Lettera aperta a sostegno del Teatro Valle Occupato #iostocolvalle 10 marzo, 2014 | Redazione A Sud

ECFArtisti, intellettuali, ricercatori a sostegno del Teatro Valle Occupato

LETTERA APERTA

 

La Fondazione Teatro Valle Bene Comune rappresenta un modello nuovo, frutto di una rigorosa ricerca giuridica e culturale. Un modello diventato un caso di studio in Italia e nel mondo, che non può essere liquidato banalmente come “atto illecito”. Una proposta “imprudente”, questo sì, nata dall’esperienza di quasi tre anni di occupazione, dalla passione e dal lavoro di quanti ne hanno scritto lo statuto con la complicità di artisti, studiosi e cittadini.

 

Non si tratta di un escamotage per assegnare il Teatro Valle agli occupanti, che mai ne hanno fatto richiesta, ma di restituire realmente il teatro alla città. Non ‘prenderlo per sé’, ma fornire un modello di gestione serio e innovativo aperto alla comunità e alle sue istanze di partecipazione. La Fondazione Teatro Valle Bene Comune non avrà proprietari e sarà animata da tutti coloro che avranno voglia di prendersene cura secondo meccanismi e principi che ne garantiscono democrazia, trasparenza e professionalità.

 

All’interno di un sistema culturale drammaticamente statico, la Fondazione Teatro Valle Bene Comune rappresenta una via possibile, una sfida che vale la pena raccogliere per rivoluzionare il sistema delle nomine, dar vita ad autentici spazi di creatività, affermare i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori dello spettacolo, mettere in discussione regole che mortificano l’arte.

 

Ora è necessario da parte di tutti decidere se davvero interessa sperimentare la via dei beni comuni. Soprattutto le istituzioni, e la politica che le presiede, devono scegliere se i beni comuni sono solo materia da usare per vuoti slogan di partito o una modalità emergente di cura e gestione praticata dalle comunità di cittadini e delineata in nuovi percorsi e strumenti di legittimo valore giuridico.

 

Migliaia di artisti, cittadini, lavoratori, intellettuali hanno sostenuto con convinzione e generosità l’occupazione di questi tre anni. Ora è arrivato il tempo di accettare la sfida. Il tempo di contribuire a far crescere insieme un’altra idea di società e di cultura.

 

Teatro Valle Occupato
#iostocolvalle | Per dare il tuo sostegno e firmare la lettera aperta, manda una mail a teatrovalleoccupato@gmail.com

 

Vedi la lista dei firmatari: http://www.teatrovalleoccupato.it/lettera-aperta-_-chi-ha-paura-di-una-nuova-istituzione

 

* * *

14 MARZO  | TAVOLO PUBBLICO di CONFRONTO GIURIDICO 

FONDAZIONE TEATRO VALLE BENE COMUNQUE!

 

 

Partecipano con il loro contributo alla discussione comune gli esperti in questioni di diritto:

 

Stefano Rodotà [giurista]
Pietro Rescigno [giurista]
Ugo Mattei [giurista]
Tomaso Montanari [storico dell'arte]
Gennaro Mariconda [notaio]
e altri in via di definizione

 

La Fondazione Teatro Valle Bene Comune, con il suo Statuto, vive ed è stata immaginata collettivamente da un’ampia comunità di cittadini, lavoratori, artisti e accademici come strumento giuridico per introdurre in Italia una possibile forma di governo dei beni comuni. È anche una richiesta alle istituzioni di impegnarsi in un percorso di innovazione nella gestione di un particolare bene pubblico, il Teatro Valle di Roma, riconoscendolo come un bene comune.

 

Può questa nuova istituzione diventare strumento condiviso per sperimentare, in un percorso aperto e pubblico, i beni comuni come modello di partecipazione e inclusione reale, come forma organizzativa, come idea di cittadinanza sostanziale e di solidarietà sociale? Qual è il punto di vista delle istituzioni e delle amministrazioni? Come potenziare la legittimità delle politiche dei beni comuni fondate su decisionalità diffusa, cooperazione, sostenibilità economica? Come la Fondazione può contribuire a immaginare nuovi modelli per un sistema culturale più vicino ai desideri e ai bisogni di cittadini, artisti e operatori?

 

I principi contenuti nello Statuto della Fondazione garantiscono una piena accessibilità in termini sociali ed economici, affinché sia veramente possibile «rimuovere quegli ostacoli che limitano di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini» (art.3 Cost.). Il Teatro Valle come spazio vissuto in modo aperto e soprattutto diretto, dove esercitare e reimmaginare nuovi diritti di cittadinanza.

 

Lo Statuto della Fondazione propone il Teatro Valle come un luogo in cui sperimentare una forma di autogoverno: un luogo dove promuovere quell’«autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati» e di «comunità di lavoratori o utenti» per perseguire l’interesse generale (artt. 118 e 43 Cost).

 

L’idea di scrivere uno Statuto e costituire una Fondazione è nata poiché a nostro avviso non è sufficiente affermare che il Teatro Valle è un bene pubblico per poterlo definire bene comune. Serve che la fruizione di questo luogo non sia solo passiva, ma attiva, che esso continui ad essere il centro di un percorso di cooperazione, collaborazione, partecipazione alla cura, al lavoro e alla produzione di socialità, relazioni, economie alternative. È per questa ragione che nello Statuto della Fondazione vi sono principi che parlano di equità nella distribuzione dei redditi, di orizzontalità nell’organizzazione, di flessibilità dei ruoli, di forte uguaglianza nelle condizioni di lavoro, di condivisione di responsabilità, di turnazione, di economie virtuose.

 

Prendersi cura del Teatro Valle non significa limitarsi a preservarlo.

 

Significa attivarsi per renderlo agorà, spazio di democrazia intesa non come delega, ma come pratica quotidiana di cittadinanza.

 

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