Riconversione Ecologica: Nel Lazio Una Proposta Di Legge Partecipata

Riconversione ecologica: nel Lazio una proposta di legge partecipata

di Gaetano de Monte su LabSus

Labsus intervista Laura Greco, presidente di A Sud

La proposta di legge regionale “Interventi per la Riconversione Ecologica e Sociale” è stata presentata il 2 dicembre nella Sala Tevere della regione Lazio, frutto di un percorso partecipato tra diverse realtà. La proposta di legge è rivolta alle imprese in forma societaria, produttiva o di servizi ma anche alle cooperative e alle associazioni che si occupano di tutela dei beni comuni

Negli stessi giorni in cui una parte delle istituzioni capitoline, Comune di Roma e Regione Lazio – in seguito all’inchiesta della Procura denominata “mondo di mezzo” – piombano in un buio di credibilità quasi assoluta, un barlume di luce si accende nella notte dell’economia laziale, e insieme, l’aspettativa di un’altra politica si attiva proprio in quelle stesse istituzioni: la proposta di legge regionale “Interventi per la Riconversione Ecologica e Sociale”. Le esperienze di auto-recupero OfficineZero e Scup, cooperative e associazioni come Fairwatch ed Action diritti, sindacati come la Cgil Roma e Lazio che assieme a giuristi, rappresentanti di imprese, ad alcuni consiglieri regionali – tra cui Marta Bonafoni, consigliera regionale da tempo impegnata nelle questioni sociali – e sotto lo stretto coordinamento dell’associazione A Sud, hanno elaborato una proposta legislativa declinata sulle specificità del territorio laziale, considerandone, quindi, sia le criticità esistenti, che le esperienze virtuose già nate dalla collaborazione tra associazioni ed istituzioni.

Cosa prevede la proposta

In una regione, il Lazio – come tante in Italia, vedi Basilicata, Campania, Puglia – colpita da una crisi duplice, ambientale ed economica, conseguenza nefasta di quello sviluppo industriale che ne ha segnato profondamente il territorio, si incoraggia, dunque, attraverso una proposta di legge partecipata, la riconversione di alcuni siti produttivi per garantire sia l’orientamento ecologico delle produzioni, che le necessità di natura occupazionale.
La proposta è stata consegnata formalmente dai soggetti promotori il 2 dicembre al Vicepresidente e Assessore Formazione, Ricerca, Scuola, Università della Regione Lazio Massimiliano Smeriglio, affinché possa essere discussa e votata dal consiglio regionale, divenendo, così, uno strumento legislativo concreto da utilizzare nel processo di riconversione. Una sfida complicata, indubbiamente, che ha fatto propria da diversi anni l’associazione A Sud, che dal 2003 lavora a progetti nazionali ed internazionali sui temi della giustizia ambientale e sociale. Nel 2007 l’associazione ha aperto a Roma il primo centro in Italia dedicato alla ricerca e allo studio dei conflitti ambientali, nei nord e nei sud del mondo, il CDCA, Centro di Documentazione sui Conflitti Ambientali.

“A Sud lavora da sempre in collaborazione e sinergia con enti pubblici e attori sociali, con lo scopo di promuovere percorsi partecipati che influiscano positivamente nella definizione delle politiche pubbliche” – spiega a Labsus Laura Greco, ricercatrice, che dell’associazione ne è la presidente. Oltre alla proposta di legge in questione, poi, cita come modello “il percorso partecipato “Deliberiamo Roma”, un coalizione sociale nata sempre lo scorso anno per la presentazione di una delibera di iniziativa popolare per la difesa del patrimonio pubblico della Capitale”. In pratica è già stato stabilito un proficuo dialogo tra l’amministrazione e diverse realtà culturali e sociali capitoline al fine di difendere ilpatrimonio pubblico in disuso della città da speculazioni immobiliari, al contempo valorizzandolo per restituirlo ai cittadini. Tornando alla redazione di una proposta di Legge per la Riconversione Ecologica delle attività produttive della Regione Lazio, racconta Laura Greco, “è stato messo in moto un meccanismo virtuoso di scambio continuo e interlocuzione tra attori sociali, sindacali, datoriali e il Consiglio regionale del Lazio: un percorso durato un anno e mezzo, coordinato da A Sud, che ha realizzato anche indagini partecipative per misurare il grado di desiderabilità sociale della proposta, portando alla redazione, infine, di un testo inclusivo e completo”.

Cosa si può intendere nel Lazio per riconversione ecologica dei territori, è ancora Laura Greco a spiegarlo: “ anche se non esistono nel Lazio vere e proprie iniziative di riconversione di attività produttive che combinino ristrutturazione dei cicli di produzione e formazione dei lavoratori in senso ecologico e sociale, ci sono esperienze che viaggiano in quella direzione, da promuovere e tutelare, quella dei lavoratori di Officine OZ a Roma, per esempio, che recuperando gli stabili della Ex Vagon Lits ex RSI a Roma, hanno implementato attività produttive basate sul riuso e riciclo”. Soprattutto, conclude: “i territori a cui punta la Legge sono le aree regionali estremamente critiche da un punto di vista ambientale (si pensi ad esempio alla Valle del Sacco o all’area di Civitavecchia) su cui bisognerà intervenire, sia attraverso processi di risanamento ambientale, sia incentivando le attività produttive sostenibili”.

La proposta di Legge si compone di dodici articoli ed è rivolta alle imprese in forma societaria, produttiva o di servizi, normalmente attive, che non superino i 250 dipendenti ma anche alle cooperative e alle associazioni che si occupano di tutela dei beni comuni. Alcuni degli strumenti messi a disposizione sono relativi agli acquisti verdi, al sostegno per la ricerca sui temi della sostenibilità e al microcredito. In generale, il campo in cui ricade la proposta di Legge è quello della trasformazione dei prodotti, della modifica nell’uso di materie prime e di fonti energetiche, ma anche in quello della formazione individuale.

Nel Lazio, dunque, grazie soprattutto agli sforzi compiuti negli anni dall’associazione A Sud, si è sulla buona strada per tracciare una mappa necessaria alla “riconversione ecologica” dei suoi territori. Lungo il solco delle teorie di Alex Langer, – che introdusse il termine nel lessico socio-politico nella seconda metà degli anni’80 – ciò che è necessario immaginare oggi è un processo costituente di tipo ecologico, non solo a carattere giuridico, quanto piuttosto culturale e sociale. Perché la conversione ecologica non sia solo evocazione ma in concreto una visione altra della società: la proposta di legge regionale “Interventi per la Riconversione Ecologica e Sociale”, in questo senso, ne traccia la strada.

*Articolo pubblicato su labsus.org, titolo originale: “La necessità della riconversione ecologica: nel Lazio una proposta di legge partecipata”,  12 dicembre 2014