Nigeria: Il Mend annuncia la fine della tregua 2 febbraio, 2010 | Redazione A Sud

 

“Il 25 Ottobre scorso avevamo deciso una sospensione delle ostilità nella speranza che il governo aprisse a un dialogo sincero per portare giustizia agli abitanti del Delta del Niger e la pace in Nigeria, ma nulla è accaduto. Il Movimento per l’Emancipazione del Delta del Niger non si arrenderà fino alla realizzazione del nostro sogno, l’emancipazione del Delta del Niger dalle grinfie del governo nigeriano e delle compagnie petrolifere.”

 

La crisi lungamente covata è nuovamente in procinto di esplodere, e ancora una volta le speranze delle popolazioni del delta di uno sviluppo della regione sembrano allontanarsi. Per l’ennesima volta i militanti del delta si sentono ingannati e delusi da un governo ondivago e debole che non mantiene le sue promesse. Promesse fatte dal Presidente della Nigeria, Yar’Adua, che a seguito dell’amnistia aveva accettato molte delle condizioni poste dal Movimento. La malattia di Yar’Adua, ricoverato in Arabia Saudita dal 23 Novembre e praticamente scomparso dalla scena politica, ha creato una vera e propria crisi istituzionale e il blocco delle trattative con il movimento guerrigliero, mentre le compagnie petrolifere, riparati gli impianti hanno ripreso ad estrarre a pieno regime. L’insoddisfazione della popolazione e dei militanti del Mend è cresciuta in questi mesi e anche quei gruppi che hanno accettato di deporre le armi si lamentano perché non c’è nessun piano di reinserimento per coloro che hanno deposto le armi. Dopo l’attacco di “avvertimento” del 19 dicembre, rimasto inascoltato, il Mend decide di sospendere la tregua e di riprendere gli attacchi agli impianti petroliferi, invitando le compagnie petrolifere ad evacuare il personale.

“ Il Mend dice che dopo una attenta valutazione e ampie consultazioni, il Movimento per l’emancipazione del Delta del Niger (Mend) oggi, Sabato 30 Gennaio 2010, ha deciso di revocare il cessate il fuoco unilaterale ordinato Domenica, 25 Ottobre 2009. Questo cessate il fuoco era stato deciso nella speranza che il governo della Nigeria avrebbe preso in considerazione un vero dialogo fondato su un sincero desiderio di rendere giustizia al popolo del Delta del Niger, e una vera pace in Nigeria.
Agendo come il vincitore di un popolo conquistato- dice il Mend-, il governo ha tirato fuori un elenco dei suoi piani per il Delta, che avrebbero dovuto mettere fine a decenni di agitazione, promettendo al tempo stesso un accordo per tutti coloro che sono rimasti insoddisfatti nel suo zoppicante sforzo di riparare all’ingiustizia nel Delta del Niger.

E ’sufficientemente chiaro – prosegue il comunicato del portavoce Jomo Gbomo- che il governo della Nigeria non ha nessuna intenzione di prendere in considerazione le richieste avanzate dal nostro gruppo che il controllo delle risorse e dei terreni del Delta del Niger devono essere restituiti ai legittimi proprietari, i popoli del Niger Delta.”
Questo governo spera di poter dividere il popolo del Delta, al fine di governare il saccheggio del Delta del Niger. Il governo e le compagnie petrolifere sperano che le comunità con le installazioni petrolifere, designate “comunità che producono petrolio” e premiate per avere questi impianti sul loro territorio, proteggano tali impianti. Fortunatamente per il popolo del Delta del Niger, nessuno sarà in grado di proteggere gli impianti da un attacco dai nostri combattenti. “
Tutte le società collegate all’industria del petrolio nel Delta del Niger devono prepararsi per una vera e propria offensiva contro i loro impianti e il loro personale. Nulla sarà risparmiato. In questa fase, si estenderanno gli attacchi alle società di servizi del petrolio che hanno vissuto un boom a causa dei problemi avuti dalle aziende che producono petrolio, riparando gli oleodotti distrutti negli attacchi.

Il Movimento per l’Emancipazione del Delta del Niger avverte tutte le compagnie petrolifere di fermare le operazioni, ogni installazione operativa sarà attaccata e rasa al suolo. Le compagnie petrolifere sono responsabili per la sicurezza e il benessere dei loro dipendenti e saranno colpevoli per qualsiasi danno subirà il loro personale in caso di un attacco. Ormai dovrebbero sapere che i militari della Joint Task Force (JTF) non possono proteggere i loro impianti o il personale in caso di un attacco.
Ringraziamo tutti i patrioti e i cittadini che amano la giustizia, nel Delta del Niger e nella Nigeria, per il loro incondizionato appoggio, apertamente e segretamente. Il Movimento per l’Emancipazione del Delta del Niger non si arrenderà fino alla realizzazione del nostro sogno, l’emancipazione del Delta del Niger dalle grinfie del governo nigeriano e delle compagnie petrolifere.”


Edo Dominici

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