L’Assemblea approva la Carta di Lampedusa [il nostro racconto] 2 febbraio, 2014 | Redazione A Sud

LampedusaCerino1-1024x6951° Febbraio. Nel secondo giorno di lavori del Meeting Mediterraneo si è arrivati all’approvazione della Carta di Lampedusa. Il documento, nato grazie a un lavoro di rete, attraverso la rete, ha visto la sua approvazione dopo una lunga assemblea, che si è tenuta nella sala conferenze dell’aeroporto di Lampedusa, diventato in questi giorni il luogo di incontro di tutte le realtà associative e di singoli cittadini che si sono dati appuntamento sull’isola.

 

Il lavoro fatto oggi per arrivare all’ultima versione del testo è  stato caratterizzato da un vivace dibattito che ha tenuto banco nel corso di tutta la giornata. Diverse voci, provenienti da associazioni che lavorano nel settore della migrazione, da collettivi, movimenti, esperti in materie giuridiche o esperti di minori si sono confrontati e hanno deciso alla fine di condividere uno strumento che come specificato anche nel suo preambolo,  costituisce “un patto che unisce tutte le realtà e le persone che la sottoscrivono nell’impegno di affermare, praticare e difendere i principi in essa contenuti, nei modi, nei linguaggi e con le azioni che ogni firmatario/a riterrà opportuno utilizzare e mettere in atto”. Il documento pertanto non vuole essere una richiesta fatta ai governi, non vuole essere una proposta di legge ma il risultato di un diritto nato dal basso.

 

Quello che forse è mancato all’incontro di oggi è stata la partecipazione attiva di coloro che sono venuti da altri Paesi dell’Unione, questo forse a causa del limite della lingua che ha dato per alcuni versi all’assemblea una dimensione sopratutto italiana nonostante il documento sia stato pensato in un’ottica europea. Inoltre, nonostante i migranti siano stati i protagonisti di questi tre giorni di lavori l’assenza di una rappresentanza rilevante non ha permesso di mettere da subito in pratica il “diritto all’auto rappresentazione” affermato nella Carta stessa. Così come oggi non è stata registrata una forte partecipazione degli abitanti dell’isola, fatta eccezione di alcuni studenti e rappresentanti di associazioni.

 

La Carta si articola in due parti. Una prima parte nella quale sono inseriti i principi di fondo che muoveranno tutte le lotte che si svilupperanno a partire dall’approvazione del documento. Principi come la libertà di movimento di tutti e tutte, senza alcuna distinzione fatta sulla base della cittadinanza, della condizione economica, sociale o giuridica. Così come la libertà di restare, intesa come libertà di non essere costretti/e ad abbandonare il paese in cui si nasce o che si abita quando non lo si sceglie.

 

La seconda parte invece risponde alla necessità di un confronto con una realtà disegnata dalle attuali politiche migratorie e di militarizzazione dei confini, di sfruttamento, di diseguaglianze, di discriminazioni e violazioni di ogni genere, affermando, rispetto a tale realtà, i punti necessari per un cambio di rotta.

 

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