CAMPAGNA STOP BIOCIDIO CAMPANIA 30 luglio, 2013 | Redazione A Sud

stop biocidioIl Biocidio in atto in Campania è ormai certificato da studi scientifici, relazioni tecniche, indagini giudiziarie e giornalistiche, commissioni parlamentari, denunce e sequestri.

 

Il “sistema” perverso ha determinato una completa frattura tra cittadini ed istituzioni ed un legittimo sentimento di repulsione verso il ceto politico che ancora si arrocca su posizioni negazioniste, con l’intento di demolire il provato nesso di causalità tra inquinamento ed incremento di malattie. L’evidente stato di emergenza sanitaria viene infatti ancora negato dalle istituzioni, che si stanno assumendo in questo modo una responsabilità inaudita verso popolazioni inermi, di cui dovranno rendere conto. L’attuale condizione rappresenta il culmine e l’effetto diretto di un processo criminale, perfettamente orchestrato tra imprenditoria malsana, criminalità organizzata e politica corrotta, che ha ufficialmente condannato a morte un territorio abitato da oltre tre milioni di abitanti, coinvolgendo nella quasi totalità le province di Napoli e Caserta e che sta attentando anche le province di Benevento, Avellino e Salerno.

 

In opposizione a questo sistema, da anni, l’azione di mobilitazione dal basso si è sostanziata nella nascita di Comitati, associazioni e multiformi aggregazioni di partecipazione e di cittadinanza attiva. L’arduo sforzo successivo è stato unire queste realtà che hanno avvertito la pressante urgenza di coordinare le proprie forze e di far convergere le singole esperienze, provenienti da diverse storie e differenti identità per dare adeguata rappresentanza a fondamentali bisogni, la dignità e la salute. Ma, soprattutto a riappropriarsi del diritto alla  vita,  a poter vivere in un mondo migliore di questo. Questo deve tradursi nella capacità, fin da subito, di muoversi guardando a un comune orizzonte e dando vita a vertenze vincenti di progressiva complessità nei confronti dei diversi livelli istituzionali e suscitando così una sempre più ampia e profonda legittimazione dell’azione comune.

 

Cittadini contro il Biocidio

 

Le entità, che danno vita a questo processo unitario, denominato “Stop Biocidio”, affrontano un percorso  che prevede l’attraversamento delle singole esperienze, la contaminazione reciproca e la valorizzazione  delle specificità. Sono fortemente consapevoli che nella costruzione di una coalizione sociale contro il biocidio è necessario fare un passo indietro in termini di identità soggettiva per farne due avanti come movimento, e  far sì che le differenze siano valorizzate come ricchezza collettiva e la molteplicità ed il meticciato si sostituiscano all’autoreferenzialità ed all’identità egoisitica. Questa coalizione intende mantenere uno status apartitico, evitando di esprimersi con un linguaggio riconducibile a partiti e a movimenti politici.

 

L’ultimo decennio è stato contraddistinto da una forte azione mediatica tesa a dimostrare l’incapacità dei campani nel gestire i propri rifiuti solidi urbani. Funzionali a tale disegno anche le ricorrenti “ emergenze” create ad arte, rafforzate dal “regime” di commissariamento. Intanto si terminava la costruzione dell’inceneritore di Acerra, addirittura cambiando le regole a gara già avviata, si allestivano discariche che contravvenivano la stessa normativa emanata attraverso appalti ad aziende spesso legate ai poteri criminali, mentre la politica ci raccontava la favola della “ soluzione finale “ attraverso il ciclo integrato per uscire dalla infinita emergenza, fuori dai riflettori i rifiuti industriali avvelenavano la nostra terra.

 

Per maggiori informazioni:

https://www.facebook.com/stopbiocidio

 

Info e contatti in A Sud:

Marica Di Pierri: maricadipierri@yahoo.it

 

Per aderire sottoscrivere il documento alla Pagina Facebook della Coalizione “Stop Biocidio”

 

Primi firmatari:

  • Coordinamento Comitati Fuochi
  • La Fenice Vulcanica
  • Progetto cittadini campani per un piano alternativo dei rifiuti
  • Rete Commons
  • Laboratorio Insurgencia
  • USB Campania
  • Coordinamento Giornalisti Precari

 

Azioni da svolgere coinvolgendo i cittadini: 

  • Vertenze locali

     Fornendo Indicazioni a tutti i comitati  circa l’azione di controllo, di stimolo e di pressione sulle istituzioni e sui corpi dello Stato per:

  1. La raccolta differenziata spinta con sistemi di incentivi e premialità per i cittadini virtuosi (CRITERI verso RIFIUTI ZERO: Raccolta “porta a porta” per la separazione dell’umido dall’indifferenziato e dai materiali riciclabili quali vetro, plastica, alluminio, cartone, carta, etc. attraverso servizio pubblico, obbligatorio e sanzionabile, con schema di attuazione rapido per tutti i quartieri della città di Napoli e per tutti i comuni della Regione)
  2. Il coinvolgimento e la consapevolezza della cittadinanza su temi di generale e condiviso interesse, la denuncia formale ed assistita dei siti di sversamento ed abbandono di rifiuti in particolar modo se pericolosi. 
  • Vertenza regionale
  1. Per la realizzazione degli impianti di compostaggio contrastando senza mediazione inceneritori, discariche ed impianti a biomasse
  2. Per la chiusura  delle discariche e incentivi a sostegno delle imprese del settore del riciclo della materia, favorendo anche l’allargamento della filiera con la costituzione di nuove aziende.
  3. Per la riscrittura del Piano Regionale Rifiuti Urbani e assimilati. Occorre una strategia di comunicazione nazionale, come si fece sul nucleare. per contrastare la campagna terrificante e diffusa messa in campo pro-inceneritori,
  4. Per l’attuazione di serie e reali bonifiche ambientali delle aree inquinate con un programma serio e con controlli periodici e verifiche scrupolose. Proporremo l’utilizzo delle aziende partecipate regionali per l’attuazione delle bonifiche consentendo il mantenimento e l’incremento dei livelli occupazionali attraverso la necessaria ripubblicizzazione del settore.
  5. Per la realizzazione partecipata di un piano efficace di riduzione dei rifiuti e di controllo del territorio, in tutti i modi possibili.
  6. Per l’apertura di un più intenso e produttivo dialogo con rappresentanti di varie categorie quali: produttori agricoli ed enologici, filiera distributiva, allevatori e produttori caseari, macelli e salumifici, operatori turistici, che subiscono danni economici.
  7. Per l’istituzione di tavoli tecnici di lavoro per l’elaborazione di proposte per la prevenzione degli sversamenti di rifiuti speciali agricoli e degli scarti e residui di lavorazioni industriali ed artigianali. 
  •  Vertenza nazionale
  1. Per l’ adozione di un provvedimento normativo di riduzione a monte dei rifiuti, che vieti di trasferire e smaltire in Campania i rifiuti speciali tossico-nocivi, provenienti dalle altre regioni o da Paesi stranieri a mezzo di tracciabilita’ e netta separazione dei rifiuti industriali prodotti in Campania dai flussi dei normali rifiuti urbani.
  2. Per l’adozione di provvedimenti normativi di riduzione a monte dei rifiuti, che semplifichino, per quantità e qualità, gli imballaggi nella distribuzione e nel commerci, che individui ed elimini tutti i componenti non riciclabili destinati, quindi, a contaminare l’ambiente.
  3. Per l’eliminazione dell’aliquota cip 6,( o certificati verdi ) destinata al sostegno delle energie alternative, da tutti i processi industriali basati sulla combustione dei rifiuti quali, inceneritori, cementifici,gassificatori, centrali a biomasse etc. L’attuale dispositivo, infatti, polarizza interessi speculativi verso metodologie vetuste, costose per la collettività, soprattutto  dannose per Salute e Ambiente
  4. Per il divieto di incenerimento, attraverso l’emanazione di una moratoria nazionale e l’avviamento di un percorso finalizzato all’utilizzo di soli materiali riciclabili per riusare tutte le materie prime seconde derivanti da questo ciclo virtuoso.
  5. Per la partecipazione al percorso per l’Istituzione del marchio di salvaguardia sanitaria/ambientale regionale (devono essere definiti contenuti e procedure

 

Azioni di supporto alle vertenze:

  • Le pratiche di supporto alle singole vertenze saranno decise attraverso assemblee pubbliche, con modalità democratiche, orizzontali, veri e propri eventi di partecipazione dei cittadini. Si deciderà, in assemblea, il tentativo di contaminazione con dialogo con le istituzioni.

 

 

Sono obiettivi prioritari della campagna:

 

  • Fermare lo Smaltimento illegale di rifiuti industriali, perpetrato grazie a un patto di ferro tra imprenditoria malsana e razzista, criminalità organizzata e politica corrotta, che consta di:
  1. Sversamenti di rifiuti provenienti dalle aziende del Nord Italia e del Nord Europa
  2. Sversamenti di rifiuti provenienti da aziende campane che operano in regime di evasione fiscale, che si servono di manovalanza a basso costo di comunità emarginate per lo smaltimento illegale.
  • Ottenere dal Governo impegni precisi, l’unico modo per risultare interlocutore credibile dopo decenni di omissioni e/o azioni contrarie agli interessi delle comunità residenti. In particolare di:
  1. Bloccare qualsiasi flusso di ingresso in Campania dei rifiuti industriali, ( oltre che fermare quello prodotto in Campania ). si deve garantire la tracciabilità dei rifiuti pericolosi. Si devono garantire metodi sicuri di smaltimento a basso costo dell’amianto e degli scarti industriali delle aziende campane che operano  a nero.
  2. Garantire il controllo e il presidio del territorio, diurno e notturno, con  azione di intelligence investigativa onde risalire dagli sversamenti a chi ha sversato, dunque al responsabile.
  3. Favorire, anche con incentivazione fiscale metodi di smaltimento sicuri per amianto e pericolosi scarti industriali.
  4. Garantire massimo rigore per i reati ambientali senza eccezione alcuna, provvedere ad una riforma del codice che sospenda o allunghi i tempi di prescrizione per  tali reati  e che definisca nella categoria dei  “ delitti ” tutte le tipologie definendoli e disciplinandoli quali  “ reati ambientali “
  • Avviare un processo di bonifica del territorio, con particolare riferimento alle zone con rischio ambientale e sanitario accertato. In particolare:
  1. Si devono garantire le bonifiche, appena saranno definitivamente fermati gli sversamenti, per risanare i territori. Sono necessarie inoltre, le Bonifiche urgenti nei luoghi ad alta contaminazione ed ad alto impatto sanitario.
  2. Si deve garantire la tutela dei terreni sani con un marchio di qualità dei prodotti. Si devono garantire  politiche agricole, commercializzazione e filiere produttive per le coltivazioni alternative, sui terreni contaminati,  tutelando i gli agricoltori operanti sugli stessi. E’ necessaria una riconversione agricola assistita per i terreni ancora oggi coltivati e contaminati.
  3. Si deve garantire il controllo dei comitati su bonifiche, analisi e caratterizzazioni attraverso la nomina di tecnici di parte per  evitare sprechi di denaro pubblico o prebende per  “amici degli amici “.
  • Ribadire un secco NO agli inceneritori e agli incentivi a qualsiasi forma di combustione: Gli inceneritori non sono la migliore soluzione per la gestione dei rifiuti. Non rappresentano la migliore soluzione dal punto di vista energetico, non risolvono definitamente il problema delle discariche e, attraverso l’emissione in atmosfera di nanoparticelle ricche di metalli pesanti, rappresentano un pericolo per la salute e per l’ambiente. Le uniche riposte alla corretta gestione dei rifiuti sono la riduzione a monte, il riuso e il riciclo. L’energia ottenuta dalla combustione non rappresenta una vera forma di energia rinnovabile, “pulita”  e sostenibile,  pertanto non va incentivata.
  • Ottenere il rispetto del principio di precauzione e attività di prevenzione sanitaria: Anche sul versante sanitario non c’è tempo da perdere. L’incremento di neoplasie ( ormai in età pre-screening ), malattie cardiovascolari, malformazioni neonatali, tumori infantili e tante altre patologie, obbligano a mosse forti ed immediate. La priorità non è avviare lunghi studi tossicologici, ( che dovranno in ogni caso essere espletati per dimostrare in via giudiziaria il nesso di causalità ), ma salvare la popolazione dalla decimazione. Chiediamo da subito il potenziamento dei tre livelli di prevenzione: Primaria, per ridurre i rischi a monte, Secondaria, per arrivare più facilmente e celermente a diagnosi precoci,Terziaria, per evitare complicazioni su patologie già in essere. In particolare attraverso:
  1. Lo Stop ai tagli indiscriminati della sanità.  Nella regione con maggior incremento delle malattie connesse all’insalubrità dell’ambiente è necessario informare con ampia divulgazione i rischi ad esso connessi, agevolare l’accesso alle cure ed allo screening precoce per prevenire l’insorgere delle malattie, abbassando anche i costi successivi, ed evitando l’avventura dei viaggi della speranza in altre regioni, che comportano l’incremento  del deficit regionale e alimentano pericolosamente l’illusione di trovare altrove migliore accoglienza.
  2. L’avvio di studi tossicologici seri, sulle persone ed in relazione alle analisi sui prodotti agricoli, con la collaborazione dei medici indipendenti, per ribadire il nesso di causalità tra il disastro ambientale e le patologie. Si deve promulgare una legge seria sul registro tumori della Campania

 

 



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