50 Anni Del BID. Adesso Basta!

50 anni del BID. Adesso basta!

bidÈ per questo che, anche negli stessi termini delle sue promesse, possiamo dire che l’attivazione del BID è un fallimento monumentale. Ma c’è qualcosa di più importante: nonostante i cambiamenti, registrati durante questi cinquant’anni di storia, nella retorica e nella selezione delle sue politiche, la cosa certa è che sostiene, e oggi con forza maggiore, un approccio allo “sviluppo” che ci condanna allo sfruttamento intensivo delle risorse naturali non rinnovabili e all’espansione delle monocolture; tutto questo destinato all’esportazione, con i suoi catastrofici effetti ambientali e sociali. È stato in prima linea nella promozione delle politiche di aggiustamento neoliberale e di libero commercio e continua ad offrirsi come finanziatore di megaprogetti di presunta integrazione fisica come la IIRSA (Iniziativa per l’Integrazione dell’Infrastruttura Regionale Sud-Americana). All’inizio, attraverso alcuni meccanismi tra cui quello del credito per la “riforma istituzionale”, il BID è stato campione nella promozione delle privatizzazioni che, per esempio, nei servizi pubblici di assistenza domiciliare, nella salute e nell’educazione, hanno contribuito all’esclusione di milioni di persone dall’accesso ai diritti sociali fondamentali.

 

Non ci si può dimenticare, in questa oscura storia di lavori, che l’obiettivo essenziale del BID è il guadagno: il guadagno finanziario che si riflette nel suo piano istituzionale nel quale, rispetto ai paesi debitori, i membri che erogano i prestiti hanno il potere di decisione. Per questo non è stato esente da molti ed importanti episodi di corruzione. E, ancor più vergognosamente, in molte occasioni non ha esitato ad appoggiare criminali e dittature corrotte. È l’affare del debito che continua a risvegliare appetiti di fronte ai quali sparisce qualsiasi discorso sullo sviluppo e qualsiasi considerazione etica.

 

Di conseguenza, è proprio la concezione che ha animato la creazione di questo tipo di Banca per lo Sviluppo che deve mettersi in questione. Oggi che la crisi mondiale, che ha iniziato a manifestarsi come crisi finanziaria, è un fatto incontrovertibile, si è aperta per i popoli un’opportunità per esigere delle trasformazioni radicali. Non è lecito, e nemmeno sensato, cercare di prolungare l’esistenza di istituzioni come il BID. Cinquant’anni di disastri sono più che sufficienti.

 

E’ per questo che di fronte alle celebrazioni per i 50 anni del BID, un’ampia coalizione internazionale di organizzazioni sociali e cittadine ha intrapreso una campagna di opposizione che  ha avuto il suo momento culminante proprio a Medellin, in una serie di eventi paralleli ai fasti ufficiali, alla maniera dell’Assemblea dei Popoli, creditori di quel debito storico, sociale ed ecologico che istituzioni come questa hanno con noi. L’Alleanza Sociale Continentale si fa portavoce di questa iniziativa e chiama tutte le organizzazioni ad unirsi alla campagna e a manifestare il loro rifiuto al mantenimento di istituzioni criminali come il BID in tutte le forme che siano loro possibili e in tutti i luoghi del continente e del resto del mondo.

 

ASC – Alleanza Sociale Continentale

 

 

Traduzione: Federica Napolitano