Un’altra assoluzione per l’esposizione all’amianto 9 marzo, 2017 | Redazione A Sud

[di Fulvio Aurora su MedicinaDemocratica] COMUNICATO STAMPA: AMIANTO – UNA NUOVA SENTENZA ASSOLUTORIA DELLA V SEZIONE PENALE  DELLA CORTE D’APPELLO DI MILANO

 

Dopo 40 minuti di Camera di Consiglio, la Corte d’Appello di Milano, Sez. V Penale, ha emanato una nuova sentenza assolutoria, confermando la pronuncia di primo di grado emessa dalla V Sez. Penale del Tribunale di Milano. Come in un altro caso (sentenza Franco Tosi) le parti civili sono state condannate al pagamento delle spese processuali. Di segno opposto è la sentenza Fibronit emessa dal Tribunale di Pavia il 10 Febbraio 2017 che ha condannato i vertici della società di Broni, nonostante l’assoluzione di altri due imputati della stessa azienda avvenuta sempre ad opera della stessa V Sezione Penale della Corte d’Appello di Milano.

 

Parliamo degli imputati della ex ENEL di Turbigo, la grande centrale termica che produce elettricità. In essa è stato dimostrato che veniva impiegata una grande quantità di amianto. Da qui 8 lavoratori morti per una gravissima malattia: il mesotelioma pleurico (speranza di vita media: un anno!), malattia tipica dell’esposizione all’amianto. Non esistono sostanzialmente altre cause possibili.

 

Medicina Democratica e l’Ass. italiana esposti amianto (AIEA) hanno seguito il processo facendo un grande e puntuale lavoro di ricerca scientifica e giuridica, insieme ad alcuni dipendenti ENEL e con il contributo di esperti quali il dott. Luigi Mara, l’ing. Bruno Thieme avendo come difensore l’avvocato Laura Mara.

 

Si pensi che i lavoratori della Centrale si sono impegnati negli anni anche con la Regione Lombardia ed hanno ottenuto una delibera per sottoporre gli ex esposti all’amianto a sorveglianza sanitaria. Sono stati i primi con i loro famigliari a usufruire di questo servizio (counceling, visite specialistiche gratuite e periodiche). L’AIEA è stata particolarmente colpita perché fra i deceduti era presente uno dei suoi fondatori, Oscar Misin. I suoi famigliari molto tristi e delusi hanno ascoltato la sentenza piangendo: ancora una volta ingiustizia è stata fatta. Non possiamo che attendere il responso della Corte di Cassazione che non sarà a breve termine. Allo stato, prendiamo atto ancora una volta che questa pronuncia si pone in netto contrasto con la giurisprudenza di legittimità, che in casi analoghi ha confermato la responsabilità delle aziende e dei loro dirigenti che avevano esposto colposamente i lavoratori all’amianto.

 

Ciò che ci stupisce e ci fa pensare sono le sentenze di assoluzione pressoché uguali della V sezione del Tribunale e della Corte d’Appello di Milano che, contro l’evidenza scientifica e giuridica, continuano a negare le responsabilità di coloro che avevano l’obbligo di proteggere la salute dei propri dipendenti. Domani saremo in una sala del Senato della Repubblica (Santa Maria in Aquiro- Piazza Capranica 72) e lì segnaleremo con forza la singolare presa di posizione dei giudici milanesi.

 

(Pubblicato il 21 febbraio 2017)

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