Cop22. Le incoerenze del governo sull’ambiente 19 novembre, 2016 | Redazione A Sud

luca-galletti[da Marrakech Marica Di Pierri su Il Manifesto del 19.11.2016]

 

Capo delegazione italiana a Marrakech, il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti è arrivato in Marocco mercoledì scorso. Nello Statement dell’Italia, pronunciato giovedì nell’ultima sessione dedicata alle dichiarazione dei Ministri, Galletti ha pronunciato parole di ottimismo e soddisfazione per gli sforzi compiuti quest’anno: “dopo Parigi l’impegno continua e si rafforza: ne è prova tangibile l’entrata in vigore dell’accordo dopo appena 11 mesi. L’Italia vuole affermare di fronte a tutte le nazioni del mondo che indietro non si torna, ce lo chiedono i cittadini del mondo e l’economia globale”. Durante i side eventi organizzati a latere delle negoziazioni, Galletti ha annunciato lo stanziamento di 5 milioni di dollari per un Fondo a sostegno dei paesi africani, parte di un pacchetto di 75 milioni destinati dai paesi industrializzati al sostegno dei paesi africani in materia climatica, ed ha candidato l’Italia a ospitare la cruciale (si spera) 26° Conferenza ONU sul clima, quella del 2020.

 

Nel pomeriggio di giovedì il ministro ha incontrato la delegazione italiana di associazioni, sindacati e organizzazioni sociali presenti a Marrakech. Molte le questioni poste: dalla necessità di varare in tempi brevi la nuova S.E.N al disegno della road map di decarbonizzazione; dalla coerenza delle politiche energetiche nazionali con l’Accordo di Parigi, all’entità (e provenienza) dei fondi necessari per onorare gli impegni finanziari.

 

Galletti ha risposto affermando che l’Italia è leader mondiale nella decarbonizzazione, assieme al Canada e al Regno Unito e che intende assieme a questi paesi costituire un club di “amici della decarbonizzazione”. Dichiarazione lontana anni luce dalla realtà italiana, con petrolio e gas continuano a solleticare le mire energetiche nostrane e il piano infrastrutturale del paese che privilegia ancora il trasporto su gomma.

 

Del resto, non si può consentire che il trionfalismo su cui il governo basa i propri proclami sia esclusivamente fondata sulla percentuale (importante) di rinnovabili nel mix energetico nazionale. Ancor più perché trattasi dell’onda lunga degli incentivi 2004-2013, che il governo attuale ha eliminato, riducendo anche quelli già erogati in maniera retroattiva. C’è bisogno di un cambio di rotta. Ma il cambio di rotta non è in programma: a chi gli chiede come le ambizioni espresse si conciliassero con le nuove concessioni per cercare petrolio e gas in terra e mare (30.000 km2 solo in adriatico), Galletti risponde minimizzando: “si tratta solo di prospezioni, per lo sfruttamento ci vorranno molti, molti anni”. Come a dire: non sarà più affar suo.  La coerenza, Marrakech lo dimostra, non è certo il punto forte di questo governo.

 

APPROFONDISCI:

L’insostenibile incoerenza delle politiche italiane sul clima

 

 

 

Tags:



Back to Top ↑