Nuova Zelanda, rimpatriato il primo rifugiato climatico 23 settembre, 2015 | Redazione A Sud

Nuova Zelanda[Su Repubblica.it] Viene dall’arcipelago di Kiribati e aveva messo su famiglia a Auckland

 

SYDNEY – Poteva essere il primo rifugiato al mondo per cambiamento climatico, ma purtroppo Ioane Teitiota, 38enne originario di Kiribati, un piccolo stato-arcipelago nel Pacifico, si è visto rifiutare la sua richiesta di asilo e oggi è stato espulso dalla Nuova Zelanda.

 

 
L’uomo, che dal 2007 vive nel Paese con la moglie e ha tre figli neozelandesi, è stato imbarcato su un volo presso l’aeroporto di Auckland, dopo che il Ministro Associato per l’Immigrazione Craig Foss ha respinto un appello dell’ultimo minuto per permettergli di restare per motivi umanitari. Anche la sua famiglia dovrà rispondere a un ordine di espulsione, ma gli è stato accordato il permesso di rimanere per un ulteriore settimana per preparare la partenza.

 

 
Arrivati in Nuova Zelanda nel 2007, Teitiota e la moglie Angua Erikava sono rimasti nel paese anche dopo che i loro permessi di lavoro erano scaduti nel 2010. L’anno seguente l’uomo ha chiesto lo status di rifugiato climatico, sostenendo di non poter rimpatriare perché l’innalzamento del livello delle acque marine provocato dai cambiamenti climatici mette a rischio l’isola da cui proviene e quindi la sua vita e quella della sua famiglia.

 

 
Lo scorso luglio però la Corte Suprema della Nuova Zelanda ha rigettato la sua richiesta stabilendo che “anche se Kiribati affronta indubbiamente delle difficoltà, il signor Teitiota non si troverà ad affrontare alcun ‘danno grave’ tornando a casa”. Il parlamentare del partito laburista Phil Twyford aveva chiesto al ministro Associato per l’Immigrazione di considerare la possibilità di permettere alla famiglia di rimanere per motivi umanitari. Tuttavia, Craig Foss ha deciso di non intervenire.

 

 
Kiribati è una piccola nazione del Pacifico di 100 mila abitanti, le cui isole coralline affiorano di pochi metri dal mare.

 

Pubblicato il 23 settembre 2015 su Repubblica.it

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