Lega-M5S al governo contro l’acqua pubblica 22 maggio, 2018 | Redazione A Sud

Riceviamo e diffondiamo il comunicato del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

 

 

LEGA-M5S AL GOVERNO CONTRO L’ACQUA PUBBLICA. UN CONTRATTO CHE NEGA I DIRITTI E “PREMIA” I PIÙ RICCHI

 

Il “contratto di governo” M5S-Lega sull’acqua è solo uno specchietto per le allodole e non rispetta assolutamente il referendum del 2011.

 

Come Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, promotori del referendum sull’acqua e sui servizi pubblici del 2011, intendiamo esprimere una nostra valutazione in primo luogo perchè viene esplicitamente toccato il tema della gestione del servizio idrico.

 

Inoltre, poiché riteniamo che l’acqua e la sua gestione pubblica e partecipativa costituiscano un paradigma di un altro modello di società da cui risulta per noi imprescindibile prendere parola anche sull’impianto complessivo delle scelte di governo.

 

Dobbiamo evidenziare come la parte relativa all’acqua sia del tutto insufficiente e inadeguata. Anzi rischia di ottenere il risultato di consolidare l’attuale assetto gestionale e di governance volto alla massima mercificazione del bene.

 

Facendo esplicito riferimento all’applicazione della volontà popolare espressa nel referendum del 2011 e utilizzando l’aggettivo “pubblica” si ammanta di un’accezione con cui si prova a celare la totale assenza di contenuti.

 

E’ gravissimo che si provi a ridimensionare l’esito referendario alla sola esigenza di implementare gli investimenti per la ristrutturazione e sanificazione della rete idrica, tra l’altro senza specificare chi dovrebbe fare tali investimenti.

 

Altrettanto grave e pericoloso che si preveda la gestione tramite “società di servizi a livello locale”, ovvero il modello aziendale privatistico già previsto dalle leggi vigenti. Come si vede il “contratto” segue pedissequamente la legislazione esistente che non rispetta il referendum!

 

Non si prende minimamente in considerazione la necessità di mettere in campo un modifica radicale della normativa in materia di servizi pubblici locali e in particolare del servizio idrico integrato verso la ripubblicizzazione. Una svolta necessaria rispetto alle politiche, trasversalmente condivise negli ultimi vent’anni, che hanno fatto dell’acqua una merce e del mercato il punto di riferimento per la sua gestione, provocando dappertutto degrado e spreco della risorsa, precarizzazione del lavoro, peggioramento della qualità del servizio, aumento delle tariffe, riduzione dei finanziamenti per gli investimenti, diseconomicità della gestione, espropriazione dei saperi collettivi, mancanza di trasparenza e di democrazia. Ovvero, il totale fallimento degli obiettivi promessi da una martellante campagna di promozione comunicativa in ordine ai benefici della privatizzazione e del cosiddetto partenariato pubblico-privato – maggiore qualità, maggiore economicità, maggiori investimenti – che, alla prova dei fatti si sono dimostrati totalmente inconsistenti.

 

Non si fa accenno alla ridefinizione di un sistema tariffario che escluda definitivamente qualsiasi voce riconducibile al profitto, stante che quello predisposto dall’ARERA contraddice chiaramente l’esito referendario facendo rientrare dalla finestra quanto espulso dalla porta tramite il referendum.

 

In ultimo, non si prende in considerazione la necessità di togliere le deleghe sull’acqua all’ARERA vista la gravità delle scelte operate e l’enorme conflitto di interessi in atto (il controllore è finanziato dal controllato), riportandole sotto la competenza del Ministero dell’Ambiente.

 

Eppure questi avrebbero dovuto costituire dei punti fermi almeno per il M5S visto che nella scorsa legislatura la stragrande maggioranza dei parlamentari aveva aderito all’intergruppo per l’acqua bene comune, sottoscrivendo e depositando la proposta di legge “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico” che li contiene tutti in maniera esplicita.

 

Sulla base di queste considerazioni non possiamo esimerci dal definire tale punto del “contratto” come un vero e proprio specchietto per le allodole.

 

D’altra parte il concetto stesso di acqua bene comune e diritto umano universale è parte di una concezione del mondo e della società basata su valori imprescindibili quali l’antifascismo, l’antirazzismo e la solidarietà fra i popoli e le persone. Valori difficili da trovare.

 

Il sito del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua qui

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