Acqua, 180 Litri Al Giorno Per Ogni Italiano

Acqua, 180 litri al giorno per ogni italiano

acqua-sprechi[su Lettera 43] Ancora tra i peggiori in Ue, ma c’è più consapevolezza nei consumi.

Meglio tardi che mai. Gli italiani stanno lentamente imparando a ‘usare l’acqua’, anche se rimaniamo sempre spreconi se paragonati alla media europea.
Lo ha affermato il Rapporto sulla qualità dell’ambiente urbano presentato l’11 ottobre a Roma dall’Ispra.
MONZA LA PIÙ VIRTUOSA. Secondo i dati in 10 anni (2000-2011) il consumo domestico di acqua, in media, è diminuito del 14,5%. La città con la riduzione più significativa è Monza (- 48,4%), seguita da Parma (-34,5%) e Piacenza (-31,1%). Messina è quella che, al contrario, ha aumentato maggiormente l’uso dell’acqua in casa (+17,5%).
«MAGGIORE ATTENZIONE». «Il fenomeno», hanno spiegato gli esperti, «è da attribuirsi alla maggior attenzione degli italiani, visto che solo tre città (Reggio Calabria, Palermo e Messina) hanno adottato misure di razionalizzazione nell’erogazione».
CONSUMI ANCORA TROPPO ALTI. Dal punto di vista del consumo totale, però, gli italiani sono ancora indietro. L’acqua effettivamente consumata, o meglio pagata, da ogni singolo utente si attesta su 180 litri al giorno per abitante: «A livello europeo», è scritto nel rapporto, «è interessante notare che città importanti come Berlino, Londra e Madrid, che consumano rispettivamente 163, 159 e 140 litri al giorno per abitante, riescono a mantenere bassi i consumi mantenendo un servizio adeguato».
PUGLIA LA REGIONE PIÙ DIPENDENTE. Valle d’Aosta, provincia autonoma di Trento, Abruzzo, Sicilia e Sardegna sono le uniche regioni autosufficienti, mentre la Puglia risulta la più dipendente: più del 60% della disponibilità complessiva da destinare all’utenza finale (circa 333,5 milioni di metri cubi di acqua a uso potabile) proviene da altre regioni.
FEDERUTILITY: «LE DIAMO MENO IMPORTANZA». «Siamo un popolo che a parole ritiene l’acqua un grande valore, ma nella realtà abbiamo una minore attenzione di quanto diamo a vedere, perché ne abbiamo a sufficienza e riusciamo ad averla facilmente», ha commentato Mauro D’Ascenzi, vicepresidente di Federutility dal Festiva dell’acqua di L’Aquila. Inoltre, «non siamo abituati a considerare l’acqua come invece facciamo con gas e ed energia, per i quali siamo attenti ai consumi. L’esperienza ci insegna», ha proseguito D’Ascenzi, «che per esempio nelle altri capitali europee, dove le tariffe dell’acqua sono da 4 a 6 volte superiori a quanto si paga in Italia, i cittadini sono più attenti ai consumi».
PROBLEMA ACQUEDOTTI-COLABRODO. E, anche se è vero che «cresciuta la consapevolezza verso un consumo quotidiano più attento, a parità di bolletta noi sprechiamo comunque più acqua». Infine, ha concluso D’Ascenzi, «l’aspetto economico-tariffario incide anche sull’annosa questione degli acquedotti ‘colabrodo’ perché a causa della mancanza di risorse pubbliche, aggiunta alla poca fiducia delle banche verso il settore e all’incertezza normativa, non si possono pianificare investimenti a lungo termine».