CAMPAGNA PUBBLICA L’ACQUA 26 luglio, 2013 | Redazione A Sud

pubblicacquaokIl referendum popolare del 2011 sulla gestione pubblica dei servizi pubblici avrebbe imposto alla classe politica in generale e degli amministratori locali in particolari una mutata sensibilità nei confronti del tema e un nuovo impulso a processi di ripubblicizzazione delle risorse idriche. In alcuni luoghi ciò è avvenuto ma nella maggior parte dei casi si è assistito a processi inversi, che hanno ignorato la volontà referendario o addirittura agito verso processi di ulteriore privatizzazione. E’ il caso anche di Roma, dove si è tentato, l’anno successivo al referendum, di privatizzare un ulteriore 21% dell’ex-municipalizzata ACEA Ato 2 che gestisce il servizio idrico della capitale. Per questa ragione il CRAP – Coordinamento Romano Acqua Pubblica, ha lanciato la campagna Pubblica L’Acqua per chiedere che l’acqua esca fuori dal mercato, e che i profitti escano fuori dalla gestione dall’acqua. Lo slogan: riprendiamoci Acea ATO 2! 

 

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Le dieci buone ragioni per ripubblicizzare l’acqua a Roma:

 

  1. Prima di tutto: 27 milioni di italiani hanno votato contro la privatizzazione dei servizi pubblici, tra questi oltre 1 milioni di romani: quel voto deve essere rispettato.

  2. La gestione privata ha fallito: Acea è sempre più indebitata (Attualmente AceaAto2 è indebitata per circa 480 milioni di euro, che diventeranno 3 miliardi nel 2020 secondo l’attuale tasso di crescita del debito: un fallimento annunciato che trascinerebbe con sé anche il resto della holding)

  3. Non ha realizzato gli investimenti necessari, peggiorato la qualità del servizio e precarizzato il lavoro.

  4. La gestione pubblica consentirebbe, azzerando gli utili, di realizzare gli investimenti necessari, migliorare la qualità del servizio e quella del lavoro

  5. In questi anni le tariffe pagate dai cittadini sono servite ad arricchire azionisti e manager: nel 2012 i dividendi distribuiti sono stati circa 45 milioni di euro.

  6. La gestione pubblica, non potendo per legge distribuire utili, metterebbe fine a questa emorragia.

  7. La ripubblicizzazione consentirebbe di risanare tale debito, non prima però di averne verificato la legittimità.

  8. La gestione dell’acqua da parte di Acea, non solo in Ato 2, è ricca di illegittimità: a partire dalle procedure di affidamento, per arrivare ai mancati investimenti sull’arsenico, passando per le decine di depuratori messi sotto sequestro per mancanza di autorizzazione

  9. L’uscita di Acea dalla gestione dell’acqua rappresenterebbe un passaggio necessario verso la “legalizzazione” della gestione del servizio

  10. Infine: ripubblicizzare una SpA mista come AceaAto2 significa colpire al cuore le gestioni private dei servizi pubblici locali, a Roma e non solo

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Per maggiori informazioni:

Sito del Coordinamento Romano Acqua Pubblica

Sito del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

 

Info e contatti in A Sud:

Federico Gennari Santori: federicogennari@asud.net

  • I numeri della ripubblicizzazione
    • Per ricomprare ACEA ATO2 servono circa 275 milioni. Con un prestito da CC.DD.PP pari a quella cifra al 5,8%, l’esborso annuale è di 30,4 milioni per 13 anni
    • Per rinegoziare il debito, con un prestito da CC.DD.PP di 480 milioni e sempre al tasso di interesse del 5,8%, l’esborso annuale è di 36,5 milioni per 25 anni
    • Per garantire gli investimenti l’importo annuo è pari a 60,34 milioni annui per i 21 anni residui della convenzione
    • Il flusso di cassa annuo di ACEA ATO2 è pari a 127 milioni, che corrispondono alla somma necessaria per la ripubblicizzazione, la rinegoziazione del debito e per garantire gli investimenti ( 30,4 +36,5 + 60,3).
  • Proposta per la ripubblicizzazione del ramo idrico di ACEA
  • Dossier ACEA

  

Sono obiettivi della campagna:

  • Scorporo di AceaAto2 SpA da Acea SpA (richiede delibera del Comune di Roma e degli altri Comuni dell’Ato2)
  • Creazione Azienda Speciale diritto pubblico (richiede delibera del Comune di Roma e degli altri Comuni dell’Ato2)
  • Riacquisto delle quote private di Acea Ato2 Spa da parte della nuova azienda speciale (275 milioni – sufficienti 13 anni per coprire la  spesa tramite risorse interne dell’azienda)
  • Ripianare il debito di Acea Ato2 (480 milioni – necessari 25 anni tramite risorse interne dell’azienda)
 

Partecipa anche tu! Aiutaci a diffondere i materiali della campagna!

 



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