Accordi Commerciali UE-Centro America: La Posizione Dei Movimenti

Accordi Commerciali UE-Centro America: la posizione dei movimenti

accordi commericaliDi fronte alla ripresa dei negoziati ecco il comunicato che esprime la posizione dei movimenti sociali sia latinoamericani che europei in merito agli accordi.

I MOVIMENTI SOCIALI DELL’AMERICA LATINA E DELL’EUROPA RIFIUTANO I NEGOZIATI PER L’ACCORDO DI ASSOCIAZIONE UNIONE EUROPEA-CENTROAMERICA

Tenuto conto della riunione informale tra la Commissione Europea e i rappresentanti dei paesi centroamericani tenutasi il 23 e 24 aprile a Bruxelles e dell’intenzione che è emersa di mantenere “minironde” sulle questioni commerciali, i movimenti sociali e le organizzazioni della società civile europei e latinoamericani , facenti parte dell’Alleanza Sociale Continentale e della Rete BiRegionale Enlazando Alternativas ribadiamo la nostra ferma opposizione al libero commercio e alla ripresa delle trattative per l’Accordo di Associazione tra l’Unione Europea (UE) e il Centroamerica (AdA).

Lamentiamo il ritorno del Nicaragua al tavolo delle trattative e chiediamo a tutti i governi centroamericani di ritirarsi dal processo.

L’attuale crisi globale ha dimostrato che il modello neoliberale ha fallito. Mentre le conseguenze della crisi finanziaria si fanno sempre più profonde, l’Unione Europea continua a presentare il libero mercato come una via d’uscita dalla crisi. L’Accordo di Associazione che l’Unione Europea sta negoziando con il Centroamerica continua a basarsi sulla deregolamentazione della finanza, senza rendersi conto che questa misura impedisce la sovranità economica degli stati e compromette la possibilità di riformare i sistemi finanziari nazionali. Le trattative prevedono la liberalizzazione senza condizioni delle transazioni finanziarie, come il commercio con i “derivati” ( ad esempio i mutui sub-prime) attraverso il meccanismo “over the counter” (contratti privati, non soggetti a normative). Si pretende così di rendere possibile la speculazione finanziaria sui prezzi dei generi alimentari, che è esattamente il contrario di quanto andiamo chiedendo con urgenza.

Denunciamo che queste trattative vengono portate avanti sotto il mandato della Commissione Europea conosciuto come “Europa Globale: competere nel mondo”, che rivela una strategia aggressiva di politica commerciale e di investimenti, dove prevalgono chiaramente gli interessi delle grandi imprese a scapito delle popolazione, smantellando ogni parvenza di regolamentazione sociale e ambientale.

I grandi beneficiari dell’accordo saranno le corporazioni europee che avranno un via libera legale per collocare le proprie merci sul mercato centroamericano, minacciando in questo modo il tessuto sociale e economico di questi paesi a causa dell’impossibilità, da parte delle industrie nazionali, a competere con le grandi imprese europee. Questi accordi lasciano da parte le questioni del dialogo politico e della cooperazione, sviluppando nelle negoziazioni solo la parte relativa agli interessi commerciali.

Le analisi sulle componenti di “sviluppo” incluse nell’Accordo di Associazione dell’Unione Europea con i paesi e i blocchi regionale dell’Alca, come integrazione regionale, cooperazione allo sviluppo o dialogo politico  e coesione sociale mostrano come questi elementi vengano strumentalizzati al fine di ottenere una maggiore liberalizzazione dei mercati e per rafforzare gli interessi commerciali e di investiemento delle grandi compagnie europee. Di conseguenza , l’Accordo di Associazione si rivelerà dannoso per i diritti sociali, economici e culturali dei popoli i cui governi firmeranno l’accordo, causando, tra le altre cose, la privatizzazione dei servizi pubblici  e la distruzione dei sistemi di sicurezza sociale.

Abbiamo visto con preoccupazione come nella regione centroamericana siano già presenti almeno 80 imprese europee, che hanno causato impatti negativi, violando i diritti umani, come nel caso della Union Fenosa, Enel o Lafarge. Gli interessi della UE sono orientati a una maggiore tutela degli investimenti europei, dando priorità agli interessi delle multinazionali sul benessere dei cittadini.

Per quanto attiene all’agricoltura vogliono imporci un modello predatore, agro-esportatore e altamente dipendente dalla tecnologia e dal capitale finanziario europeo. Questo accordo, mentre incentiva un modello tutto incentrato sull’esportazione di prodotti primari e sulla monocultura, attraverso le patenti  previste dal capitolo sulla propietà individuale,  metterà in pericolo la produzione ela conservazione delle sementi autoctone, le conoscenze ancestrali, la sovranità alimentare e la produzione di cibo sano. Denunciamo ancora il carattere escludente delle trattative in corso e chiediamo l’immediata sospensione del processo di negoziazione. Esigiamo processi di analisi e consultazione in ogni paese, con la partecipazione reale della società civile. Avanziamo la richiesta a tutti i governi del Sistema di Integrazione Centroamericana di considerare le richieste e i punti di vista delle organizzazioni sociali e di favorire canali di dialogo, analizzando tutti i documenti che sono stati presentati loro e valutando quindi seriamente la possibilità di ritirarsi dalla trattative o di dare  a queste una diversa direzione.

Primi Firmatari:

ASC -Alleanza Sociale Continentale
A Sud
ACSUR-Las Segovias
Ecologistas en Acción
Observatorio de la Deuda en la Globalización (ODG)
Observatorio de las Multinacionales Españolas en América Latina – Paz con Dignidad (OMAL)
SETEM Catalunya
Transnational Institute (TNI)

Per aderire all’appello scrivere entro l’11 maggio agli indirizzi Jesus.carrion@odg.cat e lyda@asc-hsa.net