Colombia: omicidio di Robert Guachetà, leader indigeno del Cauca 20 maggio, 2009 | Redazione A Sud

caucaDiffondiamo il comunicato dell’ACIN di ieri, 19 maggio, e ci uniamo al dolore e alla rabbia per l’assassinio di  Robert Guachetà, leader della comunità indigena Nasa.

 

LA NOSTRA RABBIA E IL NOSTRO DOLORE.

19 MAGGIO 2009 – DIPARTIMENTO DEL CAUCA, COLOMBIA

COMUNICATO DELL’ACIN (ASOCÌACION DE CABILDOS INDIGENAS DEL NORTE DEL CAUCA)

 

Il 18 maggio è stato assassinato il vice-governatore Robert Guachetà, leader della comunità indigena Nasa, della riserva di Honduras nel dipartimento del Cauca. Poco tempo prima anche un altro leader Nasa, ex-governatore della stessa riserva, José Goyes, era scampato ad un attentato.
L’unica colpa di Robert era quella di essere Nasa, di essere leader della comunità indigena in un clima di intolleranza dove il terrore e la violenza sono al servizio dell’avidità e di aver assunto come dovere il raggiungimento degli obiettivi contenuti nel programma della Minga di Resistenza Sociale e Comunitaria. Insieme al terrore, sicuramente continuerà anche l’impunità.

 

Eravamo quasi persuasi che “si stesse finalmente iniziando a fare giustizia”. Avevamo dato l’annuncio, in seguito all’attentato contro Mayerli Legarda Quilcue, che “Il Tedesco”, un paramilitare, aveva denunciato Juan José Chaux Mosquera come capo politico del Bloque Calima, uno degli squadroni della morte. Uno dei più cruenti e temibili squadroni della morte. La Fiscalia General della Colombia aveva, quindi, emesso l’ordine di cattura e il 19 maggio Mosquera è stato trasferito nel carcere della Picota a Bogotà. Sembrava che la giustizia cominciasse a funzionare, anche perché Chaux Mosquera è amico e complice del presidente Alvaro Uribe Velez e, da sempre, nemico giurato delle comunità indigene. Ripetutamente aveva cercato di fomentare violenza e disordini tra indigeni, contadini e afroamericani. Aveva ordinato la repressione e l’uccisione di coloro che avevano lottato per la Libertà della Pachamama e ostacolato, con tutti i mezzi a sua disposizione e abusando della carica di governatore del Cauca, il rispetto degli impegni assunti dalle autorità statali in seguito al massacro di El Nilo. Il curriculum di questo criminale è talmente lungo che sarebbero necessarie pagine e pagine. Membro del Congresso, governatore del Cauca, proprietario terriero, comandante degli squadroni della morte e molto altro ancora.

 

Come ricompensa per tutti i crimini commessi, il governo Uribe lo aveva poi nominato Ambasciatore all’Aia (Olanda). Anche in quell’occasione avevamo espresso la nostra più profonda indignazione: “Ci ricordiamo di Mosquera perché direttamente responsabile degli omicidi, dei conflitti sociali, dei saccheggi delle nostre terre, delle accuse ingiuste e infamanti che ci vengono mosse, della nostra miseria e della repressione che colpisce la nostra gente. Il suo trascorso personale, a nostro giudizio, gli conferisce il merito di recarsi in Olanda ma non in qualità di ambasciatore quanto piuttosto per presentarsi al cospetto della Corte Penale Internazionale dell’Aia, per essere giudicato e condannato per tutti i crimini commessi contro la vita e la giustizia”. Dopo essere stato nominato ambasciatore all’Aia, gli venne affidato l’incarico di presidente dell’ambasciata della Repubblica Dominicana, a cui però dovette rinunciare a causa delle dichiarazioni di “H.H.”, un altro comandante paramilitare che lo accusò dei crimini più efferati.

 

Oggi proviamo dolore per l’omicidio del compagno Robert Guachetà e rabbia contro Chaux Mosquera e Mauricio Velasquez. Sicuramente anche “Il Tedesco” verrà estradato come è successo per gli altri paramilitari che avevano mostrato l’intenzione di “collaborare con la giustizia”. Chaux non pagherà per i suoi crimini, lo sappiamo. Il “modello Colombia” e i suoi artefici verranno protetti e tutelati ancora una volta. Ma le cose cambieranno. La nostra memoria è vigile e rimarrà tale fino a quando non verrà reso noto tutto quanto, tanto che gli stessi famigliari e eredi di Mosquera sentiranno vergogna per i crimini commessi da questo assassino. Solo allora avremo la pace e la rabbia potrà convertirsi in un cammino di vita. Adesso ci guida solo l’odio e la rabbia e il dolore non conoscono riposo. Offriamo la nostra solidarietà alla famiglia e agli amici di Robert e li aiuteremo ad andare avanti in suo nome.

 

I governi dei paesi “civilizzati” terranno conto delle violazioni dei diritti umani in Colombia durante i negoziati per la stipula dei trattati di libero commercio: è quanto ha assicurato il Cancelliere cileno alla vigilia dell’accordo per il TLC Colombia-Cile. Lo stesso presidente Uribe ha dichiarato che si tratta del trattato “più profondo” che la Colombia abbia mai ratificato. Per noi si tratta di un’ennesima infamia, una misura che porterà la Colombia a rinunciare a una fetta della sua sovranità e garantirà a Uribe la massima protezione per la sua politica di terrore e repressione.

 

Mentre avviene tutto questo, un altra famiglia piange per la morte di un suo congiunto e un altro criminale viene messo in prigione.

Testo a cura della sezione Comunicazione e Relazioni Esterne per la Vita e la Verità – ACIN

 

Altri articoli (in spagnolo):

Assassinato a Morales Robert de Jesús Guachetá, leader indigeno del Cauca

Robert de Jesús Guachetá, vittima di una guerra non nostra

Catturato Chaux Mosquera per i suoi legami con i paramilitari

 

Traduzione a cura di: Francesca Casafina

 

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