Roma | Diritto alla città “Le nostre vite non sono in vendita” 24 settembre, 2014 | Redazione A Sud

DIRITTOallaCITTA[su dinamo press]
 

Centinaia di persone in Piazza dei Sanniti per parlare di diritto alla città e costruire la Roma che vogliamo, contro privatizzazioni, speculazioni e sgomberi. Prossimo appuntamento giovedì 25 settembre ore 18 @ Cinema Palazzo.
 

La città di Roma ha vissuto un momento importante in Piazza dei Sanniti di fronte al Cinema Palazzo. Una moltitudine composita di centinaia di persone che sotto lo slogan “Diritto alla città” ha preso parola contro il taglio di servizi e diritti, preludio all’apertura di nuove frontiere per la speculazione e la rendita privata.
 

I tantissimi interventi delle realtà sociali del tessuto metropolitano che hanno animato l’assemblea, raccontano il bisogno e la necessità di aprire spazi pubblici ed eterogeni di confronto e dibattito per discutere della città che vogliamo ed opporci al modello che ci stanno imponendo.
 

Gli spazi occupati, le realtà territoriali e il sindacalismo conflittuale hanno tutti sottolineato come la riduzione degli spazi di agibilità politica (sgomberi, sfratti, misure cautelari e arresti per gli attivisti), sono la diretta conseguenza del commissariamente di Roma e del tentativo di imporre una radicale trasformazione della città, a partire dalla svendita del patrimonio pubblico, la privatizzazione dei servizi, lo smantellamento del welfare, la desertificazione delle politiche culturali.

 
Il decreto Sbloccata Italia, il così detto Salva Roma e il Piano casa di Lupi traducono in materia legislativa tendenze già in atto. E’ il pareggio di bilancio e l’implacabile logica dell’austerity l’avversario da battere per cambiare Roma e rivendicare diritti su tutti i terreni.
 

Né pubblico, né privato: comune. Questo lo slogan che più di tutto riassume l’idea di città che vogliamo costruire, fuori dalle logiche del mercato e della speculazione, praticando la democrazia diretta dei territori contro istituzioni commissariate e succubi di ragionieri e dicktat finanziari. Perché la città che vogliamo non è un terreno di accomulazione e di espropriazioni dei beni comuni, ma un cantiere di trasformazione radicale, d’immaginazione di nuove forme di vivere la città. Perché in definitiva la città non è dei broker e dei palazzinari, ma di noi tutti che ogni giorno la attraversiamo e l’abitiamo: per questo vogliamo il diritto ad una casa e ad abitazioni degne per tutti, l’accesso alla mobilità e a servizi di trasporto efficienti. Per questo rivendichiamo un sistema di welfare che tuteli tutti senza esclusioni, per questo vogliamo decidere noi sulle nostre vite e sui nostri territori.
 

Il primo segnale di riscossa del diritto alla città lo vogliamo lanciare in occasione della venuta a Roma dei sindaci delle 28 capitali europee il prossimo 1 ottobre, invitati dal sindaco Marino a discutere di come rilanciare “politiche vincenti” nelle città. Quel giorno la città si fermerà per lo sciopero del trasporto pubblico (e delle aziende private) indetto dal sindacato di base e conflittuale USB per fermare il piano di tagli previsti in tutto il sistema della mobilità urbana. E’ una prima occasione per allargare la protesta a tutte le urgenze di cui soffre la nostra città: la casa, i servizi, le privatizzazioni, i bassi salari, la precarietà, la salute, gli spazi di libertà. Sindaco Marino, le politiche vincenti sono quelle che affrontano le grandi sofferenze e i sogni dei romani, non quelle degli investitori finanziari e dei grandi costruttori.
 

In Piazza dei Sanniti a San Lorenzo si sono poi raccontate e si sono connesse tante realtà autorganizzate e territoriali, che hanno portato la ricchezza del loro lavoro quotidiano fatto di strumenti di mutuo soccorso, di welfare e servizi che già disegnano un prototipo della città che vogliamo. Scuole popolari e per migranti, laboratori culturali, palestre e cucine, sportelli di tutela e legale sul lavoro e sulla casa non sono soltanto uno strumento per sopperire alle mancanze e all’incapacità delle istituzioni, ma sono soprattutto un’alternativa che già vive nella nostra città.
 

Per questo tra le proposte e suggestioni, quella di organizzare una notte bianca della cultura indipendente nei territori, come momento di riappropriazione ma anche di accumulazione per il percorso e verso le prossime mobilitazioni. L’assemblea ha più volte ribadito la necessità di costruire una mobilitazione cittadina, sulla molteplicità delle tematiche affrontate oggi, durante la prima settimana di Novembre. Riportiamo l’intervento importante e significativo dei giovani palestinesi che il 27 settembre hanno convocato un corteo a Roma e che fino ad oggi non è stato autorizzato, decidiamo quindi di sostenere la mobilitazione e il diritto a sfilare dentro la città.

 

 

Come prossimo passaggio organizzativo questo percorso si rivedrà

giovedì 25 settembre alle ore 18 al Cinema Palazzo.

L’assemblea esprime la vicinanza e la complicità con tutti/e gli/e attivisti sotto misure cautelari, e che vogliamo al più presto assieme a noi.
 
 

In fine vogliamo esprimere lo sgomento e la rabbia delle notizie che ci arrivano riguardo lo sfratto avvenuto stamattina a centocelle dove gli agenti non si sono trattenuti dall’utilizzo di gas cs nei confronti della famiglia sfrattata e degli attivisti e dove si è vista una brutalità che purtroppo sta diventando la prassi in questa città. Un motivo in più per passare al contrattacco.

Assemblea per il Diritto alla città del 17/09/2014 al Cinema Palazzo
*Articolo pubblicato su dinamo press.it, titolo originale: “Una grande assemblea invade San Lorenzo: “le nostre vite non sono in vendita”
18 Settembre 2014

 

 

Leggi anche:

  • Non è una città per pochi  | Dopo l’occupazione del 14 settembre e l’assemblea al Cinema Palazzo per la costruzione di una coalizione sociale attorno al Diritto alla città, una riflessione dal progetto Hierba Mala

 

 

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