A Sud – Premio Donne Pace e Ambiente WANGARI MAATHAI – IV Ed.

[Video pubblicato su Libera.tv] La IV edizione del Premio DONNE, PACE E AMBIENTE WANGARI MAATHAI, istituito dalla Associazione A Sud in collaborazione con la Casa Internazionale delle Donne, e intitolato alla stessa biologa africana premio Nobel per la Pace, ha premiato quest’anno quattro attiviste italiane – Tiziana Medici, Paola Pilisio, Daniela Patrucco, Lucia Ruffano – impegnate sul territorio nazionale in difesa dell’ambiente e dei diritti. È stato inoltre assegnato il premio speciale “Carla Ravaioli” per il giornalismo ambientale a Giuseppina Giuffreda, giornalista del Manifesto e di CNS Ecologia Politica, una penna che ha raccontato – e continua a farlo – le questioni sociali ed etiche nate intorno alle tematiche ambientali.

Il premio, giunto alla sua quarta edizione, si inserisce nella “battaglia globale contro i cambiamenti climatici”, in un contesto mondiale che vede, a fine anno, il Vertice Onu di Parigi impegnato nella stesura di un accordo per il post Kyoto.

Al via la quinta edizione del premio W. Maathai Donne Pace e Ambiente guardando a Parigi

[di Laura Greco per A Sud su comune.info]

È nata come una scommessa. Provare a ricordare una grande donna, W. Maathai, una grande ecologista e pacifista, ed allo stesso tempo ricordare e sostenere le tante donne che in tutta Italia lottano ogni giorno per la difesa dell’ambiente e della pace nei propri territori. Una scommessa che si è trasformata in una ricorrenza annuale dal 2012, attorno all’8 marzo, l’evento Premio Donne Pace e Ambiente dedicato a W. Maathai che ogni anno viene realizzato dall’Associazione A Sud a Roma.

Un evento che vuole innanzitutto ricordare Wangari Muta Maathai, prima donna africana a ricevere il Nobel per la Pace nel 2004, che dichiaro? al momento della premiazione : “Non ci può essere pace senza sviluppo sostenibile e non ci può essere sviluppo senza uno sfruttamento sostenibile dell’ambiente. La protezione dell’ecosistema deve essere considerata un mezzo per garantire la pace, in Paesi dove la scarsità delle risorse genera inevitabilmente instabilità politiche e sociali».

Wangari Maathai, deceduta il 25 settembre 2011 a Nairobi, Kenya, ha lottato per più di 30 anni in difesa dell’ambiente e dei diritti delle donne ed ha contribuito in maniera significativa alla democratizzazione della sua nazione. E a lei è dedicato ogni anno questo premio, a testimonianza del fatto che tante donne ancora oggi lottano nei sud come nel nord del mondo per coniugare giustizia sociale ed ambientale. Evento che non si esaurisce in mera commemorazione e testimonianza, ma che ogni anno ha come obiettivo rilanciare temi che hanno che fare con l’ambiente e le questioni di genere alimentando il dibattito e coinvolgendo vertenze e rappresentanti istituzionali per avanzare analisi e proposte in questo senso.

E per far questo ogni anno viene attivato un percorso di consultazione partecipata con l’intento di individuare coralmente le premiate e i temi. Come convenuto nel corso della 1° edizione del Premio Donne, Pace e Ambiente Wangari Maathai, a partire dalla 2a edizione del Premio per decidere a chi e per cosa assegnare il Premio è stata infatti istituita una Commissione allargata formata dalle realtà coinvolte e dalle attiviste premiate via via in ogni edizione, ed estesa alle rappresentanti femminili di Associazioni e realtà che da anni svolgono attività nell’ambito della difesa dei diritti umani, dell’ambiente e dei beni comuni e che, occupandosi delle fasce più svantaggiate della popolazione, promuovono iniziative e progetti di integrazione sociale e culturale sul territorio di Roma.

Tra esse: A Sud, Casa Internazionale delle Donne, CDCA – Centro di Documentazione sui Conflitti Ambientali, Libera, daSud, Action A, Zero Violenza Donne, Befree, Un Ponte Per. Obiettivo generale della Commissione allargata è la promozione di un percorso di riflessione tale da fornire sollecitazioni ed idee per la promozione di concrete iniziative di giustizia ambientale, sociale e di genere e in grado di condurre altresì all’individuazione delle 6 donne italiane alle quali conferire i Premi “Acqua”, “Aria”, “Terra”, “Fuoco” e il Premio Speciale al giornalismo ambientale “Carla Ravaioli”.

Il Premio speciale legato alla figura di Carla Ravaioli, giornalista e saggista, femminista ed ambientalista morta nel 2014, dalla terza edizione viene assegnato a giornaliste italiane che abbiano dedicato la loro vita all’impegno nel comunicare le tante emergenze ambientali del nostro territorio che spesso non trovano spazio nel mondo dell’informazione mainstream. L’individuazione delle vertenze e delle rappresentanti femminili da premiare avviene attraverso criteri che rispondono alla necessità di dare visibilità e di fornire opportunità di articolazione di alleanze a livello nazionale a comitati territoriali le cui battaglie per la difesa dei territori sono particolarmente attive ed emblematiche.

La scelta per questa edizione intende legarsi all’emergenza climatica e alla lotta contro il riscaldamento globale, in vista anche dell’appuntamento che vedrà a Parigi, a fine anno, riunirsi nella Cop 21 dell’ONU i capi di stato con l’obiettivo di firmare un accordo vincolante sulla riduzione di emissioni per il Post Kyoto. In questo contesto e sfruttando i numerosi contatti con le organizzazioni di donne che in Italia si battono nella difesa dei territori, l’edizione di quest’anno vuole essere occasione per rilanciare un percorso in cui in particolare le donne possano discutere e lavorare per giungere a Parigi con una proposta sul nesso esistente tra clima, ambiente e donne. Una sorta di processo che veda nascere un “Patto delle donne per il clima”, facilitando la partecipazione delle realtà dal basso e l’interlocuzione con la politica e le istituzioni locali …

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