ACEA: Dagli U.S.A. Interesse A Trattare. Azienda E Comune Tacciono

ACEA: dagli U.S.A. interesse a trattare. Azienda e Comune tacciono

acea_calcio[di Alfonso Palumbo su Prisma News]

 

Insomma: ACEA e’ sul mercato o no? A giudicare dai silenzi di Azienda e Comune di Roma sì; a giudicare da una lettera giuntaci in redazione e qui fotografata, pure.

 

 

L’unico che ha inteso rispondere a precisa domanda su Acea e’ stato il Presidente del Consiglio che, in conferenza stampa a Palazzo Chigi, ha negato di aver avuto il benché minimo rumor sulla faccenda in occasione del suo tour londinese.

 

 

‘No news’ invece da Acea e da Campidoglio. All’Azienda abbiamo inviate due e-mail chiedendo prima di darci una qualche dichiarazione e dopo di smentire/confermare la notizia di vendita; notizia circolata durante il seminario ‘Utilities, il piccolo non e’ più principe?’ svoltosi a Roma alla presenza del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio, dei vice ministri dell’Economia Enrico Morando e dello Sviluppo economico Claudio De Vincenti. In sala anche alcuni bei nomi della finanza italiana e internazionale. Del resto, pur essendo Acea un grosso player fattura pur sempre 1/10 della sua diretta concorrente, la francese Edf-Suez.

 

 

Su Acea, a non voler scucire nemmeno un apostrofo e’ l’Amministrazione di Roma Capitale. Già nell’autunno 2013, ai tempi di Daniela Morgante assessora al Bilancio, ci eravamo dovuti inventare una intervista ‘im-possibile’ a seguito della mancata risposta alle nostre domande su Acea (identico l’atteggiamento assunto dalla nuova assessora, Silvia Scozzese, che potrebbe risultare fra le vittime del rimpasto di Giunta – N.d.R.). Delle difficoltà del Campidoglio a parlare di temi scottanti, non ultimo quello di Multiservizi, ne abbiamo discusso con gli on. Gemma Azuni (Sel), Giovanni Quarzo (Fi), Potito Salatto (Pi): da tutti loro e’ giunta una presa d’atto che conferma l’incapacità della Giunta a dialogare con metodo trasparente.  Diversamente si darebbe modo di discutere anche con il Comitato di Quartiere circa la cointestata costruzione della cabina primaria di ACEA: opera contro la quale hanno manifestato in strada parecchi cittadini la sera del 13 Novembre.

 

 

E veniamo alla lettera. Datata 30 Settembre 2014, giunge dalla New York Associates che ha sede in Florida, Ft. Lauderdale. La società ha anche un sito web (www.nyassoc.com) in verità abbastanza povero di informazioni accessorie. Noi abbiamo contattato il nr. di telefono presente in intestazione: l’utenza esiste. Nessuna indicazione, invece, sugli altri uffici che NYA dichiara di avere a La Paz, Chicago e anche a Roma (già, anche nella Capitale!).

 

 

La missiva – tutti i dati che leggerete sono riportati in versione integrale – e’ indirizzata a ‘Catia Tomasetti, Chairman Acea Spa, Piazzale Ostiense 2 Roma Roma’. La firma autografa e’ quella di Mr. Jonathan Bradford, che si qualifica come ‘vice president’. Questo il testo: ‘Dear Catia, a billion dollar private equity company, located here in Miami is interested in opening up negotiations to acquire a company like Acea Spa. Catia, please call me at … (segue nr. di telefono). I will give you the name of the potential buyer, a good idea on purchase price, and the procedure to open up immediate negotiations with you at Acea Spa. Kindest regards, Mr. Jonathan Bradford, vice president’.

 

 

Un fondo da 2 md di dollari e’ dunque interessato all’Azienda. Molto intrigante sarebbe sapere se Tomasetti ha chiamato Miami e sondato in profondità il terreno. In tema di lettere, va rammentata quella diffusa da Napoli il 27 Ottobre scorso da padre Alex Zanotelli, il quale descriveva quelle che parevano essere strategie finanziarie sull’acqua. “Al Nord Italia sono in atto manovre di unificazione fra Iren (To-Ge) e A2a (Mi-Bs), a cui guarda con interesse Hera (Emilia Romagna)… Rischiamo di avere una grande multi-utility che gestirà l’acqua a Settentrione”. A Sud, Napoli pareva essere un esempio virtuoso di applicazione del valore del Bene Comune: “Invece la Società Acqua Bene Comune non e’ stata messa in sicurezza dal sindaco De Magistris… Napoli potrebbe capitolare sotto la spinta privatizzatrice di Caldoro (Governatore della Campania – N.d.R.)… a raccogliere i frutti di tale operazione sarà l’Acea di Caltagirone che si sta espandendo in Toscana e ora cerca di espandersi anche al Meridione.

 

 

Acea – scrive Zanotelli – detiene il 37% delle azioni della Gori, che ha una gestione di 76 Comuni dell’area vesuviana”. Le emozioni però non finiscono qui. Una notizia diffusa dal PdCI di Terni (“Umbria energy: decennale festeggiato in stile Villa Arcore, con burlesque finale) finisce sul Corriere dell’Umbria, che scrive di “Festa data lo scorso 24 ottobre da Umbria Energy (50% Asm e Acea) all’interno degli studios di Papigno in occasione dei dieci anni d’attività”.

 

 

Per i Comunisti Italiani uno stile più sobrio, in linea con le difficoltà dell’AST, sarebbe stato più consono; del pari, “Aprire la festa tutti i ternani utenti”. Il presidente di Asm Carlo Ottone conferma: “C’erano tutti i vertici di Acea con cui abbiamo parlato di cose importanti, settori su cui stiamo lavorando e che hanno grandi potenzialità di espansione”.

 

 

Vedremo se Acea cambierà davvero di mano. Dai discorsi uditi al convegno capitolino, sembra ve ne siano i presupposti. E se una manifestazione d’interesse dovesse confermarsi dagli Stati Uniti, per Acea il domani potrebbe colorarsi di tante preziose bollicine. Cin Cin!

 

 

*Articolo pubblicato su prismanews.net, titolo originale: “ACEA: dagli U.S.A. interesse a trattare. Azienda e Comune tacciono”, 17 novembre 2014