Terra dei fuochi, Giordano: “Lottare sempre per diritto alla salute” 19 gennaio, 2016 | Redazione A Sud

discaricaok-620x350[Di Giuseppe Manzo su Nelpaese.it] Dopo la pubblicazione dei dati dell’Istituto Superiore della Sanità relativi alla Terra dei fuochi, interviene lo scienziato Antonio Giordano che già nel 2011 aveva denunciato la correlazione tra questione ambientale e aumento tumori con la teoria del “Dna bucato”. Giordano, direttore e Fondatore dello Sbarro Institute for Cancer Research and olecular Medicine della Temple University di Philadelphia e professore ordinario di Anatomia ed Istologia Patologica dell’ Università degli Studi di Siena, autore di diversi libri inchiesta con giornalisti ed esperti, conferma i rischi della salute in Campania e si rivolge ai comitati Stop Biocidio: “lottare sempre per l’inalienabile diritto alla salute”. E dice la sua anche sulla polemica Cantone-Patriciello.

 

Professore Giordano, è stato pubblicato l’aggiornamento dei dati dell’Istituto Superiore della Sanità: arriva la conferma dei suoi studi e delle sue denunce sul rapporto ambiente e salute.

 

Ovviamente, dal punto di vista scientifico mi ritengo soddisfatto, ma mentirei se le dicessi di avere mai dubitato dei miei dati. D’altra parte, l’Istituto Superiore di Sanità non è stato sempre presente sul problema che, invece, oltre 40 anni fa mio padre aveva analizzato. Quel che allora appariva come un quadro minaccioso è la nostra realtà.

 

Nello studio si fa un riferimento netto alla situazione dei bambini nel primo anno di vita: è quello che lei chiamò “dna bucato”?

 

La mia idea, ormai condivisa da molti colleghi è quella che il cancro sia una malattia multifattoriale nella quale fattori genetici si combinano a fattori epigenetici. Per essere più chiaro voglio specificare che l’epigenetica è la scienza che valuta le conseguenze di un processo evolutivo distorto. È probabile, cioè, che l’origine del cancro non risieda solo nella mutazione del Dna di qualche nostra cellula, ma anche nelle modificazioni epigenetiche determinate da agenti fisici o da sostanze chimiche tossiche (benzene, diossine, idrocarburi poliaromatici, pesticidi, metalli pesanti, campi elettromagnetici) con cui veniamo in contatto prima di nascere e che compromettono in maniera irreversibile il nostro Dna.

 

Lei ha sviluppato questo concetto anche nei suoi libri.

 

Come ho spiegato nel libro scritto insieme al giornalista di Sky Tg24 Paolo Chiariello “Monnezza di Stato” è ormai evidente la correlazione tra cancro e ambiente. Non possiamo prevedere quando, quanto e dove a livello genetico un certo insulto possa determinare alterazioni nella sequenza del Dna, ma sappiamo che la combinazione di alterazioni genetiche conduce all’insorgenza del cancro. Il Dna è come un software in lento, ma continuo aggiornamento nel quale l’ambiente assume una posizione centrale sia nell’induzione delle mutazioni sia nella “selezione” delle modificazioni genetiche che avvengono anche spontaneamente.

 

Eppure ci sono figure istituzionali che solo pochi giorni fa mettevano in discussione alcune battaglie, come la polemica tra Cantone e Don Patriciello (a sinistra nella foto con Giordano, ndr).

 

Credo che tra Padre Patriciello e il dottor Cantone non esista alcuna polemica a livello personale, ma solo un contrasto di posizioni. Il dottor Cantone ormai riveste un ruolo politico e ha correttamente risposto da politico. Tuttavia, la mia idea coincide con quella del Procuratore Vigna secondo cui deve esserci una netta separazione fra magistratura e politica. Il prezzo può essere che nell’opinione pubblica si possa insinuare l’ idea che la magistratura abbia degli obiettivi politici e che, quindi, agisca per favorire o sfavorire questa o quella forza politica, con la conseguenza che la Magistratura stessa venga penalizzata. Un prezzo a mio modo di vedere troppo alto, ma verosimile dal momento che, per troppo tempo, la politica è stata collusa con camorra e mafie relativamente alla questione ambientale. Attualmente, il rischio è quello che le associazioni criminali si infiltrino nelle aziende addette alla bonifica del territorio.

 

Patriciello viene criticato nella sua “competenza”.

 

Relativamente a Padre Patriciello che non ha competenze scientifiche, posso assicurare che prima di parlare si documenta e, tanto anche sulla base delle nostre ricerche che, tra l’altro, hanno visto anche la collaborazione di una giovane di Caivano. D’altra parte non possiamo dimenticare il ruolo fondamentale della Chiesa che, relativamente alla questione ambientale in Campania non ha mai smesso di denunciare, affiancando i comitati, le associazioni di cittadini e un’informazione indipendente. L’azione di delazione di tutte queste forze scese in campo è stata tale da scoperchiare un vaso di Pandora che da anni politici, imprenditori, medici e ricercatori corrotti e camorra tenevano gelosamente custodito nell’ombra per perpetrare, indisturbati, i propri affari e che hanno fatto assurgere la Campania a modello di denuncia e di conoscenza.

 

Intanto il movimento Stop Biocidio torna a mobilitarsi e ci sono i giovani in prima linea: cosa vuole dire a questa generazione che eredita tale disastro?

 

Vorrei dire di concentrarsi sulla prevenzione della malattia che vuol dire prestare attenzione alla tutela dell’ambiente, all’adozione di corretti stili di vita, alla verifica periodica delle proprie condizioni di salute, ma vorrei anche dire loro di non abbassare la guardia e di lottare sempre per l’inalienabile diritto alla salute. Non dobbiamo disperare, ma crederci. Da noi dipende il futuro nostro e delle prossime generazioni.

 

Pubblicato da Giuseppe Manzo su Nelpaese.it il 7 Gennaio 2016

 

Tags:



Back to Top ↑