Abbecedario Di Resistenza

Abbecedario di resistenza

[di Paolo Cacciari* su Comune Info]

I Wu Ming (“senza nome” e – per scelta – anche senza volti mediatici) sono un notissimo, poliedrico collettivo di cinque – ora quattro – scrittori autori di racconti e romanzi di successo, tra cui: Q, Asce di guerra, L’armata dei sonnambuli e del foto-racconto Aqua, Aria, Terra, Fuoco. Il loro frequentato blog si chiama Giap.

Uno di loro, Wu Ming 2 (Giovanni Cattabriga per l’anagrafe) cura una “officina di narrazioni”, un percorso itinerante di scrittura conviviale collettiva. La prima produzione si intitola GODIImenti, acronimo di Grandi opere dannose inutili e imposte. Il progetto è stato lanciato e organizzato da Re:Common (una associazione che sostiene le campagne in difesa dei beni comuni: www.recommom.org). Per sei mesi, alcuni attivisti di diversi comitati locali territoriali (Spinta dal Bass No Tav della Val di Susa, Comitato No Tap del Salento, No Rigassificatore Offshore di Livorno, Monte Libero del Monte Amiata, Opzione Zero della Riviera del Brenta, Presidio Europa No Tav) si sono scambiati visite e materiali, hanno condiviso esperienze e confrontato metodi di azione, hanno provato a descriversi e a narrarsi. Ne è uscito un autoritratto collettivo dei “comitatini” (la sprezzante definizione è del premier Renzi) che tanto tengono in apprensione le lobby del cemento, dell’asfalto, delle trivelle, dei tubi… delle concessioni in project financing.

Lo scritto (scaricabile gratuitamente in Creative Commons e rappresentabile in forma di reading concerto, con video visibili dal sito di Re:Common) è una vera e propria antologia della ricca umanità che ancora resiste alla devastazione del territorio, della memoria dei luoghi e delle relazioni sociali. Il lavoro si divide in due parti: una prima in cui i comitati descrivono chi sono, cosa fanno e perché, una seconda parte è invece un Abbecedario delle forme di mobilitazione e di lotta praticate. Nella premessa scrivono: “Siamo persone comuni che si ribellano a quanti vogliono imporre il presente di pochi, e rubare il futuro di molti. Sentiamo una responsabilità grande: mettere a tutela i beni comuni. Siamo appassionati della bellezza, della storia e della natura, della cultura e dei territori. Se incontriamo la bruttezza, cerchiamo di cambiarla. Abbarbicati alla groppa nervosa dei mutamenti sociali, abbiamo percorso chilometri, superando barriere geografiche e labirinti mentali, inseguendo un filo fatto di parole, esperienze, volti”.

Il primo effetto di questa esperienza è l’aver creato una comunità trans-locale di “narratori resistenti”, pronti a interpretare e divulgare creativamente l’impegno civile e la difesa dei beni comuni.

* Paolo Cacciari è autore di articoli e saggi sulla decrescita e sui temi dei beni comuni. Il suo nuovo libro,Vie di fuga (Marotta&Cafiero) – un saggio splendido su crisi, beni comuni, lavoro e democrazia nella prospettiva della decrescita – è acquistabile qui.  Questo articolo viene pubblicato anche su Left. Vie di fuga sarà presentato il 9 dicembre a Roma in occasione di Taverna comunale

*Articolo pubblicato su comune-info.net, 5 dicembre 2014