Acqua Bene Comune: Intervista A Giuseppe De Marzo

Acqua Bene Comune: Intervista a Giuseppe De Marzo

acqua bene comune[Intervista a Giuseppe De Marzo per controlacrisi.org del 3 febbraio 2012] – A giugno 26.000.000 di italiani con un referendum hanno votato per l’acqua come bene pubblico. A distanza di mesi cade Berlusconi. Il governo Monti segue con un decreto quadro la strada delle privatizzazioni sfaldando il principio base della democrazia italiana già calpestato dal precedente governo. Giù le mani dall’acqua pubblica. Brevemente i punti salienti dell’appello e cosa chiede il forum italiano dell’acqua pubblica al governo Monti? Quante attese e/o disattese alla luce della crisi attuale e dei sacrifici che, secondo il governo Monti, dovremmo fare?

Il governo Monti ha stralciato la parte in cui impediva la gestione di interventi economici generati tramite enti di diritto pubblico (aziende speciali consortili). Questa possibilità torna possibile ed enti locali come il comune di Napoli possono continuare a gestire acqua e servizi idrici. Purtroppo resta oscuro un punto: quello che il governo oggi sta facendo: aziende speciali vengono assoggettate al patto di stabilità. Questi obblighi di fatto impediscono la gestione pubblica del servizio idrico a danno del cittadino e delle generazioni che verranno. Le conseguenze sulle aziende speciali, Napoli inclusa, a causa del governo Monti, saranno negative. Possiamo dire in sintesi che l’azione partecipata dei movimenti e dell’acqua pubblica di cittadini attivi nel corso di questi giorni ha avuto l’effetto di impedire lo sconvolgimento del referendum. La lotta paga: su questo occorre riflettere. Dall’altro lato notiamo un governo politico che fa cose di destra, utilizza ricette di destra, produce una società più povera, più insicura e meno coesa. La natura di questo governo è eversiva, va contro i principi della costituzione. Stefano Rodotà per esempio contesta la natura di questo decreto nel punto in cui individua il tentativo di smontare l’articolo 41 della Costituzione.

E’ un intaccare i principi della costituzione?

Sì, certo, i principi supremi vengono così rivisti in un luogo definito a mutare il regime supremo della costituzione. Stupisce e infastidisce. Le ricette come crescita e sviluppo che il governo ha presentato rappresentano misure che hanno adottato la crisi.

Beni comuni. L’Italia, gli italiani e la vendita dei beni comuni. La massa, quella a cui si chiedono “ulteriori sacrifici”, dunque risponde dal basso con movimenti a difesa dei beni pubblici a cui aderiscono cittadini sempre più delusi ma incapaci di subire passivamente un governo che non li protegge tutelando i propri diritti. Quanto stanno crescendo i movimenti che in questi anni hanno ruotato e tutt’ora si muovono per i diritti dei cittadini e a difesa delle democrazia italiana?

L’impressione di questo clima è che i movimenti siano in fase di cambiamento. Oggi c’è costante impoverimento della società che risulta toccata sulle condizioni materiali, sociali, ambientali e questo ha permesso la crescita dei movimenti. In qualche modo “conviene” affidarsi ai movimenti. Dovremmo parlare di una fase nuova “dai movimenti alla società in movimento”. Sono stati il terreno di ricostruzione di società in movimento basata su altri valori. Questo è un segnale importante per il futuro. Al di là la società sta cambiando e ritiene necessario un cambiamento di una società verso i beni comuni, più che verso l’individuo. C’è una forte spinta verso la difesa del pubblico. Il movimento, tuttavia, deve ampliare la proposta se vuole continuare ad essere fattore di trasformazione della società, altrimenti condannerà se stesso al marginalismo politico.

Qualcosa di più dell’”Obbedienza civile”

Rispetto al voto referendario il secondo quesito imponeva la riduzione del 7%. Non è stata ancora attivata. Alcuni gestori arrivano a un utile garantito pari anche al 15%. Auto riduzione come prevista dal voto referendario sarà attivata attraverso sportelli, ricorso al tar… L’autoriduzione delle bollette costituisce la remunerazione del capitale abolita dal referendum.

FIRMA L’APPELLO GiU’ LE MANI DALL’ACQUA PUBBLICA: qui

 

Giuseppe De Marzo: attivista, fondatore e portavoce di A Sud

Fonte: www.controlacrisi.org