LA CAMPAGNA

La Campagna Stop TTIP Italia nasce a febbraio 2014 per coordinare organizzazioni, reti, realtà e territori che si oppongono all’approvazione del Trattato di Partenariato Transatlantico su commercio e Investimenti (TTIP).

COS’È IL TTIP?

Il TTIP, Transatlantic Trade and Investment Partnership, il trattato di libero scambio tra Unione Europea e Stati Uniti d’America attualmente oggetto di negoziati volutamente segreti, è qualcosa di più di una semplice trattativa di liberalizzazione commerciale. E’ l’ennesimo attacco frontale che vede lobby economiche, Governi e poteri forti accanirsi su quello che rimane dei diritti del lavoro, della persona, dell’ambiente e di cittadinanza dopo anni di crisi economica e finanziaria, in un più ampio tentativo di disarticolare le conquiste di anni di lotte sociali con le politiche di austerity e di redistribuzione del reddito verso l’alto

QUALI SONO I TEMPI?

Una ICE regolare dispone di un anno di tempo per raccogliere un milione di firme, ma noi vogliamo raggiungere l’ambizioso obiettivo di 2 milioni di firme in tutta Europa. Abbiamo iniziato il 7 ottobre 2014 per continuare fino al 6 ottobre 2015. Il target italiano è raggiungere 54.000 firme entro aprile 2015.

COME DIFFONDERE LA RACCOLTA FIRME?

Online:

SE SONO UN’ORGANIZZAZIONE: per raccogliere le firme online abbiamo scelto di usare il software “PoliCAT”. PoliCAT crea moduli per la firma digitale (chiamati web widget) che possono essere facilmente inseriti nel vostro sito web. Chiedi all’ufficio della campagna di fornirti ulteriori istruzioni chiare su quest’operazione o collegati al sito stop-ttip-italia.net e scarica il modulo “Istruzioni Widget”.

Offline:

Sul sito della campagna stop-ttip-italia.net nella sezione “Materiali” è possibile scaricare il modulo cartaceo della raccolta firme. Su ogni pagina possono firmare fino a cinque sostenitori. Una volta compilati, i moduli dovranno essere spediti via posta all’associazione A SUD, in Piazzale del Giardino Zoologico n°2 – 00197 Roma. Coloro che scelgono di firmare per l’ICE possono anche chiedere di rimanere aggiornati da parte della campagna Stop TTIP Italia flaggando l’apposita casella ed inserendo la propria email nel modulo.

PER APPROFONDIRE

Il TTIP, Transatlantic Trade and Investment Partnership, il trattato di libero scambio tra Unione Europea e Stati Uniti d’America attualmente oggetto di negoziati volutamente segreti, è qualcosa di più di una semplice trattativa di liberalizzazione commerciale. E’ l’ennesimo attacco frontale che vede lobby economiche, Governi e poteri forti accanirsi su quello che rimane dei diritti del lavoro, della persona, dell’ambiente e di cittadinanza dopo anni di crisi economica e finanziaria, in un più ampio tentativo di disarticolare le conquiste di anni di lotte sociali con le politiche di austerity e di redistribuzione del reddito verso l’alto.

Il negoziato TTIP, lanciato ufficialmente nel luglio 2013 e portato avanti in modo opaco e segreto dalla Commissione europea e dall’Amministrazione statunitense in vista di una sua possibile conclusione a fine 2014, disegna un quadro di pesante deregolamentazione dove obiettivo principale non saranno tanto le barriere tariffarie, già abbastanza basse, ma quelle non tariffarie, che riguardano gli standard di sicurezza e di qualità di aspetti sostanziali della vita di tutti i cittadini: l’alimentazione, l’istruzione e la cultura, i servizi sanitari, i servizi sociali, le tutele e la sicurezza sul lavoro. Con l’alibi di un’omogeneizzazione delle normative e la falsa illusione di risollevare l’economia dell’Europa, si assisterà ad una progressiva corsa verso il basso in cui saranno i cittadini e l’ambiente a farne principalmente le spese in un processo che porterà alla progressiva mercificazione di servizi pubblici e di beni comuni. Un rischio che viene tenuto sotto traccia a causa di trattative svolte a porte chiuse, sotto la forte pressione delle lobby delle industrie private senza un coinvolgimento efficace dei Parlamenti e del Congresso e senza che i cittadini vengano adeguatamente informati.

Tra i principali obiettivi del negoziato, c’è la tutela dell’investitore e della proprietà privata, grazie alla costituzione di un organismo di risoluzione delle controversie, un vero e proprio arbitrato internazionale privato, a cui le aziende potranno appellarsi per rivalersi su Governi colpevoli, a loro dire, di aver ostacolato la loro corsa al profitto. Qualsiasi regolamentazione pubblica che tuteli i diritti sociali, economici ed ambientali, con la scusa della tutela della competizione e degli investimenti, rischierà di soccombere dinanzi alle esigenze delle aziende e dei mercati, tutelate da sentenze che saranno a tutti gli effetti inappellabili. Ci appelliamo a tutte le forze sociali , sindacali e politiche del nostro Paese, perché convergano su una mobilitazione comune per fermare il negoziato TTIP , esattamente come successe alla fine degli anni ’90 con l’Accordo Multilaterale sugli Investimenti, nel decennio scorso con la Direttiva Bolkestein, o più recentemente con il negoziato Anti-Counterfeiting Trade Agreement (ACTA), il trattato che con la scusa della lotta alla ‘’pirateria’’ informatica e della salvaguardia del diritto d’ autore avrebbe attentato al diritto alla privacy e al libero accesso alla rete dei cittadini.

IL TTIP PER PUNTI

  • Sicurezza alimentare: le norme europee su pesticidi, Ogm, carne agli ormoni e più in generale sulla qualità degli alimenti, più restrittive di quelle americane e internazionali, potrebbero essere condannate come “barriere commerciali illegali”;
  • Acqua ed energia: sono settori a rischio privatizzazione. Tutte quelle comunità che si dovessero opporre potrebbero essere accusate di distorsione del mercato
  • Servizi pubblici: il TTIP limiterebbe il potere degli Stati nell’organizzare i servizi pubblici come la sanità, i trasporti, l’istruzione, i servizi idrici, educativi e metterebbe a rischio l’accesso per tutti a tali servizi a vantaggio di una privatizzazione che rischia di escludere i meno privilegiati
  • Diritti del lavoro: la legislazione sul lavoro, già drasticamente deregolamentata dalle politiche di austerity dell’Unione Europea, verrebbe ulteriormente attaccata in quanto potrebbe essere considerata “barriera non tariffaria” da rimuovere
  • Finanza: il trattato comporterebbe l’impossibilità di qualsivoglia controllo sui movimenti di capitali e sulla speculazione bancaria e finanziaria;
  • Brevetti e proprietà intellettuale: la difesa dei diritti di proprietà delle imprese sui brevetti metterebbe a rischio la disponibilità di beni essenziali, quali ad esempio i medicinali generici. Così come la difesa dei diritti di proprietà intellettuale possono limitare la diffusione della conoscenza e delle espressioni artistiche;
  • Gas di scisto: il fracking, già bandito in Francia per rischi ambientali, potrebbe diventare una pratica tutelata dal diritto. Le compagnie estrattive interessate ad operare in questo settore potrebbero chiedere risarcimenti agli Stati che ne impediscono l’utilizzo. In questo modo si violerebbe il principio di precauzione sancito dall’Unione Europea, incentivando iniziative economiche che mettono in pericolo la salute umana, animale e vegetale, nonché la protezione  dell’ambiente;
  • Libertà e internet: i giganti della rete cercherebbero di indebolire le normative europee di  protezione dei dati personali per ridurli al livello quasi inesistente degli Stat Uniti, autorizzando in  questo modo un accesso incontrastato alla privacy dei cittadini da parte delle imprese private
  • Democrazia: il trattato impedirebbe qualsiasi possibilità di scelta autonoma degli Stati in campo  economico, sociale, ambientale, provocando la più completa esautorazione di ogni intervento da  parte degli enti locali
  • Biocombustibili: il TTIP attraverso l’armonizzazione delle normative europee in ambito  energetico, incentiverebbe l’importazione di biomasse americane che non rispettano i limiti minimi  di emissione di gas a effetto serra e altri criteri di sostenibilità ambientale.

L’Iniziativa dei Cittadini Europei è un nuovo strumento di democrazia partecipativa adottato dall’Unione europea a partire dal 1° aprile 2012. Attraverso l’ICE i cittadini europei possono chiedere alla Commissione Europea di esprimersi su determinate questioni, apportando modifiche alla legislazione o promulgando nuove proposte normative. La Campagna STOP-TTIP Italia non avendo ricevuto adeguato riscontro alla richiesta di rinunciare ad un trattato che indebolirebbe un sistema di garanzia dei diritti evoluto come quello europeo ha deciso di aderire all’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE o ECI) insieme alle altre campagne europee.

AAM Terra Nuova, Abruzzo Social Forum, Adista, Agices, Aiab, l’Altracittà – giornale di periferia, Altragricoltura, AltragricolturaBio, Altramente, Amici della Terra Versilia, Arci, Associazione Agri.Bio Emilia-Romagna, Associazione Botteghe Del Mondo, Associazione Culturale Punto Rosso, Associazione InFormazione InMovimento Legnano, Associazione Monastero del Bene Comune, Associazione Politico Culturale LA ROSSA – Lari, Associazione Rurale Italiana, Associazione “SI alle energie rinnovabili NO al nucleare”, Associazione Sonia per un mondo nuovo e giusto, Associazione Utoya- Luoghi di Espressione Politica, A Sud, Attac Grosseto, Attac Italia, Ca’ Mariuccia – Agricoltura Etica, Cambiamo Messina dal basso, Centro Internazionale Crocevia, Centro Nuovo Modello di Sviluppo, CETRI-Tires, CGIL Camera del Lavoro di Brescia, CGIL Flai Alessandria, CGIL Flc Emilia Romagna, CGIL Funzione Pubblica nazionale, Cipax, Cipsi, Circolo Anarchico Ponte della Ghisolfa, Comisión Europea Derechos Humanos Y Pueblos Ancestrales, Comitato acqua pubblica Salerno, Comitato Beni Comuni Monza e Brianza, Comitato Bolognese del Forum Salviamo il Paesaggio, Comitato Lavoratori Cileni Esiliati, Comitato per la Pace Rachel Corrie (Valpolcevera Genova Bolzaneto), Comitato Roma 12 per i Beni Comuni, Commissione Audit Parma, Comune-Info, Comunità Cristiane di Base – Torino, Comunità delle Piagge – Firenze, Confederazione Cobas, Cooperativa agricola Valli Unite, Cooperativa Fair, Coordinamento Nord Sud Del Mondo, Coordinamento SCI Italia, Cospe, Coordinamento Zero OGM, Costituzione Benicomuni, Difendiamo i Territori Monopoli, Ecomapuche – Amicizia Con Il Popolo Mapuche, Econo)mia:)Felicità – Associazione di Promozione Sociale, eQual, Ennenne, Fairwatch, Federazione nazionale Pro Natura, Fiom, Fondazione Capta onlus, Fondazione Cercare Ancora, Fondazione Culturale Responsabilità Etica, Forum cittadini del mondo R. Amarugi, Forum Italiano Dei Movimenti Per L’acqua, Forum per una nuova finanza pubblica e sociale, Fratelli dell’uomo, GAS BioRekk, Global Project, Ibfan Italia, Incontro fra i Popoli Ong, Indipendenti per Cardano, Laboratorio Urbano Reset, LAV, Legambiente, Legambiente circolo Terre di Parchi, Libera, Libera Tv Lazio, Link – Coordinamento Universitario, Mag 4 Piemonte, Mais, Maurice GLBTQ, Medici Senza Camice, Medicina Democratica Onlus, Movimento Civico Noi ci Siamo – Francavilla Fontana, Movimento Consumatori, Mst-Italia, Movimento Decrescita Felice, Municipio Dei Beni Comuni – Pisa, NaturalMENTE Monopoli, No Austerity – Coordinamento delle lotte, Osservatorio Italiano Sulla Salute Globale, Pax Christi Taranto, People Health Movement, Progetto Rebeldia – Pisa, Re:Common, REES Marche, Reorient, Rete Della Conoscenza, Rete per l’Economia Solidale della Valdera, Ri-Costituzione, #Salvaiciclisti Monopoli, Salviamo il paesaggio Monopoli, Sbilanciamoci, Scup, Sinistra Anticapitalista, Sinistra contro l’euro, Sos Geotermia – Coordinamento Dei Comitati In Difesa Dell’Amiata, Spazi Popolari – Agricoltura-Organica-Rigenerativa, Teleagenzia 1, Terra d’Egnazia, TerraViva, Transform! Italia, Un Ponte Per, Unione Degli Studenti, Unione Sindacale Italiana , Yaku, WWF Monopoli

Comitato Tsipras Etruria, Roberto Cotti (Senatore Movimento 5 Stelle / Sardegna), Federica Daga (Deputata Movimento 5 Stelle / Lazio 1), Dario Tamburrano (Eurodeputato Movimento 5 Stelle), Lista Civica Indipendente Pianezz@ttiva, Lista L’Altra Europa con Tsipras, Movimento 5 Stelle Cecina, Partito EcoAnimalista, Partito Pirata Italiano, Partito Umanista, perUnaltracittà – laboratorio politico Firenze, Rifondazione Comunista, Rifondazione Comunista Biella, SEL, Speranza per Caserta, Verdi

Marilena Ballestriero, Daniele Barbieri, Egidio Barghiglioni, Dante Bedini, Lidia Beduschi, Anna Bellia, Eva Bernardi, Giangiacomo Biadene, Franco Boni, Margherita Bortolini, Stefania Brocchi, Maria Grazia Campari, Iolanda Capezza, Andrea Carletti, Thomas Casadei, Stefano Cassetti, Giulio Cengia, Stefano Conte, Evelyn Cosimini, Giulio De La Pierre, Maria De La Pierre, Silvia De Luca, Silvia Di Giacomo, Adriano Emina, Elena Ermini, Simone Esposito, Gianfranco Ferrari, Gianluca Ferrelli, Daniela Ferrigni, Piera Filippone, Luciano Finizio, Ave Giangrossi, Roberto Giardelli, Linda Guerra, Giacomo La Commare, Rosario Leonardi, Elena Longa, Antonio Lonigro, Francesco Lucat, Claudia Malinverni, Sandro Marrone, Silvana Niutta, Enrica Noseda, Maria Angela Onofri, Maurizio Pascali, Andrea Ricci, Francesca Ricciardi, Sergio Ruggeri, Alessandro Santoro, Andrea Saroldi, Giorgio Sgarbi, Chiara Signorini, Maria Pia Simonetti, Susanna Sinigaglia, Vitangelo Solimini, Marco Suman, Maria Antonietta Teti, Francesco Valentini, Alex Zanotelli