei Social Forum mondiali, nel luglio 2004 i movimenti latinoamericani decisero di incontrarsi a Quito, in Ecuador, per dare vita al primo Forum delle Americhe, per declinare la ricerca e la costruzione di alternative al neoliberismo su scala regionale, partendo dai processi in atto nel continente per poi arrivare a ragionarne su scala globale. Del capitolo americano del Wsf fanno parte distinti settori del movimenti sociali: indigeni, contadini, donne, sindacalisti, giovani, Glbt, ambientalisti, mezzi di comunicazione alternativi, istituti religiosi, centri studi. All’appuntamento è convocato insomma tutta l’effervescenza sociale del continente, che sta affrontando oggi una doppia sfida: ampliare e consolidare il percorso di cambiamento aperto ormai da alcuni anni e resistere ai tentativi di dominazione attuati dalle forze della destra, che tentano con ogni mezzo di tutelare i propri privilegi. Ovunque infatti nella regione sono emerse negli ultimi anni forze di lotta e resistenza nuove, differenti tra loro ma che si basano sullo stesso incondizionato rifiuto della guerra, della distruzione, della paura, dell’uso della violenza come mezzo di controllo, dell’imposizione delle spietate leggi del mercato attraverso la dissimulazione di un modello di sviluppo che non tiene conto dei principi di giustizia sociale, tutela ambientale, democrazia reale.
La novità assoluta di questo appuntamento – rispetto ai due precedenti, del 2004 e del 2006, pare essere il rilievo dato alla cosmovisione e alle lotte dei popoli indigeni, la cui esperienza di resistenza illumina l’immaginario di tutto un continente. Sotto la stella del «buen vivir» – come i popoli originari chiamano un modello di vita lontano da quello occidentale, ma al contrario basato sull’armonia cercata e perseguita con i simili e l’ambiente circostante – gli indigeni del continente marciano a passo sostenuto verso una nuova idea di nazione, di stato sociale, di economia. Le riforme costituzionali in atto in molti paesi, il processo boliviano, la nuova Carta appena approvata in Ecuador, indicano un cammino nuovo di profondo cambiamento nei paesi latinoamericani che rivendicano la loro pluralità di culture e si riconoscono come stati uniti e plurali. Gli assi tematici attorno ai quali si svilupperanno i lavori del Forum rappresentano proprio le diverse riflessioni e sperimentazioni in atto. Il primo asse di discussione verterà sui risultati e le sfide del processo di cambiamento in atto della regione: post-neoliberismo, socialismo, rifondazione delle costituzioni nazionali. Il secondo dedicherà la sua attenzione alle esperienze di lotta dal basso contro l’imposizione di politiche commerciali ed economiche non concertate con le comunità e con i territori. Il terzo si concentrerà sui diritti umani, la crisi alimentare, lo sfruttamento e in generale sulle emergenze sociali. Due assi tematici sono invece dedicati al dibattito sulla pluriculturalità, il rispetto delle diversità e delle culture originarie e sul concetto di «buen vivir» come alternativa concreta in opposizione al modello capitalista. In linea con l’attenzione dedicata alla questione indigena, l’atto conclusivo si terrà il 12 ottobre, giorno simbolico per i popoli originari e per le lotte sociali latinoamericane, a sottolineare la necessità di riscoprire la memoria storica del genocidio che la cosiddetta «scoperta dell’America» ha causato ai popoli indigeni. Anche la marcia prevista prima dell’evento conclusivo, che è un rito tradizionale in quei giorni in Guatemala, vedrà una forte partecipazione di indigeni e contadini. Irene León, membro del Consiglio organizzativo del Fsa ha dichiarato «Le genti tutte di questo emisfero, i popoli e i movimenti presenti in Guatemala, ci sentiamo e vogliamo essere protagonisti del nostro futuro, vogliamo vedere riconosciuti e rispettati i nostri progetti di vita, il nostro cammino di ‘buen vivir’, in armonia con la Madre Terra e tutti i suoi figli».