Terra dei Fuochi: “Renzi ha peggiorato situazione” 21 ottobre, 2014 | Redazione A Sud

stop-biocidio-2[di Giuseppe de Manzo su fanpage]

 

Sale la tensione in Campania, un anno dopo. Ieri gli attivisti hanno interrotto convegno e aperto contraddizione Lorenzin-Istituto superiore sanità. Intanto inizia un nuovo autunno di lotte ambientali e il premier finisce sotto accusa

 

Nella Terra dei fuochi la rabbia torna a temperature alte. Le stesse temperature dei roghi che proseguono più forti di primi. A settembre migliaia di persone hanno manifestato ad Acerra e Salerno contro inceneritore e chiedendo bonifiche. Sabato mattina, invece, giovani attivisti della Coalizione Stop Biocidio ha interrotto un convegno all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli: “Abbiamo interrotto il convegno – affermano gli attivisti – e preso la parola per chiedere conto ad Alberto Mantovani, che parlava con delega del Ministro, delle assurde dichiarazioni del Ministro Lorenzin che ci vuole far credere che l’aumento delle morti per tumore nella Terra dei Fuochi è dovuto ai cattivi stili di vita. I bambini che muoiono di leucemie e tumori, di certo non bevono alcoll e non fumano sigarette. Mantovani ha affermato che l’aumento delle patologie nei pressi dei siti inquinati non è frutto dei cattivi stili di vita, smentendo di fatto il Ministro Lorenzin. Fino a quando il Ministero della Salute non prenderà provvedimenti strutturali per garantire il diritto alla prevenzione ed alle cure nella Terra dei fuochi, ovunque la signora Lorenzin deciderà di andare sul nostro territorio saremo pronti a contestarla”.

 

Sono passati 11 mesi dal fiume in piena del 16 novembre 2013 e non è arrivata alcuna risposta. La legge sulla Terra dei fuochi è fallita miseramente come ampiamente anticipato dai comitati e dagli esperti. E, secondo il movimento Stop Biocidio, con Renzi la situazione è peggiorata: “Il nuovo governo di Matteo Renzi – scrivono in una lunga nota i comitati – non solo non ha dato alcuna risposta alle rivendicazioni dei comitati, ma ancor di più ha peggiorato la situazione. Innanzitutto con la trasformazione in legge dell’inutile decreto Terra dei Fuochi; successivamente con provvedimenti che vanno esattamente nella direzione opposta a quella indicata dai comitati: la legge 106 che innalza il livello di inquinamento tollerabile dei terreni, lo stop alla legge 1345 sui reati ambientali ferma al Senato per l’opposizione della Confindustria, l’assenza di un piano per la riduzione e lo smaltimento dei rifiuti industriali, lo Sblocca Italia che da il via ad un nuovo scempio del territorio dalle trivellazioni petrolifere alle bonifiche attraverso i commissari straordinari, infine escludendo il tema della terra dei fuochi da qualsiasi azione di governo. Riteniamo che il tempo del dialogo con le istituzioni sia finito da un pezzo. Lo scorso 16 maggio con una giornata di azioni ed occupazioni in decine di Comuni tra Napoli e Caserta abbiamo esplicitato la necessità di riprendere la lotta a partire dai territori ed imporre al governo Renzi un cambio di rotta”.

 

Il prossimo 17 ottobre si terrà un’assemblea pubblica al Laboratorio occupato Insurgencia per lanciare un nuovo autunno di lotte sul fronte ambientale in Campania: “Crediamo che sia giunto il momento di unire tutte le tappe in un unica grande campagna che attraversi la terra dei fuochi da Napoli a Caserta e che sappia essere un percorso partecipativo sui territori, capace anche di impostare dei piani di rivendicazione per marco aree, per costruire insieme un appuntamento nazionale che sappia parlare alla Campania così come a tutto il paese, per fermare le politiche del governo Renzi in tema di ambiente, salute, energia, trasporti e sostenibilità. Il nostro non è solo un invito ad un’assemblea. Chiediamo a tutti i comitati di esprimere il proprio protagonismo e quindi di contribuire al percorso con il lancio di marce locali, iniziative, azioni di comunicazione e di coinvolgimento. Crediamo anche che il tempo delle mille parole sia finito”.

 

Intanto è già previsto un appuntamento per “accogliere” il premier Renzi a Napoli, sempre contestato nelle sue visite in città, il prossimo 7 novembre a Bagnoli: un’altra area su cui si attende la bonifica e su cui non si ferma il vento della speculazione.

 

Napoli e Campania continuano a mobilitarsi, non si arrendono. Calato il sipario dello show mediatico e dei vip in cartolina, restano i cittadini che vivono sul territorio: sale la tensione a pochi mesi dall’appuntamento elettorale per la Regione che, come il governo, è messo sotto accusa di fronte al nulla di fatto su ambiente e sanità. La Terra dei fuochi brucia ancora, di veleni.

 

*Articolo pubblicato su autori.fanpage.it , 12 ottobre 2014

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