Stop Biocidio: verso la manifestazione del 29N 26 novembre, 2014 | Redazione A Sud

stop-biocidio[di Coalizione Stop Biocidio su Global Project]

 

Quando abbiamo lanciato la campagna d’autunno di mobilitazioni contro il governo Renzi e contro la giunta regionale di Stefano Caldoro, con l’intento di denunciare che sulle bonifiche, sui roghi, sul diritto alla salute in Campania nulla e’ stato fatto, avevamo un obiettivo preciso: raccogliere disponibilità alla mobilitazione tra le province di Napoli e Caserta. La capacità reattiva del nostro territorio e’ sempre sorprendete per cui la prima settimana di mobilitazioni di questo mese di novembre ha già visto lo svolgimento della grande manifestazione di Bagnoli contro lo Sblocca Italia, la più incisiva fino a questo momento in Italia contro questa decreto vergognoso. Una manifestazione repressa dalla polizia, che ha impedito, con la complicità esplicita dei dirigenti di Città della Scienza, che il corteo finisse con una grande assemblea pubblica, democratica e partecipata  all’interno di Città della Scienza. Il segnale partito da Bagnoli ha moltiplicato in tutto il paese la campagna di opposizione allo Sblocca Italia dalla Basilicata all’Abruzzo. Oltre ai danni dello Sblocca Italia per il nostro territorio c’è da registrare come le istituzioni siano intervenute sul tema della Terra dei fuochi con interventi di facciata ed inutili!  In Campania  gli sversamenti illeciti di materiali anche tossici e la loro combustione continuano. La terra dei fuochi brucia a canora e noi non possiamo restare a guardare è il momento di riprenderci le piazze e di ritornare ad una mobilitazione ferma e determinata.

 

 

Il governo scappa da Napoli – Il presidente del consiglio Matteo Renzi ha preferito non venire a Bagnoli lo scorso 7 novembre. Ci ha risparmiato la presentazione in pompa magna del sacco dell’area flegrea di Napoli, che prevede l’assurda introduzione del commissariato straordinario per la riqualificazione e la individuazione del soggetto attuatore espropriando gli enti locali e soprattutto i comitati locali che da anni si battono per una Bagnoli diversa, bonificata e solidale. Anche il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, oltre al premier, diserta la Campania. La ministra aveva già disertato la kermesse di Greenaccord in ottobre, dove era attesa da alcune decine di nostri attivisti che volevano rinfacciarle le assurde posizioni sul boom dei tumori in Campania e sul collegamento pretestuoso con gli stili di vita dissoluti dei campani. Quella grottesca affermazione che recita più o meno “in Campania si muore di più perchè mangiate e fumate troppo” ha significato di fatto la cancellazione degli impegni del Ministro in Campania. Ogni qual volta la responsabile della salute proverà a metter piede a Napoli e provincia ci troverà pronti a riceverla con una calda, furiosa accoglienza fintanto non mostrerà di correggere il suo operato ed il contenuto delle sue dichiarazioni. Tutto il nostro furore deriva dalla svalutazione del diritto alla salute dei cittadini Campani. Non si sono avviati gli studi epidemiologici , né i fantomatici screening sulla popolazione, ma, soprattutto, abbiamo assistito allo smantellamento della sanità pubblica nonostante  un aumento agghiacciante dei tumori causato dall’inquinamento dell’aria, dell’acqua e della terra. Questo dato  è sotto gli occhi di tutti.  E così anche il 10 novembre all’Hotel Excelsior, dove si discuteva dei patti territoriali per la salute, il Ministro Lorenzin ha dato forfait. Ad attenderci invece abbiamo trovato un governatore Caldoro che si blindato all’interno dell’albergo, protetto da decine di poliziotti. Questa ritirata dalla Campania da parte del governo Renzi, le mobilitazioni che si organizzano rapide ad ogni appuntamento in cui interviene un membro dell’esecutivo nazionale, ci sembrano restituire l’immagine plastica dell’assenza di risposte sul tema del biocidio in Campania.

 

 

Acerra, do you remember inceneritore? – Per tanti quella contro l’inceneritore di Acerra era una lotta ormai persa. Ma l’attività instancabile di quel mostro che vomita diossina sulla provincia di Napoli in un comune, quello di Acerra, martoriato da tumori e leucemie, non ha smesso di stancare i cittadini e le cittadine acerrane, che dinnanzi all’ennesima beffa hanno deciso di tornare in piazza, anzi davanti ai cancelli dell’impianto. Quello che è accaduto per tre giorni ad Acerra e’ un fatto senza precedenti. Per 36 lunghissime ore l’impianto ha smesso di funzionare e con esso buona parte del mortifero ciclo di smaltimento dei rifiuti in Campania si è inceppato. I blocchi, inizialmente promossi dalle “mamme di Acerra” per impedire che nei forni dell’impianto finissero le “ecoballe” non a norma prodotte durante il periodo dell’emergenza rifiuti, hanno rappresentato una legittima resistenza per tutelare la salute dei cittadini nei dintorni dell’inceneritore, stigmatizzando l’illegittimità sia della procedura che l’illegalità dell’impianto stesso.  L’inceneritore non è un dato di fatto incontrovertibile ma una realtà con cui si può confliggere, che si può fermare. La composizione che si è mobilitata e si sta mobilitando ad Acerra e’ completamente o parzialmente nuova rispetto ai cicli di lotta del passato. Accanto al protagonismo delle “mamme” si è sviluppato l’attivismo determinato, consapevole e gioioso degli studenti degli istituti superiori di Acerra. Un valore aggiunto importante e per nulla scontato che consegna nuova linfa ad una battaglia decennale. Come coalizione Stop Biocidio abbiamo attraversato tutti i blocchi e le assemblee e saremo alla manifestazione del 19 novembre. E’ necessario rispondere con determinazione alla protervia dell’assessore all’ambiente della Regione Campania, Giovanni Romano, che prima ha fermato il conferimento delle ecoballe non a norma ed il giorno dopo, impunemente, ha cancellato il blocco e dato nuovamente il via allo smaltimento. Acerra oggi può essere un epicentro di lotta vivo ma per farlo però è necessario che non sia sola, ma che anzi la sua battaglia sia parte integrante della lotta contro il biocidio. Una lotta che non può generare solo un movimento opinione ma deve misurarsi concretamente sul terreno della pratica dell’obiettivo.

 

 

Villaricca, Pomigliano, Calvizzano la mobilitazione cresce – Sono tanti i territori in Campania che si stanno mobilitando. A Villaricca ad esempio, in quella vergogna che è la discarica di Cava Riconta, la SapNa, l’azienda speciale che gestisce gli impianti dei rifiuti in Campania, vuole costruire un impianto per il trattamento del percolato delle discariche di tutta la Campania. E’ chiaro che questo tipo di impianti serve proprio per evitare ulteriore inquinamento, ma la scelta di realizzarlo proprio nella discarica simbolo dello stupro del territorio prodotto durante il periodo dell’emergenza rifiuti è assolutamente paradossale, oltre che vergognoso. Come coalizione stiamo partecipando alle mobilitazioni già in corso sul territorio e promuoveremo insieme ai cittadini del territorio le mobilitazioni contro la Sap.Na. A Pomigliano d’Arco invece, i movimenti locali, i cittadini ed i collettivi studenteschi hanno promosso per il 28 novembre una manifestazione contro i roghi, l’inquinamento ed i veleni. Un appuntamento nato spontaneamente dal territorio ed al quale daremo tutto il sostegno possibile. Sarà anch’esso una tappa della nostra campagna d’autunno. A Calvizzano invece, da circa un mese, i comitati contro le antenne della telefonia mobile si stanno battendo contro la selva di tralicci – e di onde magnetiche che ne conseguiranno – che sta per invadere il comune. Diverse manifestazioni si sono già svolte sul territorio. Per ora la lotta dei comitati è riuscita a bloccare l’installazione delle antenne, ma siamo consapevoli del fatto che bisognerà continuare a lottare per impedire questo esse siamo scempio su territori già devastati. Allo stesso tempo (a proposito di inceneritore) il 24 novembre si apriranno le buste per la seconda gara per la costruzione dell’inceneritore di Giugliano. Un impianto che dovrebbe servire secondo la Regione Campania a bruciare quelle ecoballe non a norma che vorrebbero intanto portare ad Acerra e che – si apprende dall’audizione dell’assessore Romano in commissione parlamentare d’inchiesta sui rifiuti – finiranno anche nell’inceneritore di Brescia sempre gestito dalla A2A che gestirà, ingrossando i guadagni, anche il trasporto delle balle. Anche il 24 novembre ci mobiliteremo con i comitati giuglianesi contro chi vuole costruire un nuovo mostro. Giugliano, come Villaricca, rappresenta un simbolo dello scempio ambientale in Campania e non possiamo permettere che proprio in uno dei territori che maggiormente hanno bisogno di bonifiche, sorga un nuovo impianto di morte.

 

 

Diritto alla salute: una priorità – Nel giorno dello sciopero sociale, lo scorso 14 novembre, abbiamo preso parte alle mobilitazioni che si sono tenute a Napoli contro le politiche del governo. Abbiamo effettuato un blitz presso la direzione centrale dell’ospedale Cardarelli di Napoli, il più grande del Mezzogiorno, per chiedere conto alla direzione ed al responsabile del Centro Anti Veleni, su quali fossero le indicazioni ricevute dal Ministero della Salute e dalla Regione Campania in merito agli screening sanitari annunciati nella legge sulla Terra dei Fuochi ed in generale su quali siano le misure messe in campo dagli enti locali e dal governo nazionale sul tema della prevenzione e della cura nella terra dei fuochi. Le risposte che abbiamo ascoltato dal responsabile del Centro Anti Veleni sono state agghiaccianti. Alle Asl, agli ospedali, al centro anti veleni non è arrivata alcun tipo di direttive, nè fondi, nè programmazione di interventi. In pratica il nulla assoluto. Le istituzioni locali e nazionali non hanno mosso un dito in merito al diritto alla salute nella terra dei fuochi. Non solo. Se anche i tanti sbandierati screening promessi dal governatore Caldoro fossero stati attivati si tratterebbe di screening che già avvengono normalmente, sulle patologie classiche e nelle consuete fasce anagrafiche. Per tanto non esiste alcun interevento specifico per il diritto alla salute nella terra dei fuochi. Un tema questa che vivrà forte nella manifestazione del 29 novembre a Casal di Principe e che continuerà ad essere una priorità della nostra campagna d’autunno.

 

 

Da Frattaminore a Casal di Principe sempre in marcia – La prima delle marce programmate dalla coalizione Stop Biocidio nel mese di novembre è stata quella di Frattaminore di sabato 8 novembre. Oltre 3.000 persone sono scese in piazza in un territorio che vive una enorme contraddizione. Da un lato una raccolta differenziata al 60%, organizzata senza fondi regionali e nazionali. Dall’altro un territorio che viene appestato e inquinato quotidianamente dai roghi, dall’inquinamento dell’aria e dagli sversamenti di rifiuti industriali. Una manifestazione importante quella di Frattaminore con un esito per nulla scontato. Quel momento di piazza senza dubbio ha catalizzato su di se anche gli sforzi di una settimana in cui i blocchi di Acerra ed i fumi dei lacrimogeni di Bagnoli erano ancora vivi .Ora, insieme ai conflitti di Acerra, Villaricca, Pomigliano, Calvizzano, il timone punta sulla grande manifestazione del 29 novembre prossimo a Casal di Principe contro il governo Renzi, ritenuto incapace di dare risposte efficaci sulla terra dei fuochi. Una manifestazione in cui insieme ai cittadini ci saranno anche quegli agricoltori, coltivatori di prodotti sani che hanno subito un colpo durissimo da una campagna denigratoria che ha di fatto distrutto il settore commerciale dell’agricoltura in Campania. Chi coltiva in piena sicurezza, su terreni buoni e con le analisi che lo confermano è un nostro alleato, forse il nostro primo alleato. Per questo saremo in piazza insieme a loro in un territorio, quello di Casal di Principe, dove l’attivismo civico e sociale stanno contribuendo ad un percorso di rinascita del territorio e della sua comunità. Pensiamo che non poteva esserci luogo migliore per un nuovo fiume in piena.

 

 

Si….con questa agenda così piena la sensazione è davvero che Stop Biocidio nasca dappertutto! E che prima poi questi signori comincino a pagare caro e tutto.

 

 

 

I prossimi appuntamenti:

  • 19 Novembre – Acerra – contro l’incenritore – ore 9.30 stazione Fs
  • 24 Novembre – Presidio contro l’inceneritore di Giugliano a Napoli
  • 28 Novembre – Pomigliano – “C’at accis” – ore 9:00 Stazione Circumvesuviana
  •  29 Novembre – Casal di Principe – ore 15,  Stadio Comunale

 

 

 

Coalizione sociale Stop Biocidio

 

 

 

*Articolo pubblicato su globalproject.info, titolo originale:”Stop Biocidio nasce dappertutto: riflessioni verso la manifestazione del 29N a Casal di Principe“, 20 novembre 2014

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