Parte la campagna deLiberiamo Roma: 4 delibere per un nuovo modello di città 23 aprile, 2014 | Redazione A Sud

GetAttachment[di M. Di Pierri e M. Pasquino su huffingtonpost.it]C’è un edificio circondato da un cancello arrugginito in ognuno dei nostri quartieri. Aree, spesso pubbliche, abbandonate e lasciate a marcire. Ex depositi, ex scuole, ex cinema, ex caserme. Erano qualcosa e poi non lo sono state più per decenni.

 

Spazi abbandonati di questo tipo sono presenti e diffusi in tutte le città e hanno davanti due futuri possibili. Il primo: diventare ghiotta occasione per immobiliaristi e speculazione finanziaria, che compra sottoprezzo aree significative, demolisce i fabbricati originari e costruisce case di lusso, hotel, centri commerciali e sale gioco centuplicando i guadagni. Il secondo: rinascere a nuova vita grazie ad azioni collettive di riappropriazione cittadina, che spalancano i cancelli chiusi alla cultura, alla socialità, alla musica, allo sport popolare, alla gente senza case, ai migranti senza scuole di italiano e agli studenti senza biblioteche.

 

Le amministrazioni locali, complici di questo e dei precedenti Governi, scelgono la prima opzione, e non cambia se le maggioranze in Consiglio comunale sono di centrodestra o centrosinistra.

 

La giornata di ieri inizia con un telefono che squilla, alle sei del mattino. Gli attivisti delMunicipio dei beni comuni ci avvertono che sono in arrivo i blindati all’ex distretto militare di Pisa, occupato e restituito alla città.

 

Durante due decenni di abbandono, tanti ragazzi hanno passeggiato accanto a quel muro cercando di sbirciare all’interno. Alcuni di loro sono saliti sul tetto, altri si sono arrampicati sugli alberi del giardino e sono rimasti lì 14 ore per difendere un bene comune finalmente riaperto alla città. Da lassù in alto vedevano i compagni discutere con la polizia, la gente dalle finestre di fronte sventolare cartelli di solidarietà e i vigili del fuoco rifiutarsi di intervenire.

 

Passano poche ore. Questa volta è un imponente portone di legno avvolto da una catena arrugginita ad aprirsi e a svelare la propria bellezza agli abitanti e ai turisti del centro.

 

Siamo a Roma. L’azione, simbolica, che riapre dopo 30 anni un palazzo storico di immensa bellezza nel cuore della città eterna, è organizzata per il lancio della campagnadeLiberiamoRoma. Durante la conferenza stampa che si tiene nel patio di Palazzo Nardini vengono presentate le quattro delibere di iniziativa popolare su acqua pubblicauso sociale del patrimonio immobiliare abbandonatoscuola pubblica e finanza sociale. Quattro temi, quattro proposte per disegnare un nuovo modello di città.

 

Oltre alla raccolta firme per la proposizione delle quattro delibere, la campagna promuove azioni di mobilitazione e sensibilizzazione. La prima è: l’occupazione temporanea e simbolica di un grande edificio quattrocentesco della Roma medievale. Siamo nel cortile dell’ex Governatorato pontifico, ex pretura, ex casa delle donne a un passo da Piazza Navona. Pochi mesi fa c’era stato un appello che aveva raccolto migliaia di firme per salvare l’edificio, un monumento allo spreco, uno stabile di proprietà pubblica abbandonato da decenni nonostante gli interventi di consolidamento strutturale costati una decina di milioni di euro e realizzati meno di dieci anni fa.

 

È da palazzo Nardini che, nel primo pomeriggio, lasciandosi alle spalle il portone di legno pregiato consumato dal tempo e dall’incuria, parte un corteo colorato. In circa trecento ci si dirige verso il Campidoglio: alle 15.30 l’appuntamento con il segretariato per depositare formalmente i testi delle 4 delibere …

 

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