L’unica Sicurezza è La Solidarietà

L’unica sicurezza è la solidarietà

L’unica sicurezza è la solidarietà
Assemblea pubblica contro gli sgomberi di case occupate e spazi sociali

Migliaia di persone hanno accolto Mimmo Lucano all’università La Sapienza. A Casal Bruciato in centinaia hanno respinto l’aggressione razzista a una famiglia rom. La propaganda del ministro dell’Interno Matteo Salvini si inceppa sempre più spesso. La politica che odia le donne e i loro spazi di autodeterminazione, che soffia sulla guerra tra poveri viene messa in discussione dai ragazzi e dalle ragazze che trollano le sessioni di selfie di Salvini, dagli striscioni sui balconi braccati da tutori dell’ordine che si coprono di ridicolo, da cittadini mascherati da Zorro. La sgombero annunciato di 22 tra centri sociali e case occupate di Roma sembra un’ossessione per il Governo gialloverde, ma non abbiamo intenzione di rimanere a guardare. Risponderemo per questo senza paura, chiunque venga attaccato.

Roma è una città sempre più difficile: è complicato spostarsi, lavorare, accedere ai servizi essenziali… talvolta persino respirare. È una città in cui la povertà e l’esclusione sociale sono in crescita, senza trovare una risposta efficace nelle istituzioni. È una città dove tutto sembra essere sempre più in mano al profitto privato: le case, lo sport, la musica, l’arte…
È una città che ci rende a volte ostili ed egoisti.

Ma Roma ha anche visto fiorire negli anni centinaia di esperienze di solidarietà, che hanno spesso messo radici in luoghi abbandonati e degradati, che hanno creato reti tra realtà spesso diverse tra loro, per resistere insieme in una città che rischia di stritolare chi la abita.
Piccole e grandi esperienze che si sono sottratte alla regola della mercificazione e del profitto, scegliendo quella della solidarietà e dei diritti.

Ma nella Roma di Mafia Capitale, dei furbetti e della speculazione, questa è una scelta che disturba. Dalla guerriglia amministrativa nei confronti di associazioni, teatri, comitati e spazi occupati, si è passati ad una guerra a tutto campo alla solidarietà.

L’attuale Governo criminalizza e reprime l’umanità: dalle ONG che salvano vite in mare, allo spazio cittadino che organizza la scuola popolare. Dietro la bandiera della sicurezza si presenta la volontà di attaccare ogni spazio di organizzazione del dissenso. Sono questi i luoghi dove si costruisce non a caso sapere critico (quello perseguito oggi nelle scuole), conflitti territoriali e sui luoghi di lavoro, battaglie sul diritto alla casa e sui bisogni di chi è colpito dalla crisi. Spazi che accolgono e che sono spesso le uniche sicurezze per migliaia di romani.

Una città senza umanità è solo un ammasso di cemento, e questa non è Roma. Di fronte a chi vuole fare dell’odio la cifra del vivere quotidiano, possiamo costruire un argine di esperienze concrete, idee, proposte e fantasia. Abbiamo corpi e cervelli per affrontare i veri problemi della città, e non farci distrarre dalla retorica del degrado.

Per farlo insieme vogliamo incontrarci con tutte le realtà cittadine che non si riconoscono in una politica securitaria che mette al sicuro solo gli interessi di pochi affaristi
Vogliamo spegnere insieme i focolai di fascismo. Ripudiare insieme il razzismo. Resistere insieme ad una repressione che credevamo relegata ai libri di storia.
Rafforzare la Roma solidale che rende più bella questa città.

Ci vediamo per un’assemblea cittadina a Piazza dei Sanniti il 30 maggio alle 18.00, per mettere a confronto proposte per una idea diversa di città, e che costruirà un grande corteo il giorno 22 giugno per affermare che l’unica sicurezza è la solidarietà

Movimenti per il diritto all’abitare e Spazi sociali di Roma
#romanonsichiude #chidisprezzasgombera