“Make the earth great again”: Amsterdam si mobilita contro i cambiamenti climatici 12 marzo, 2019 | Redazione A Sud

[di Marco Immovilli per A Sud] Circa quaranta mila persone hanno sfidato il freddo e la pioggia di Amsterdam la scorsa domenica per marciare e richiedere al governo olandese maggiore impegno e un radicale cambiamento nell’affrontare il cambiamento climatico. “Chiediamo un futuro per noi ed i nostri figli” si legge sul sito di Milieudefensie – la branca olandese dell’organizzazione internazionale “Friends of the Earth”.

La “più grande protesta per il clima” – come è stata definita da Milieudefensie – ha avuto nel concreto l’obiettivo di richiedere al governo de l’Aia un atteggiamento diverso nei confronti dei negoziati sul cambiamento climatico. I Paesi Bassi avrebbero infatti recentemente stilato un nuovo accordo sul clima dopo una lunga trattativa che ha coinvolto società civile, organizzazioni ambientali e dei lavoratori, governo e rappresentanti del settore industriale. Al momento della ratifica, il fronte delle organizzazioni ambientali ha rifiutato di firmare l’accordo, accusandolo di non essere abbastanza ambizioso. Scettici sull’atteggiamento troppo morbido nei confronti del settore industriale al quale non sarebbe stata imposta alcuna tassazione sulle emissioni CO2, il fronte delle organizzazioni ambientali richiede che il peso della transizione ad un’economia verde venga più equamente distribuito e che i costi non gravino sulle fasce più deboli della società. Chi inquina di più, per l’appunto le industrie, deve addossarsi maggiori oneri. Se ciò non fosse, la popolazione non appoggerebbe mai quella serie di riforme necessarie al rispetto dell’Accordo di Parigi del 2015.

La manifestazione di domenica ha avuto – e presumibilmente raggiunto – lo scopo di mettere pressione sul governo che si appresta ad affrontare le elezioni regionali, ma ha un respiro ben più ampio ed è in linea con le recenti mobilitazioni sul clima che si sono susseguite e sono in programma in numerosi paesi europei. Per esempio, restando in Olanda, gli studenti delle scuole primarie e secondarie – ispirati dalle gesta della giovane attivista svedese Greta Thunberg, sono scesi in piazza giovedì 8 Marzo per chiedere che il governo affronti i cambiamenti climatici con la dovuta attenzione. E di nuovo scenderanno venerdì 15.

Come afferma Lysanne, una giovane attivista presente domenica alla marcia di Amsterdam: “in passato è stato difficile mobilitare così tante persone, ma adesso la gente si sta accorgendo dei cambiamenti climatici. Questa protesta fa parte di una mobilitazione globale” ed è proprio questa consapevolezza ad aver ispirato le persone radunate in Piazza Dam ad Amsterdam. Ad aver rinvigorito le richieste di chi ha protestato sotto la pioggia battente.

“Ho partecipato alla protesta perché credo di poter portare un cambiamento nel sistema”, così mi dice Alokendu, un ex studente dell’università di Wageningen (Paesi Bassi). “Solitamente, ti puoi aspettare che solo i giovani partecipino ad atti di questo genere. Ma sono stato felice di vedere una folla così diversa per età, nazionalità e genere”. Ed è proprio a questa diversità che le mobilitazioni devono coltivare il più possibile, affinché segnali sempre più forti possano essere mandati alle istituzioni locali, nazionali ed internazionali.

“Essere presente alla marcia è stato emozionante” si confida Tejal, una studentessa indiana da quasi due anni in Olanda per studiare Scienze climatiche. “La passione e la volontà di portare un cambiamento che queste quarantamila persone hanno dimostrato oggi, mi dà molta forza”.

La piazza di Amsterdam ha dimostrato ancora una volta che la lotta contro il cambiamento climatico appartiene in primis alla gente e alla strada. Ha dimostrato che la responsabilità di sorvegliare l’operato delle istituzioni è di tutti noi poiché, come ci ricorda Lysanne: “Il potere è nelle mani delle persone”. Ha dimostrato che è necessario e possibile continuare a sognare per un futuro migliore.

È dunque con questo spirito che venerdì 15 Marzo si dovrà affrontare la mobilitazione globale “Global Strike for Future” che si terrà in 40 paesi di tutto il mondo, tra cui l’Italia con il presidio convocato a Roma.

Foto di Lise Alkema

 

 

Tags:



Back to Top ↑