democrazia

Honduras: Zelaya pronto a tornare. Micheletti caccia diplomatici venezuelani

23 luglio, 2009 | Redazione A Sud

Il presidente costituzionale dell'Honduras Zelaya ha annunciato che oggi stesso rientrera' in Honduras: tornare e' un mio diritto. Fallito il tentativo di mediazione del presidente del Costa Rica. Zelaya sembra pronto alla prova di forza e, quasi un mese dopo il golpe che lo ha defenestrato dal potere a Tegucigalpa, si dichiara intenzionato a rientrare in patria:'Il popolo ha il diritto di disubbidire' e ha chiesto alla comunita' internazionale di 'lanciare misure contro i golpisti'. Inrtanto ieri 22 luglio il governo de facto di Honduras guidato da Roberto Micheletti ha rotto ogni rapporto con il Venezuela, dando un ultimatum di 72 ore ai diplomatici inviati da Caracas per lasciare il Paese.


Honduras, fallisce la mediazione. Insulza: Nessun intervento militare

21 luglio, 2009 | Redazione A Sud

L’Osa “aumenterà la pressione” sul governo ad interim dell’Honduras, ma nessun esercito straniero “creerà violenza” nel paese centroamericano. Lo ha detto il segretario generale dell’Organizzazione, il cileno José Miguel Insulza, preannunciando un vertice straordinario per la giornata di oggi. Il fallimento della seconda mediazione del presidente del Costa Rica, Oscar Arias, ha spinto Insulza a puntare nuovamente il dito sul governo “de facto” dell’Honduras: “Questo è un golpe fallito e devono riconoscerlo”, ha detto senza anticipare quali misure potrà adottare l’organizzazione che nelle settimane scorse ha sospeso Tegucigalpa dal suo seno. “Non ci sarà un momento in cui un esercito, di nessuna parte, potrà portare violenza da fuori in Honduras”, ha poi detto Insulza conscio delle tante - più o meno dirette - proposte di intervento militare fatte da altri paesi della regione, Venezuela in primis. L’Organizzazione con sede a Washington inoltre, non potrà “ritenere legali le elezioni che si produrranno nel quadro di un regime ‘de facto’, in circostanze nelle quali chi vuole legittimare il voto è chi ha rovesciato il presidente legittimo”.

Honduras: quando la democrazia, voluta da molti, non conviene a pochi

17 luglio, 2009 | Redazione A Sud

Honduras, Micheletti: Rinuncio alla presidenza se Zelaya non torna - Sabato riprendono i colloqui organizzati dal mediatore, il presidente del Costa Rica Oscar Arias mentre in Honduras, il presidente de facto Roberto Micheletti ha dichiarato di essere disposto a lasciare il suo ruolo se l'altro presidente, il deposto Manuel Zelaya, rinuncerà a ritornare in patria. La proposta sarebbe stata presentata anche a Washington e sabato, in occasione dei colloqui organizzati dal mediatore, il presidente del Costarica Oscar Arias, si avrà una risposta. Al momento si registra la preparazione di diverse manifestazioni di protesta a Tegucigalpa da aprte del Fronte di resistenza contro il golpe e l'appello all'insurrezione lanciato da Zelaya. Inoltre in Honduras è stato reintrodotto il coprifuoco che durerà cinque ore al giorno.


Messico: crisi economica e diritto al lavoro

15 luglio, 2009 | Redazione A Sud

Unione dei Giuristi del Messico - Con il PAN al governo e la maggiornanza del PRI in Parlamento, le garanzie a tutela dei lavoratori messicani si assottigliano sempre più. Anche se il PRI ha dominato le elezioni del 5 luglio scorso, gli unici beneficiari saranno, ancora una volta, il modello neoliberale e l'oligarchia che governa il paese, rappresentati dai partiti di destra PRI e PAN; i lavoratori, il popolo messicano, la democrazia e le forze politiche di sinistra sono state nuovamente sconfitte.


Honduras: mediazione affidata al Costa Rica

8 luglio, 2009 | Redazione A Sud

Dopo il tentativo fallito di Zelaya di tornare in patria lunedì scorso si apre la prospettiva di mediazione internazionale affidata al vicino Costa Rica. L'estromissione di Zelaya dall'Honduras ha testato le diplomazia regionale e incrementato le sfide dell'amministrazione Obama in America latina.


Argentina: scottante sconfitta per i Kirchner

2 luglio, 2009 | Redazione A Sud

La coppia perde la maggioranza in Parlamento e la provincia di Buenos Aires - L'umiliazione sofferta dai Kirchner nelle elezioni legislative intermedie di domenica scorsa non lascia dubbi sul fatto che la vita politica argentina si vedrà presto costretta a un cambio di rotta. Le previsioni per il futuro del terzo paese più ricco dell'America Latina sembrano adesso dominate dall'incertezza. Per l'ex-presidente Nestor Kirchner, che ha annunciato  di voler rinunciare alla  guida del partito, la sconfitta è stata clamorosa soprattutto nella popolosa provincia di Buenos Aires, storico bastione dell'elettorato peronista, che ha visto la vittoria, anche se con soli due punti in percentuale di vantaggio, del milionario di origini colombiane Francisco de Narvaez.


Dall’Honduras: cronache dal coprifuoco

2 luglio, 2009 | Redazione A Sud

di Antonio La Forgia, da Tegucigalpa - Nella seconda notte di coprifuoco, il silenzio intriso di paura che avvolge la città viene rotto a cadenza regolare dal suono lugubre dei blindati dell’esercito che si aggirano per le strade. Da Domenica scorsa l’Honduras si ritrova dentro l’incubo ricorrente di molti paesi latinoamericani, quello del colpo di stato. Il sequestro del presidente democraticamente eletto Manuel Zelaya, e l’instaurazione di un governo illegittimo capeggiato dall’ex presidente del congresso Roberto Micheletti hanno ricevuto la condanna unanime e solerte di tutta la comunitá internazionale.


Honduras: sospesi diritti costituzionali, l’Osa lancia ultimatum ai golpisti

2 luglio, 2009 | Redazione A Sud

Settantadue ore di tempo per riportare l'ex presidente Manuel Zelaya in carica: è questo l'ultimatum lanciato dall'Organizzazione degli Stati Americani al nuovo governo dell'Honduras. «Ci deve essere un ritorno immediato, sicuro e incondizionato», ha fatto sapere l'Organizzazione. Zelaya, che ieri ha parlato all'Assemblea delle Nazioni Unite, attende la scadenza dell'ultimatum a Panama, prima di rientare in Honduras come ha pianificato. Il suo rientro, dapprima previsto per domani, sarebbe spostato al fine settimana. Ma il nuovo presidente Roberto Micheletti ha minacciato di arrestarlo qualora dovesse tornare, annunciando che il nuovo governo ha intenzione di inviare al più presto una sua delegazione a Washington.



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