Progetto Giovane Terra | Diario di Bordo 5 maggio, 2014 | Redazione A Sud

IL PROGETTO

 

L’analisi demografica della Provincia di Frosinone ci racconta di una società sempre più anziana in cui i giovani spesso sono costretti a vivere con grave difficoltà la ricerca di un’occupazione. In questa situazione, il sistema d’intervento sociale si dimostra insufficiente e spesso inadeguato nella risposta alle molteplici istanze provenienti dalle comunità, nonché tuttora strutturato su un approccio assistenzialista e orientato alle prestazioni singole. Attraverso la promozione di un modello agricolo alternativo il progetto Giovane Terra vuole intrecciare i temi del lavoro, della formazione, della responsabilità e dell’inclusione sociale delle fasce “fragili e svantaggiate” della popolazione modificando le attitudini di lavoro in agricoltura e nelle pratiche inclusive.

 

Il percorso di formazione specifica e pratica è stato immaginato per lo sviluppo di best practices che favoriscano lo sviluppo sociale nelle aree rurali ponendo una più stretta interazione tra aree urbane e periurbane con l’attenzione rivolta all’ampliamento e alla riqualificazione dell’occupazione giovanile in un’agricoltura che valorizzi l’ambiente rispettando la natura e l’equa gestione delle risorse che essa ci offre.

 

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IL DIARIO DI BORDO

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Giovane Terra è un progetto iniziato nel Novembre 2013 dal partenariato tra A Sud,  la Provincia di Frosinone,  CNCA -Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza-Lazio, CESES -Formazione e Sviluppo, Cooperativa Sociale “Agricoltura Capodarco” e il Centro di Documentazione sui Conflitti Ambientali -CDCA in collaborazione con  Ecosistemi.

 

 

Il progetto vuole promuove la sperimentazione di un modello di impresa sociale agricola in cui la realizzazione di un orto comunitario possa fornire ai giovani uno strumento di crescita personale e professionale attraverso la scoperta di nuove opportunità occupazionali legate alla terra, contribuendo al tempo stesso al recupero di terreni pubblici dismessi e al coinvolgimento di persone provenienti da diverse aree dello svantaggio sociale.

 

 

La prima fase del progetto si è incentrata sulla formazione , negli Istituti tecnici agrari e alberghieri di Frosinone, di circa 200 studenti tra i 16 e i 19 anni che hanno seguito un percorso didattico strutturato sull’integrazione degli aspetti legati all’Agricoltura Sociale e alla Terra intesa come Bene Comune.

 

 

Dai conflitti ambientali di Colleferro e della Valle del Sacco , emblematici nell’analisi delle maggiori criticità ambientali presenti sul territorio, sono stati analizzati gli impatti che i fenomeni dovuti all’inquinamento industriale e alla devastazione ambientale hanno avuto sulla salute delle comunità e sulla produzione agricola locale, evidenziando sia best practices che i limiti delle buone prassi nel risanamento e riqualificazione ambientali in presenza delle eco-mafie.  Coinvolgendo gli studenti degli istituti agrari e alberghieri, si è passati attraverso lo studio della gestione sostenibile delle risorse naturali, dei rifiuti e delle energie alternative alla definizione di un’agricoltura a basso impatto ambientale che ricercasse riscontri di applicazione pratica, come i casi di analisi dei prodotti bio, della filiera corta e del Km0.  Imparando ad utilizzare gli acquisti verdi come strumenti di sensibilizzazione al consumo sostenibile e di salvaguardia del territorio, il Green Procurement attraverso l’Ecological Footprint Calculator ha evidenziato il legame fra le scelte di un’impresa e del singolo individuo e le condizioni dell’ambiente, proponendo criteri ecologici e sociali per i servizio di ristorazione.

 

 

Il tema centrale che ha condotto l’avvio della formazione specialistica nei mesi di Febbraio e Marzo 2014 è  stato quello dei Green Jobs e delle nuove opportunità di lavoro legate alla terra; che ha fornito strumenti utili alla realizzazione di un modello concreto di impresa sociale agricola per 15 giovani inoccupati sotto ai 28 anni di cui cinque provenienti dagli istituiti superiori del Frusinate che avevano mostrato interesse nel proseguimento del percorso iniziato durante lo scorso Novembre.

 

 

Gli incontri formativi di questa fase sono stati caratterizzati da un’impronta specifica volta sia alla creazione di competenze che alla sensibilizzazione propedeutica all’avvio del “Cantiere Scuola”, parte del progetto  in cui i ragazzi avrebbero messo in pratica le conoscenze acquisite all’interno di un gruppo formato dagli stessi partecipanti al corso unito a 18 giovani con svantaggio sociale under 35 selezionati nell’area di Frosinone.

 

 

Per illustrare e trasmettere le peculiarità delle molteplici opportunità d’integrazione legate all’agricoltura sociale e per fornire gli strumenti di progettazione integrata volti alla realizzazione di inserimenti socio lavorativi delle persone svantaggiate, la formazione in aula si è concentrata sull’illustrazione pratica di come fare impresa nel settore sociale e solidaristico a partire dall’agricoltura e dagli orti sociali tracciando le basi per la costruzione delle reti e delle sinergie sul territorio.

 

Il modulo didattico inerente alla cultura dell’accoglienza, alla gestione del gruppo e risoluzione dei conflitti, rivolto alla trasmissione delle conoscenze specifiche e degli strumenti gestionali e operativi, è stato utile per la conoscenza delle dinamiche inerenti all’accoglienza delle persone che presentano particolari bisogni nei gruppi di lavoro e per la stessa sensibilizzazione sulla cultura del rispetto e delle diversità.

 

 

Queste rappresentano infatti il substrato in cui si sviluppa l’Agricoltura Sociale, intesa come quell’attività che impiega le risorse del settore primario per promuovere e accompagnare azioni terapeutiche, di riabilitazione, di inclusione sociale e lavorativa di persone svantaggiate o a rischio di esclusione sociale. L’Agricoltura Sociale coniuga, infatti, l’aspetto multifunzionale delle attività agricole e la produzione di ben-essere per la comunità locale ad azioni di rilevanza sociale nei confronti di persone in condizione di disagio. Pilastri del settore sono proprio lo sviluppo della multifunzionalità e della diversificazione delle attività agricole, la realizzazione di servizi sociali e di interventi di welfare, di benessere della comunità locale e la diffusione dell’economia civile e solidale. La radicale crisi del sistema economico e finanziario che caratterizza quest’epoca accresce l’esigenza di ripensare l’attuale modello di sviluppo delle società occidentali, guardando così alla costruzione di un sistema economico sostenibile.

 

 

L’Agricoltura Sociale (AS) si pone in questo quadro come uno dei possibili strumenti di risposta ai bisogni crescenti della popolazione sia in termini di produzione agricola sostenibile dal punto di vista sociale, economico e ambientale, sia in termini di offerta di servizi socio-sanitari. L’AS mira infatti a riunificare bisogni, identità, tutele ed istanze di libertà per tutti i cittadini, indipendentemente dalle loro più o meno elevate abilità. In questo si ritrova il valore del lavoro non solo come fonte di reddito individuale, ma anche come elemento fondante di una società più giusta, equa, più coesa e sostenibile.

 

Momento finale della formazione specialistica è stata la simulazione di un business model per la gestione di un’impresa sociale, realizzata in 5 laboratori centrati sia sul contesto giuridico e burocratico (imprescindibile per la realizzazione di un’impresa)  sia sull’organizzazione e la suddivisione dei ruoli modellati sulla base delle propensioni e interessi.

 

 

In principio sono stati scelti scopi e mission: mettere in atto azioni collettive che pongono al centro l’uomo, nel suo rapporto con la terra e con se stesso e che risultano soddisfacenti, utili e produttive  creando un’azienda sociale che coinvolge nelle sue attività persone disabili per integrarle nella società e per promuovere un’agricoltura sana e biologica nel rispetto della natura.

 

 

Nella pratica è stata ideata la realizzazione di un orto sociale per la vendita diretta dei prodotti, allo scopo di fornire nuovi sbocchi lavorativi per persone disoccupate e per persone disabili promovendo la cultura del biologico, la cultura dell’accoglienza e di tutti quei valori legati al rispetto dell’ambiente per sensibilizzare e coinvolgere la popolazione di un’area, quella del Frusinate, particolarmente inquinata e a rischio.

 

 

I corsisti, seguiti dai tutor provenienti dalle associazioni partner, hanno poi creato quattro gruppi interdipendenti, attraverso cui mettere in funzione l’impresa sociale agricola creata dal progetto: produzione, commercializzazione, comunicazione e sociale, queste le quattro aree di lavoro interconnesse attraverso cui i partecipanti conducono le attività inerenti all’azienda.

 

 

In particolare il Gruppo produzione è impegnato nella:

  • Progettazione e studio grafico dell’orto
  • Analisi strumenti/materiale operativo necessari
  • Ricerca fornitori e confronto preventivi
  • Progettazione del sistema di irrigazione
  • Gestione produttiva dell’orto, studio del metodo colturale biologico nell’ottica di simulare l’iter per l’ottenimento della certificazione bio per i prodotti dell’orto

 

 

Il Gruppo commercializzazione e vendita:

  • Simulazione attività di promozione dell’azienda in vista della commercializzazione dei prodotti
  • Studio e mappatura sulla vendita  e trasformazione dei prodotti
  • Elaborazione logo e attività di marketing
  • Studio dell’iter burocratico necessario per la vendita diretta

 

 

Mentre il Gruppo comunicazione e diffusione si occupa della

  • Promozione e diffusione dei valori condivisi (sostenibilità, tutela dell’ambiente, agricoltura sociale, cultura dell’accoglienza, ecc.)
  • Organizzazione di iniziative/eventi pubblici (interni ma anche esterni diretti a famiglie, professori, amici, studenti) o di visite guidate allo scopo di narrare il progetto
  • Creazione e gestione di social network utili alla creazione della “rete”
  • Elaborazione di una brochure dell’impresa sociale “Noi con voi: naturalmente uguali” e di locandine e materiale pubblicitario e informativo
  • Attività di rete con ASL, associazioni locali, scuole, ecc.
  • Comunicazione “interna”: creazione di momenti di condivisione e confronto

 

 

Ultimo, ma non di certo per importanza, il Gruppo accoglienza/sociale si occupa di

  • Organizzare le giornate di accoglienza e facilitare lo sviluppo di interazione e sinergie nel gruppo
  • Osservazione delle caratteristiche di ogni personalità per migliorare i gruppi (considerazione dei problemi, delle attitudini, punti di forza e debolezza, potenzialità)
  • Stilare una “griglia di valutazione” per ogni partecipante per rimodulare il lavoro e migliorare la collaborazione
  • Tenere un “diario di bordo” dell’esperienza per capire e correggere le criticità e poter valutare il lavoro svolto

 

 

Il 1 Aprile 2014, nell’azienda agraria in cui si trova il  terreno concesso dall’Istituto Agrario di Frosinone,  è stata organizzata la Giornata dell’accoglienza di Giovane Terra  in cui i giovani con disabilità e svantaggio sociale hanno incontrato il gruppo dei corsisti e tra giochi di conoscenza, una sana merenda bio e la programmazione del calendario delle attività è stato avanzato il primo reale passo per la creazione di un’alternativa lavorativa alle condizioni di disoccupazione e emarginazione sociale locale.

 

 

La fase del progetto Giovane Terra, denominata “Cantiere Scuola” prevede circa 30 giornate di lavoro pratico per la realizzazione di un orto biologico e un orto sinergico che in questi mesi ha preso la forma di doppia S per sottolineare i principi che sottostanno all’impegno rivolto nella conduzione del progetto: sinergia, socialità, semplicità, scelta, speranza!

 

 

In serra stanno crescendo le piantine di prezzemolo, cetriolo, basilico, salvia mentre sono state già messe a dimora zucchine, insalata, pomodori, melanzane e carote nei filari realizzati dai gruppi che, per due volte a settimana, svolgono tutte le vere e proprie attività che caratterizzano un’azienda agraria.

 

 

Svegliarsi presto, indossare stivali e sorriso per passare la mattina all’aria aperta collaborando e condividendo gioie e fatiche è diventata una cerimonia collettiva che da due mesi riempie le giornate di un gruppo di giovani che sta sperimentando un’alternativa concreta allo stato di crisi e disoccupazione attuale. I ragazzi vivono un’esperienza in cui mettendosi in gioco dimostrano impegno e serietà nell’espandere radici per un futuro migliore e si confrontano con tutti quegli aspetti legati a praticità ed esperenzialità  sociale che sono ben più complessi  da metabolizzare e gestire rispetto agli schemi  o alle nozioni che si trovano sui libri di scuola.

 

 

Studiare l’importanza della corretta gestione dell’uso delle acque si trasforma nella progettazione e realizzazione di un impianto d’irrigazione con riciclo piovano, il che comporta anche la scelta diretta dei serbatoi e rubinetti dal ferramenta! Lo stesso vale per il consumo di ortaggi biologi che si confronta con l’arrivo delle prime affamate lumachine e che vede mettere in atto una lotta costante, paziente ma anche stancante come nel caso del continuo spuntare delle infestanti ma si sa, che ne vale la pena.. perché a leggere il ciclo di vita di un organismo vivente non ci si emoziona come quando invece spunta la prima foglia di una piantina alla quale, con affetto, si è anche dato un nome.

 

 

Giovane Terra sta realizzando un’impresa sociale agricola grazie al coraggio e all’impegno costante di chi sceglie di prendere parte alla realizzazione di un orto che sia, fra il cemento, speciale anche perché diverso. Lavorare, cooperare e scoprire attraverso le proprie mani la condivisione di valori e principi che interessano sia l’ambiente naturale che la varietà di persone che ne fanno parte  concretizza il pensiero rivolto ad un mondo più giusto, equo e sostenibile.

 

 

Seguendo i principi dell’Agricoltura Sinergica, quest’esperienza coltiva non solo i prodotti ma gli stessi spiriti delle persone che in armonia con la natura gestiscono un orto che rispetta l’ambiente e le sinergie tra piante e individui rivoluzionando, come la stessa, le forme di coltivazione. L’agricoltura sinergica, definita come la più naturale tra quelle conosciute, si fonda sulle dinamiche di fertilità naturale del suolo che, nel tempo, migliora escludendo l’uso di concimi, diserbanti e prodotti chimici mentre grazie alla consociazione di particolari piante e a tecniche come la pacciamatura arricchisce la fertilità dei suoli.

 

 

A proposito, oltre alla coltivazione biologica delle piante nei filari, in un quadrante del terreno dell’Istituto Agrario, si sta realizzando la doppia S sinergica (pic)in cui oltre a numerose erbe aromatiche e piante officinali verranno piantate, dopo aver ultimato i bancali (pic) necessari alla strutturazione dell’orto, biete, cavoli, cipolle, patate e ravanelli.

 

 

Ma non mancano i momenti di riflessione collettiva in cui, ad esempio,  il 17 aprile si è ricordata la Giornata Internazionale delle Lotte Contadine  (12° anniversario del massacro dei contadini ‘Sem Terra’ brasiliani),  il 22 Aprile, l’Heart Day o il 22 maggio, per la Giornata Mondiale della Biodiversità che valorizza la diversità grazie alla quale si è evoluta la vita sul nostro pianeta.

 

 

L’Agricoltura sociale può rappresentare un valido strumento da sperimentare come alternativa di welfare essendo essa il frutto di percorsi di innovazione sociale capaci di fornire nuove risposte ai bisogni della popolazione.

 

 

Visita il sito internet del progetto Giovane Terra e segui i progressi dell’orto sociale sulla pagina facebook di Giovane Terra 

 

Sara Fidanza  per A Sud

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