Pachamama 20 marzo, 2019 | Redazione A Sud

Il progetto “PACHAMAMA. Protagonismo delle donne rurali per l’affermazione della sovranità alimentare in Bolivia” finanziato dall´Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) ha l’obiettivo di promuovere il ruolo della donna nell’affermazione della sicurezza alimentare e del diritto ad un’alimentazione adeguata.

Il 15/10/2016, Giornata Internazionale delle Donne Rurali, la FAO ha reso noto che le donne rurali producono il 45% degli alimenti, ciò nonostante solo recentemente si è iniziato a riconoscere la loro centralità nella sicurezza alimentare. Le donne sono responsabili della coltivazione e della preparazione della maggior parte del cibo consumato nelle case. Sono inoltre le donne che garantiscono la diversificazione della dieta e spendono in maggior misura che gli uomini, i loro ingressi economici per garantire l’alimentazione e preservare la salute nelle famiglie. Secondo la FAO, le probabilità di sopravvivenza di un bambino aumentano del 20% quando la madre controlla il bilancio della famiglia. “Le donne, pertanto, svolgono un ruolo decisivo per garantire la sicurezza alimentare, la diversità alimentare e la salute dei bambini” (FAO).

La Bolivia è il paese latinoamericano con l’indice Globale della Fame (GHI) più elevato (2016).
Il GHI considera quattro parametri: la proporzione della popolazione che non ottiene abbastanza calorie, i bambini con un peso inferiore a quanto corrisponderebbe per le loro dimensioni, il numero di bambini minori di cinque anni la cui altezza è inferiore alla media ed il tasso di mortalità infantile. Nel gennaio 2017, la WFP ha diffuso dati specifici sulla Bolivia: la denutrizione cronica raggiunge il 25-27%, a fronte di una media regionale del 16%. Tra le aree di maggiore vulnerabilità del paese rispetto alla sicurezza alimentare e la denutrizione ci sono i comuni delle vallate inter-andine il cui potenziale di produzione di alimenti sta venendo progressivamente eroso dalle inefficienti risposte alle sfide ambientali e sociali che questi territori si trovano ad affrontare. La presente proposta intende intervenire in 8 comuni dei Dipartimenti di Cochabamba (6) e La Paz (2) che, da un lato, presentano alti livelli di vulnerabilità, ma, dall’altro, un alto potenziale produttivo per garantire l’accesso ad una sana alimentare delle popolazioni autoctone e generare un surplus per rifornire i mercati locali e nazionali.

 

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Promuovere il ruolo della donna nell’affermazione della sicurezza alimentare e del diritto ad un’alimentazione adeguata.

  • Migliorare l’accesso equitativo all’acqua e la protezione dei bacini idrografici, incrementandone la disponibilità del liquido vitale e l’efficienza nel suo utilizzo a scopi produttivi.
  • Migliorare la disponibilità e la varietà di alimenti sani e di conseguenza le abitudini alimentari dei beneficiari (attraverso cicli di formazione su temi di agro-ecologia, apicoltura e zootecnia sostenibile accompagnati da workshop su temi di nutrizione, preparazione di alimenti sani e fiere di salute).
  • Generare un Empowerment economico e sociale delle donne, attraverso il rafforzamento di iniziative autogestite al femminile per la trasformazione e la commercializzazione di prodotti sani e locali, prestando particolare attenzione al rispetto dei principi dell’economia sociale ed all’eticità e sostenibilità del processo produttivo.
  • Generare spazi autonomi di riflessione e concertazione in cui le donne possano diventare  le protagoniste nel definire politiche di sicurezza alimentare nei comuni coinvolti.

Parallelamente a queste esperienze dirette, l’Università San Simón a Cochabamba, San Andrès a La Paz con la collaborazione dell’Università di Udine e l’Associazione A Sud, produrranno una ricerca sulle pratiche agricole, zootecniche e di gestione dell’acqua resilienti ai cambiamenti climatici in ottica di sicurezza alimentare e sul ruolo chiave che svolgono le donne rurali per la produzione e consumo di alimenti sani e locali.

 

 



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