ACQUA E CLIMA: Due Battaglie Da Cui Dipende Il Futuro Di Noi Tutti

ACQUA e CLIMA: due battaglie da cui dipende il futuro di noi tutti

 

Domani scenderemo in piazza per difendere l’acqua dall’ennesimo attacco sferrato a questo diritto fondamentale che il mercato e i governi – il nostro in primis – tentano in ogni modo di trasformare in una merce come le altre.

Allo stesso modo, dal 19 al 22 aprile, saremo in Bolivia a Cochabamba, per partecipare alla Conferenza Mondiale dei Popoli sui Cambiamenti Climatici e i Diritti della Madre Terra. Un appuntamento convocato dal governo di Morales dopo il fallimento del Vertice di Copenaghen.

Ci saremo, sia domani in piazza che ad aprile in Bolivia perchè crediamo sia arrivato il momento che i popoli riprendano in mano i destini del pianeta. Che sia arrivato il momento di agire, rivendicare diritti, ricostruire nessi, percorsi, lotte. Stringerci gli uni gli altri per dimostrare che questo sistema economico e politico escludente, rapace e contaminante non è l’unico possibile. Anzi.

L’ACQUA

Da sempre l’Acqua è uno dei temi al centro del lavoro di A Sud in Italia e nei Sud del mondo. E siamo convinti che quella per il diritto all’acqua sia una battaglia campale, da cui dipende il futuro. Oggi più che mai, davanti a politiche di privatizzazione sempre più feroci, è necessario agire, manifestare, proporre, continuare ad alimentare il dibattito e il confronto.  E’ importante esserci in massa, per dimostrare che esiste un’altra Italia che dal basso si muove e si attiva affinchè l’acqua sia un diritto per tutti, da tutelare e proteggere dalle minaccie della privatizzazione

A causa del decreto Ronchi, che da il colpo di grazia alla poca gestione pubblica dell’acqua che ancora resiste in Italia, i movimenti Italiani per l’acqua e i beni comuni hanno deciso di avviare insieme un percorso comune per proporre un REFERENDUM che abroghi gli articoli che impongono la privatizzazione. Abbiamo costituito un comitato promotore per chiedere ai cittadini di dire la loro su un bene comune che é e rimane un diritto umano fondamentale, da garantire a tutti, preservandolo dalla mercificazione. I quesiti verrano presentati alla corte di Cassazione dopodichè inizierà la raccolta firme che dovrà raccogliere 500.000 adesioni valide in tre mesi.

Come momento importante di questo cammino, DOMANI SAREMO IN PIAZZA assieme a tutti i comitati sorti in Italia per il diritto all’acqua, alle vertenze territoriali nate attorno alla difesa dei beni comuni e dei territori e a tutte le cittadine e i cittadini che credono come noi che sia arrivato il momento di dire basta.

L’appuntamento è in Piazza della Repubblica, h.13.30

Davanti alla Feltrinelli e dietro al nostro striscione:

“DIFENDERE I BENI COMUNI è DEMOCRAZIA, PRIVATIZZARLI è UN CRIMINE”

IL CLIMA

A Copenaghen i grandi del mondo hanno deciso di condannare il pianeta alla fine. Di non assumersi la responsabilità di varare misure concrete per far fronte al cambiamento climatico che sta causando in pochi anni lo scioglimento dei ghiacciai, il riscaldamento progressivo del pianeta, l’innalzamento dei mari, il moltiplicarsi  di fenomeni calamitosi come uragani, cicloni, alluvioni.

Sempre più persone vengono sfollate ogni anno dai loro territori e dai loro paesi a causa delle conseguenze ambientali e climatiche del nostro modello di sviluppo e vanno ad ingrossare le fila degli emarginati delle megolopoli o intraprendono viaggi della speranza per migrare verso l’Europa, o gli Stati Uniti dove vengono trattati come criminali e rinchiusi in centri di detenzione.

La causa di questa crisi ambientali e climatica è chiara a tutti: è il modello di sviluppo attuale, un modello altamente escludente, contaminante, distruttivo nei confronti dell’ambiente. Un modello che va cambiato, perchè diversamente tra pochi decenni non vi sarà più alcuna speranza, alcun pianeta da salvare, alcun futuro. Cambiare modello vuol dire rinunciare ad una visione antropocentrica del mondo e tornare a quella cosmocentrica che abbiamo rimosso e che ci vuole parte del tutto, e non padroni di tutto.

A Cochabamba si discuterà di questo e di molto altro. Verrà lanciata la proposta di firmare una Dichiarazione Universale dei Diritti della Madre Terra e verranno discusse teorie e elaborate strategia che rimettano i popoli al centro delle decisioni politiche da cui dipende la sopravvivenza di tutti.

Perciò ci saremo.

Seguite i lavori della Conferenza Mondiale sui Cambiamenti Climatici su
www.asud.net e su facebook, aderendo al gruppo “Da Copenaghen a Cochabamba”