COALIZIONE ITALIANA STOP GLIFOSATO 26 maggio, 2016 | Redazione A Sud

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STOP GLIFOSATO

 

Fermiamo l’utilizzo del Glifosato

 

Il manifesto “Stop Glifosato”, sottoscritto da decine di organizzazioni italiane e lanciato nel 2015, chiede a Governo, Ministeri competenti e Parlamento di applicare il principio di precauzione in nome della tutela della salute pubblica, vietando definitivamente e in maniera permanente la produzione, la commercializzazione e l’uso di tutti i prodotti a base di glifosato. Chiede inoltre alle Regioni di rimuovere il prodotto da tutti i disciplinari di produzione che lo contengono e di escludere da qualsiasi premio le aziende che ne facciano uso evitando di premiare e promuovere “l’uso sostenibile di prodotto cancerogeno”.

 

COS’E’ IL GLIFOSATO?

 

Il glifosato è il pesticida più utilizzato al mondo essendo presente in 750 formulati tra i quali il Glinet® e il Roundup®, ed è il diserbante collegato alle sementi geneticamente modificate (OGM) di mais, soia e cotone il cui Dna è stato manipolato da Monsanto per resistere al suo diserbante commercializzato, appunto, sotto il nome di Roundup® e definito dalla ditta produttrice “ecologico e biodegradabile”.

 

Nel marzo 2015 l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) lo ha classificato come “probabile cancerogeno umano”. La stessa Agenzia ha dichiarato inoltre che “esistono prove convincenti in grado di dimostrarne la cancerogenicità negli animali di laboratorio….Il glifosato, inoltre, causa danno al DNA e ai cromosomi nelle cellule umane…”

 

L’Italia è uno dei maggiori utilizzatori di questo pesticida, che è addirittura incluso nel Piano Agricolo Nazionale (PAN) per l’uso sostenibile dei fitofarmaci. Questo comporta che tutti i Piani regionali per lo Sviluppo Rurale, finanziando, nella misura 10, l’agricoltura integrata e conservativa, ne premieranno l’uso. In assenza di un intervento si creerà il paradosso che il PAN per l’uso sostenibile dei fitofarmaci, promuoverà l’uso sostenibile di un prodotto cancerogeno.

 

In Gran Bretagna tracce di glifosato sono state trovate nel pane di frumento integrale. “In Italia le rilevazioni sui quantitavi di pesticidi contenuti negli alimenti e nelle acque vengono condotte in pochissime regioni– avverte Vizioli, presidente di AIAB – e questa situazione è inaccettabile”.

 

Nel resto del mondo sono già partite da mesi azioni che applicano il principio di precauzione. Alcuni rivenditori in Svizzera e in Germania lo hanno rimosso, la Francia si è impegnata a farlo entro il 2018 e gli stati tedeschi chiedono un divieto su scala comunitaria. L’Autorità danese per l’ambiente e il lavoro lo ha dichiarato come cancerogeno mentre paesi come El Salvador e Sri Lanka lo hanno completamente vietato e in Colombia è stata vietata l’irrorazione aerea sulle colture di coca”.

 

Nelle scorse settimane OMS e FAO hanno diffuso un preoccupante documento in cui, inspiegabilmente, assolvono il glifosato. “Dallo studio reso noto, stando alla lettera di quanto viene pubblicato dagli organi di informazione, si evince che un essere umano del peso di 70 chili potrebbe bere 140 grammi di glifosato senza riportarne alcun danno”. E’ il commento a caldo della portavoce della Coalizione Stop Glifosato Maria Grazia Mammuccini alle notizie su una assoluzione da parte dell’Oms e della FAO del glifosato come sostanza cancerogena.

 

“Al di là delle ironie su qualche possibile fretta dell’OMS e della Fao nel rilasciare lo studio, stupisce che l’organizzazione mondiale della Sanità sia così pronta a smentire la ricerca durata alcuni anni dello IARC di Lione, agenzia specializzata sulla ricerca sul cancro che appartiene proprio al circuito OMS. Ed è almeno sospetta la tempestività con cui vengono pubblicate oggi notizie uscite da una non meglio precisata revisione di vari studi (della quale non viene fornito alcun dato né alcun riferimento) sull’effetto cancerogenico del glifosato. La decisione in sede tecnica dell’Unione Europea sulla concessione della continuazione dell’uso del pesticida è infatti prevista fra due giorni”.

 

La Coalizione Stop al Glifosato chiede che si evitino facili assoluzioni dell’ultim’ora e che si bandisca l’utilizzo del pesticida in Europa. Gli studi dello IARC ne hanno dimostrato al di là di ragionevoli dubbi la tossicità sugli esseri umani. Lasciamo che la scienza continui la sua giusta attività di verifica, mettendo nel frattempo la popolazione al sicuro rispetto agli effetti dell’abuso della chimica di sintesi. Chiediamo quindi al Governo italiano di farsi portavoce di un’esigenza ampia e di buon senso: il ministro Martina continui sulla strada della difesa della salute dei campi, delle persone che ci lavorano e dei consumatori.

 

 

Vai al sito della Campagna STOP GLIFOSATO

 

 

Per  informazioni e per aderire:

mariagrazia.mammuccini@gmail.com

 

 

Aderiscono alla Coalizione italiana #StopGlifosato:

 

Aiab

Associazione per l’Agricoltura Biodinamica

Associazione A Sud

FAI – Fondo Ambiente Italia

Federbio

Firab

CDCA – Centro Documentazione Conflitti Ambientali

Italia Nostra

Isde – Medici per l’ambiente

Legambiente

Lipu

Navdanya International

PAN Italia

Slowfood

Terra Nuova

Touring Club Italiano

Associazione Pro Natura

UpBio

WWF

AnaBio

Asso-Consum

Associazione Culturale Pediatri (ACP)

Donne in campo-CIA Lombardia

Forum Italiano dei movimenti per l’acqua

Greenpeace

Ibfanitalia

MDC – Movimento in difesa del cittadino

Nupa

Nutrizionisti per l’ambiente

REES Marche

Il Test

Una.Api

VAS

WWOOF Italia

Zero OGM

Green Italia

Cospe Onlus

Comitato Scientifico Equivita

LifeGate

Il Fatto Alimentare

Istituto Ramazzini

Apinsieme

Campagna Nazionale in difesa del latte materno dai contaminanti ambientali

 

Per  informazioni e per aderire:

mariagrazia.mammuccini@gmail.com

 

 

INFORMATI!

 

Scopri i conflitti ambientali in cui è coinvolta la Monsanto

http://ejatlas.org/company/monsanto-corporation

 

Leggi il report completo di OMS e FAO

http://www.who.int/foodsafety/jmprsummary2016.pdf?ua=1

 

 

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