Una domenica al mare 9 aprile, 2018 | Redazione A Sud

[Di Marta Rossini A Sud] [Ogni mattina da circa vent’anni esco di casa e vedo il mare. Il suo rumore, il suo odore ed il suo colore per me sono vita. Pensare che qualcuno possa distruggerlo mi provoca una rabbia immensa e mi da la carica per continuare a difenderlo]

 

 

Nelle Marche una passeggiata pacifica ha unito simbolicamente due città Ancona e Falconara per terminare sullo sfondo della Raffineria Api, una delle più grandi del nostro territorio.

 

Ad un mese dalla sentenza del Consiglio di Stato che autorizza le attività di prospezione su 30 mila km del mare Adriatico, tramite la tecnica dell’air gun, la mobilitazione ha ripreso vita.

 

La tecnica dell’air gun si basa su potenti bombe d’aria compressa che esplodono nei fondali marini, per cercare possibili idrocarburi, non per estrarli. Qualora si trovassero inizierebbe la trivellazione vera e propria.

 

E Perché scendere in strada? Ancora è possibile fare qualcosa per contrastare questa decisione. Si può richiedere l’utilizzo della VIA Transfrontaliera, in realtà obbligatoria ma omessa durante questi procedimenti.

 

Domenica 8 Aprile sono state  ben 8 le iniziative in difesa del mare in tutta la costa adriatica.

 

Nelle Marche una passeggiata pacifica ha unito simbolicamente due città Ancona e Falconara per terminare sullo sfondo della Raffineria Api, una delle più grandi del nostro territorio.

 

E’ stata una giornata importante.

 

E’ stato un altro fondamentale tassello nel nostro percorso

 

E’ stato un nuovo inizio.

 

La rete TrivelleZeroMarche da tre anni si batte nella difesa del territorio dalle estrazioni di idrocarburi, sia in mare che in terra. Ci troverete sempre a difendere i nostri territori da progetti scellerati che vanno a vantaggio di pochi, distruggendo le vite di molti.

 

Da sempre nel nostro territorio si vive con i frutti che il mare ci offre e con le bellezze che lo contraddistinguono, portando turismo e muovendo l’economia locale. Non lasceremo che questi luoghi vengano sopraffatti dagli interessi delle multinazionali dell’oro nero comportando danni irreparabili alla biodiversità del nostro mare.

 

Con queste ricerche la terra potrebbe continuare a tremare. Nel nostro territorio il rischio sismico è evidente. Il movimento è costante ed è folle continuare a provocarlo. La tragedia che ha colpito il Centro Italia nel 2016 non ha insegnato nulla.

 

Questi progetti vengono autorizzati, pur consapevoli dei pericoli che tali opere possano comportare e disinteressandosi della nostra salute e quella delle future generazioni che i territori li abitano.

 

Negli accordi di Parigi, sanciti a livello internazionale, è stato deciso ben altro.

 

L’obbiettivo è quello di abbandonare le fonti fossili per ridurre le emissioni di gas serra a livello globale e quindi puntare verso un modello di sviluppo incentrato sulle energie rinnovabili. E allora perché non vengono rispettati tali accordi? Sono mere parole al vento, le azioni non corrispondono alle promesse. Perché si continua a speculare sulle nostre vite? Gli interessi economici governano il mondo ma noi dobbiamo poter decidere e partecipare alle scelte politiche sui nostri territori.

 

La politica energetica a livello mondiale deve essere capovolta.

 

TrivelleZeroMarche rivendica il diritto ad un mare pulito e ad un modello di sviluppo sostenibile.

 

Cambiare si può. Non è finita qui, è solo un nuovo inizio.

 

NON SI PESCA PETROLIO NEL NOSTRO MARE!

 

Contro la devastazione ed il saccheggio dei territori.

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