La terra piange le guardie indigene 17 dicembre, 2014 | Redazione A Sud

guardie indigene[di Pueblos en Camino su Comune Info]

 

La società colombiana è sempre più stanca della guerra che da decenni devasta e paralizza il paese. Nei prossimi giorni, a l’Avana, riprendono gli interminabili negoziati tra la guerriglia più antica del mondo e il governo espresso dai poteri economici e militari della Colombia.

 

 

Proprio mentre si affrontava il drammatico tema delle vittime non armate di una guerra infinita, nelle scorse settimane, nel nord della regione del Cauca, alcuni ragazzi del luogo, arruolati dalle Farc, hanno barbaramente ucciso due guardie indigene. Un evento  che mostra ancora una volta l’arroganza di un’organizzazione che si serve del terrore, delle armi e della guerra, ma anche di vuote promesse di pace e riconoscimento delle vittime, per negoziare la spartizione futura di un territorio che non le appartiene in alcun modo. Le guerdie indigene sono invece un’organizzazione senza armi – basata su valori e principi degli indigeni Nasa, condivisi con altri diversi indigeni, con contadini non indigeni e afrodiscendenti del Cauca – che è stata capace di assicurare una pace giusta controllando il territorio e garantendo le forme tradizionali di organizzazione e affermazione dei diritti di tutti.

 

 

Questa lettera aperta, sull’uccisione di Guardie Indigene da parte delle FARC-EP presso Toribío-Cauca, (avvenuta durante i negoziati tra FARC e Governo (1) che si stanno svolgendo a l’Avana – e precisamente mentre viene affrontato il tema delle vittime del conflitto ed in contrasto con le dichiarazioni espresse da entrambe le parti), mette in evidenza come la spoliazione, il dolore e la morte dei popoli, nello specifico di quelli indigeni, è funzionale oggi come ieri all’interesse di coloro che disprezzano sia i popoli sia il loro giusto dolore e rabbia.

 

 

La Lettera rimane aperta per poter essere sottoscritta. È stata pubblicata il 9 novembre con le prime firme, al fine di condividerla con le comunità colpite durante l’Assemblea che si terrà nel territorio Nasa di Toribío il giorno della sua pubblicazione. Continuano ad arrivare centinaia di firme e viene aggiornata nella misura in cui si aggiungono nuove adesioni. Malgrado la censura nei confronti delle comunità, questo messaggio sta pervenendo alla Guardia. Sostieni e condividi quanto viene detto in merito al sopruso degli uni e al dolore degli altri. Questo messaggio è ancora più rilevante e significativo dopo le dichiarazioni delle FARC e dell’Acin rispetto a questi fatti:

 

 

“Abbracciamo e appoggiamo la Guardia Indígena del Cauca: la Nostra Guardia Indígena. I familiari, gli amici e la comunità. In questa guerra contro i popoli, voi continuate ad andare avanti dando l’esempio di una lotta che nasce dalla terra contro quelli che, da qualsiasi parte provengano, vogliono approfittare delle nostre cause per derubarci e sottometterci. Voi rappresentate il cammino della parola degna. Vogliano e dobbiamo essere come voi e assieme a voi. La vostra pace nella libertà è, per tutte e tutti, l’unica pace. Manuel Antonio Tumiñá Gembuel, Daniel Coicué Julicue e José Libardo Pacho, oggi vengono restituiti alla Madre Terra, a colei che hanno difeso, di fronte a voi, di fronte all’assassinio che ha spezzato le loro vite; qui, nel giorno in cui come sementi fanno ritorno alla Terra, affermiamo che con il loro esempio esigono da noi la dignità e il dovere di proseguire tutte e tutti, con la parola e con l’azione, nello spirito dei popoli: Essere Guardie Indigene.”

  Pueblos en Camino

 

 

 

Uma Kiwe piange di rabbia e dolore mentre uccidono le Guardie Indigene

(Di fronte all’omicidio di due Guardie Indigene Nasa del Cauca da parte delle FARC)

 

           “Voglio scavare la terra pezzo per  pezzo

              con morsi secchi e impetuosi

                e toglierti il bavaglio e riportarti  indietro

 Mi duole più la tua morte che la mia vita”

Miguel Hernández

 

Uma Kiwe, la Madre Terra, piange. Proprio in questo momento sta piangendo. Piange il C’xab Wala Kiwe (Territorio del Gran Pueblo), piange di rabbia e di dolore il popolo Nasa, le figlie e i figli del Cauca. Anche noi piangiamo e anche noi proviamo rabbia, molta rabbia. Manuel Antonio Tumiñá Gembuel di 42 anni e Daniel Coicué Julicue di 63 anni, Guardie Indigene, eroi senza fama né gloria, senza vanità né arroganza, fratelli e compagni anonimi e appartenenti alla comunità, persone come noi, quando siamo ciò che in dignità dobbiamo essere, sono stati assassinati dalle FARC. Assassinati a sangue freddo, con colpi di fucile a distanza ravvicinata, a mezzogiorno, lungo il sentiero del villaggio di Sesteadero, che fa parte del territorio ancestrale e sacro di Toribío, nel Cauca del Popolo Nasa.

 

 

Non dimenticheremo mai, MAI!

 

 

L’immagine del nostro compagno morto, avvolto nei colori del CRIC [2], con accanto il suo bastone e con il suo/nostro sangue che bagna la terra da lui difesa con dignità e alla quale, prematuramente e ingiustamente, fa ritorno come figlio esemplare. Non dimenticheremo mai. Così come non dimentichiamo il pianto che in questo stesso momento proviene da Uma Kiwe, Wallmapu, Pacha Mama, Abya Yala per i suoi figli uccisi e scomparsi. Siamo vita. Per questo motivo ci ingannano, ci derubano e ci uccidono.

 

 

I negoziati che si tengono a l’Avana tra il Governo Colombiano e le FARC entrano nella loro fase finale. Si affronta la questione delle vittime. Delegazioni che le rappresentano sono in viaggio per incontrarsi con i portavoce di entrambe le parti.Per la prima volta nella loro storia, le FARC riconoscono pubblicamente le vittime delle loro azioni e di persona chiedono perdono ad alcune di esse e ai loro familiari.

 

 

In questo contesto, però, danno ordine di occupare il territorio indigeno del Cauca usando propaganda armata come se fosse la loro terra e come se le comunità avessero il dovere di sottomettersi ed obbedirgli su una terra che invece appartiene a loro e che hanno sempre difeso contro ogni invasore. L’occupazione comprende enormi cartelli pubblicitari con l’immagine del loro comandante Alfonso Cano, nell’anniversario della sua morte.

 

 

Le comunità e la Guardia Indigena con i loro “bastones de mando” e con la loro autorità che non prevede l’uso di armi, esigono rispetto e ordinano di togliere la propagaganda ed andarsene.

 

 

Non obbediscono. La Guardia e le comunità tolgono i cartelli, li stanno togliendo, continuano a toglierli e a testa alta e con una coscienza retta respingono l’oltraggio.Se non lo avessero fatto, avrebbero smesso di essere Nasa, figli della terra. A Toribío, i guerriglieri uccidono a colpi di fucile e a distanza ravvicinata due Guardie Indigene. La sepoltura provoca un dolore e una rabbia che rimangono impressi nelle immagini dei media. Sappiamo che le FARC si servono delle trattative con il Governo per appropriarsi e sottomettere territori, come parte del bottino derivante dai negoziati i quali non fanno alcun cenno al modello di espropriazione. Sappiamo che ciò esige la difesa territoriale pacifica e conduce alla codarda uccisione delle Guardie. Sappiamo che il dolore e la rabbia del Popolo Nasa e il processo agli autori materiali e ai comandanti delle FARC che hanno dato l’ordine di oltraggiare il territorio, sottomettere la popolazione e uccidere, costituiscono il cammino da percorrere.

 

 

Come da copione, come sempre, dopo il massacro, adesso compaiono anche le minacce. Non sappiamo da dove provengono anche se risultano firmate dalle FARC. Compare, apparentemente firmata dalle FARC, una lettera di minaccia a 26 leader e comuneros Nasa. Cominceranno immediatamente a metterle in atto. Da qualsiasi parte provenga, la lettera è funzionale all’obiettivo strategico dei nemici dei negoziati di l’Avana. Da qualsiasi parte provengano le azioni di terrore e di morte, il sangue versato è quello dei popoli “degni”, quello dei difensori della vita; quello di coloro che non si vendono, non si stancano, non si fanno ingannare da regali, incarichi, discorsi e denaro.

 

 

Ancora una volta è evidente che né le FARC né il Governo difendono o rappresentano i popoli. Gli uni e gli altri, assieme a coloro che obbediscono, si servono del terrore, della guerra, delle promesse di pace, delle parole di perdono, del riconoscimento delle vittime, degli accordi, per soddisfare i loro interessi contro quelli dei popoli. Sia gli uni che gli altri uccidono indigeni. Nella logica di ripartizione delle risorse e dei territori  che si può ottenere firmando gli accordi, si abbandonano lotte, si comprano e si vendono coscienze e si trae vantaggio dalle morti e dalle mobilitazioni: il tutto per essere ammessi al giro di affari “post-conflitto” e agli accordi con il conquistatore che, per poter rubare e comandare, dispone di differenti maschere, trucchi, discorsi e uniformi.

 

 

Questa guerra contro i popoli per conseguire un bottino (la Colombia con i suoi popoli e le sue persone), che oggi ha portato le FARC a sparare contro le Guardie Indigene e ad ucciderle, serve solo a coloro che vogliono usurpare, all’avidità del Capitale e a coloro che in ogni ambito ne sono servi. Con questo atto, l’arroganza assassina delle FARC, ha smentito le parole di perdono e di pace e ha messo in evidenza che tanto le armi quanto i discorsi sono solo mezzi per appagare interessi egoistici ed arroganti. La guerra e il terrore sono il Capitale e sono la Conquista nemica dei popoli: da qualsiasi parte provenga. Tutto questo produce vantaggio solamente al regime e alle destre nemiche della pace e dei popoli.

 

La pace è dei popoli ed è contro il saccheggio oppure è guerra al servizio del Capitale e del potere.

Se sono ancora capaci di provare vergogna e se hanno una coscienza, le FARC devono immediatamente ordinare di togliere tutta la propaganda dai territori indigeni. Devono consegnare i responsabili di questo crimine atroce alle autorità indigene: non solamente quelli che hanno sparato ma anche quelli che hanno ordinato di invadere e oltraggiare il territorio Nasa e questo popolo, per essere processati e condannati secondo giustizia  e poter così ripristinare l’equilibrio e l’armonia spezzati e sanguinanti. I colpevoli devono venir fuori dal C’xab Wala Kiwe.

 

 

Gli accordi che pongono fine al conflitto armato devono essere firmati subito, ma senza porre come condizione la spartizione della Colombia tra carnefici e usurpatori, da qualsiasi parte provengano e qualsiasi cosa dicano. Nella zona di Toez,  nello stesso territorio Nasa, alla vigilia della sepoltura di Manuel Antonio e di Daniel, è stata assassinata un’altra Guardia Indigena: il compagno José Libardo Pacho. Nulla potrà restituire al popolo Nasa le Guardie assassinate, gli eroi della dignità, i maestri di vita capaci e disposti a dare tutto per la terra e per il loro popolo.

 

 

Abbracciamo e appoggiamo la Guardia Indígena del Cauca: la Nostra Guardia Indígena. I familiari, gli amici e la comunità. In questa guerra contro i popoli, voi continuate ad andare avanti dando l’esempio di una lotta che nasce dalla terra contro quelli che, da qualsiasi parte provengano, vogliono approfittare delle nostre cause per derubarci e sottometterci. Voi rappresentate il cammino della parola degna. Vogliano e dobbiamo essere come voi e assieme a voi. La vostra pace nella libertà è, per tutte e tutti, l’unica pace. Manuel Antonio Tumiñá Gembuel, Daniel Coicué Julicue e José Libardo Pacho, oggi vengono restituiti alla Madre Terra, a colei che hanno difeso, di fronte a voi, di fronte all’assassinio che ha spezzato le loro vite; qui, nel giorno in cui come sementi fanno ritorno alla Terra, affermiamo che con il loro esempio esigono da noi la dignità e il dovere di proseguire tutte e tutti, con la parola e con l’azione, nello spirito dei popoli: Essere Guardie Indigene

 

 

 

 

Note

(1) I negoziati in corso a Cuba tra le Farc e il governo colombiano riprendono il 10 dicembre. Erano stati sospesi dal governo dopo la cattura da parte delle Farc del generale Alzate, liberato domenica 30 novembre

[2] CRIC Consejo Regional Indígena del Cauca

 

Fonte: Pueblos en Camino, novembre 2014 - Traduzione per Comune-info: Daniela Cavallo

 

Firmatari: 

Pueblos en Camino, Abya Yala; Periódico Lucha Indígena, Perú; Sergio Rodríguez Lazcano, México; Raúl Zibechi, Uruguay; María Eugenia Borsani CEAPEDI, Universidad Nacional del Comahue, Argentina; Justin Podur, York University, Canada; Arturo Escobar, EEUU y Colombia; Sergio Tischler, Benemérita Universidad Autónoma de Puebla, México: Carlos Salamanca, Coordinador del Comite de Sindicalistas en Solidaridad con Colombia-NY, EEUU; Nodo de Derechos Humanos, Puebla, México; Enlace Urbano de Dignidad, Puebla, México; Janeth Muñoz RSW, Vancouver, Canadá; Raquel Gutiérrez Aguilar, Benemérita Universidad Autónoma de Puebla, México; Emmanuel Rozental, Pueblos en Camino, México; Vilma Almendra, Pueblos en Camino, México; René Olvera Salinas, Zapateándole al Mal Gobierno y Pueblos en Camino, Querétaro, México; Mauricio Dorado, Cauca, Colombia; Sheila Gruner, Algoma University y Pueblos en Camino, Canadá; Cecilia Zeledón, Cholula, Puebla, México, Unitierra Puebla, México; Colectivo Utopía, Puebla, México; Chibu Lagman, Filipinas; Colectivo La Luciérnaga, México; Omar Muñoz, México; Sarah Ordóñez, México; Carmen Díaz, México; Lourdes Estrada Espinoza, México; César Navarro, México; Ángel Moran, Santiago del Estero, Argentina; César Riaño, Ibagué, Colombia; Ramiro Balderrama, Bolivia; Dawn Paley, Puebla, México; Hugo Blanco Galdos, Lucha Indígena y Pueblos en Camino, Perú; Montaña Pulido Cuadrado, Madrid, España; Myriam Marcos, Toulouse, Francia; José Angel Quintero Weir, Organización WAINJIRAWA, Maracaibo, Venezuela; Beatriz Álvarez Toulouse, Francia; Socorro García Bojórquez, Hermosillo, Sonora; Anel Muñiz González, Toluca Edo. México; Leonarda De La Ossa Arias, Montes de María, Colombia; Oscar Montero, Indígena del Pueblo Kankuamo, Colombia; Marcela Ramírez Flores. Querétaro, México; July Milena Calderón Segura, Bogotá, Colombia; Lara Schneider, Colectivo Verde América, Brasil; Rosaura Villanueva Espitia, Bogotá, Colombia; María Ángela Dávila, Bogotá, Colombia; Belisario Cifuentes, Colombia; Brenda Emilia Castañeda Castañeda, Jalisco, México; Edelmira García Martínez, Centro de Derechos Humanos Toaltepeyolo. Estudiante de doctorado en sociología BUAP, Puebla, México; Citlalli Aranzazú Grajeda, Guadalajara, Jalisco, México; Jenny Natali Julio Cantor, Organización Colombiana de Estudiantes de Historia, Bogotá, Colombia; Joanne Robertson, Baawaating Territory, Canada; Cindy Carolina Valencia, Cali, Colombia; Willian Jairo Mavisoy M. Putumayo – Colombia; Manuela Causillas y Martin Cuevas, Enbuscadelos Guerrerosdelapaz, Argentina; Tamara Sánchez Pérez, Salamanca, España; Marcela Olivera, Cochabamba, Bolivia; Hamilton Musicue Casso – Toribio- Cauca; Tomas Mc Gough Boedo-Argentina; Laura Ximena Aguirre Bogotá, Colombia; Carolina Arévalo; Iyari Puga Vilchis Querétaro-México; María Luisa Camargo, Hidalgo México; Javier Guerrero – Universidad Libre –Bogotá, Colombia; Jovana Espinosa, Querétaro México; Adrián Velasco Astaíza – Popayán, Cauca; Hormiguerozero, México; Juan Carlos Quintero, Cristianos por la PAZ, Colombia; Marcela Robles Villela – Querétaro, México; Alex Libardo Secue Pazu – Jambaló, Cauca, Colombia; Epifanía Pérez Vázquez, Querétaro México; Carolina Bedoya Monsalve – Ciudad de México, México; Constanza Cuetia del Resguardo Indígena de Jambaló – Cauca, Tejido de Comunicación del Pueblo Nasa, Colombia; Colectivo de Comunicación Córdoba Originaria – Córdoba, Argentina; Carolina Méndez Vega, Querétaro, México; Diana Loeza Limón, Querétaro, México; Lizbeth López- Querétaro, México; Lluvia Cervantes Contreras – Querétaro, México; Diego Uribe, KSB, Canadá; Beatriz Amor, Buenos Aires, Argentina; Ana Paula Gomes/São Paulo/Brasil; Hanne Cottyn/CATAPA/Bélgica-Peru; Colectivo Zapateándole al Mal Gobierno, Querétaro, México; Abelardo Rodriguez, Querétaro, México; Mirtha Urbina, Querétaro, México; Arturo Chavero Osorio, Querétaro, México; José Johel Bahena, Querétaro, México; Adriana Vega, Querétaro, México; Saenz-Ackermann Elizabeth; Jackie Durán; Mavi Robles-Castillo; Francisco Gomez;  Fernanda Paredes Martinez; Carlos Marentes; Atziri Ávila, México; Guillermo Villalobos Rojo; Adrián Velasco, Colombia; Alfonso Navarro; Caminar Me’phaa; Ana Sandoval Espinosa, Cuernavaca, México; Luz Consuelo; Colombianos Por La Paz, Colombia; Jorge Triviño, Colombia; Oscar Pisso Pisso, Colombia; Anki Vargas, Paraguay; Emilio Domínguez; Paul Aguirre; Lyliana Fernandez; Ruiguile Rui Guilherme, Brasil; Organizacion Nazakiwi, Colombia; Luvina Nusavi; Producciones El Retorno, Medellín, Colombia; ADKIMVN – Cine y Comunicación MAPUCHE – Wallmapu (Territorio Mapuche); Javier Guerrero-Rivera, Colombia; Sandra Rocco; Pascual Alarcón Sánchez; Concettina Santuzzi, Italia; Jovana Espinosa Orta; Citlalli Grajeda, México; Isaac Gutierrez Rubio; Juan Luis Ramirez Flores; Fabio Lozano, Bogotá, Colombia; Norí Elizondo Chavero, México; Đaniel Valdivia Olmos; Abraham Contreras Martinez; Fernanda Lara; César Guzmán Tovar; Juan Carlos Quintero Alvarado, Colombia; Eddie Hetfield; Israel Alexander Stiglitz Dávila; Yuriria Pérez; Rosaura Villanueva; Eduardo Sol Tejeda; Cindy Carolina Valencia; Oscar Montero; Leonarda De La Ossa Arias; Patricia Ribeiro Aguirre; Amalia Cordova; David Muñoz, México; Emilie Sárella; Sally Ann Taylor; Sarah Ordoñez; Rubèn Dario Pardo Santamarìa, Armenia, Colombia; Marcela Ramírez Flores; Ana Prada Páez; Creaciones Tejiendo Territorios; Johanita A’te Zxis’kwe, Colombia; Hernan Mulcue, Colombia; Veronica Velasco, Colombia; Mabel Quinto, Colombia; Aguilar Paz Yaneth; Lina Rocio Noscue Vitonas, Colombia; Andrés Hamón, Colombia; Cesar Noguera Montilla; Carolina Arévalo; Dario Noguera; Ricardo Gembuel, Colombia; Nathaly Molina Gómez; Luis Aravena Azocar, Canadá; Maria Angela Dávila; Jorge Luis Romero; Valentina Quiroz; Pilar Veloza Cantillo; Nora Cecilia Imbachí Jiménez, Colombia; Larisa Rizo Lopez; Juan Carlos Sandino; Jorge Rodriguez; Jorge Niño Castillo; Isabel Echeverri; Jenny Tonina; Jou Avila; Martha Eugenia Botero Terreros; Ivan Ramírez, Colombia; Santo Bravo Balcázar; David Hernández-Palmar, Colombia; Asociación COMUNICARTE GuatemalaJuan José Olivera Rodríguez; Maria Eugenia Flores Castro; Flávia Alessandra de Souza, Brasil; Alejandro Andrés Gómez; Emanuel Mato; Bachi-Popular Agustín Tosco; Kathryn Lehman; Yamila Pata Ferreyra; Carlos Federico Bernal, Argentina; Antonio Zambrano Allende; Jasper Lopes Bastos Guarani Kaiowá, Brasil; Marco Calabria; Luisa Costalbano, Italia; Patrizia Peinetti, Italia; Elisa Frediani, Italia; Aldemar LLano Alvarez; Magaly Hoyos, Colombia; Luz Marina Quiguanás, Cauca, Colombia; María Gracia Castillo Ramírez, México; María Gracia Castillo Ramírez, México; Malely Linares, Sonika en Sintonía, Colombia; Kimberly Linares, Sonika en Sintonía, Colombia; Luis Fernando Velasco Penagos, Cauca, Colombia; Soledad Muñoz Cano, Bogotá, Colombia; Juan Manuel Pascual Alarcón Sánchez, Salamanca GTO; Simona Fraudatario, Italia; Rete Italiana de Solidarietá Colombia Vive!; Catalina Mora Baquero, Colombia; Eliana Dagua Calambás, Colombia; Roberto Ojeda Skalante, Lucha Indígena, Perú; Claudia Palomino, Lucha Indígena, Perú; Enrique Fernández Chacón, Lucha Indígena, Perú; Mario Alberto Tabra Guerrero, Lucha Indígena, Perú; Pepe Mejia, Lucha Indígena, Perú; Benjamin Camacho, Lucha Indígena, Perú; Evgenia Michalopolou, Atenas, Grecia; Claudia Isabel Durán, Mexico; Cacique Tamoabioy, Colombia; Edwin Urrunaga PIC Celendín, Cajamarca, Perú; Observatorio ADPI, Barcelona, Catalunya, Estado Español; Carla A. Trejo; Mara Franco, Montreal, Canadá; René Rojas González, Puebla, México; Youlin Ávila, Bogotá, Colombia; Sanne Verbruggen, Bélgica; Wilson Noé Garcés Aguila, Puerto Tejada, Cauca, Colombia; Fundación La Espiral, Guacamayas, Boyacá; Lorena Callejas Chávez, Colectivo Minga de Pensamiento, Cali, Colombia; Nathaly Molina Gómez; Alejandra Franco, Medellín, Antioquia, Colombia; Juan Berhau; Mónica Rojas, Bogotá, Colombia; Sergio Rojas, Colombia; Bumaranga Afrocolombienne; Ccilia Schwartz, Villa del Totoral, Córdoba Argentina; María Ángela Dávila; Colectivo Autónomo de Colaboración Social, México; Andrés Urrea; Camille Apostolo, París, Francia; Nelson Castañeda, Bogotá, Colombia; Alejandro García, México; Colectivo Sociología Jurídica del Sur, Chiapas, México; Sara Valentina Zapata Valencia; Lorena Callejas; Enrique Maraver, Corazón del Barrio, Puebla, México; Astrid Muñoz, Santa Cruz, Bolivia; Bárbara Arit Martínez Escalante, D.F., México; Adriana Marquisio, Uruguay; Óscar Olivera Foronda, Guerrero del Agua, Cochabamba, Bolivia; Gaia Campogna, Italia; Mario A. Murillo, Nueva York, EEUU; Gianfranco Crua, Torino, Italia; Fulvio Ferrario, Torino, Italia; Silvia Giletti, Torino, Italia; Associacion Sur Società Umane Resistenti Torino, Italia; Jaime Navarro, Dirigente Partido Alianza Verde, Colombia; Donovan Gutiérrez, D.F. México; John Umaña Cabeza, Sonika en Sintonía, Bogotá, Colombia; Camilo Cubillos, Bogotá, Colombia; Óscar Saldarriaga Vélez, Pontificia Universidad Javeriana, Bogotá, Colombia; Marden Cremo; Gloria E. Romero Flórez; Huixquilucan Ejido México; Consejo Ancestral Willka Yaku, Colombia; Diana Carolina Potes, Cali, Colombia; Carlos Pérez Guatemal, Ecuador; Gloria Sosa Sánchez Cortes, Albuquerque, España; María Cecilia Sánchez, Mitú, Vaupes, Colombia; Giacomo Cantini, Modena, Italia; Claudia Campero, México; Tupac Enrique Acosta, Pueblo Izkaloteka Aztlan; Jenny Natali Julio Cantor, Organización Colombiana de Estudiantes de Historia, Bogotá, Colombia; Alfredo, huerta comunitaria parque Ameghino, Buenos Aires, Argentina; Carlos Walter Porto-Gonçalves – Brasil; Lady Gallego, Cali Valle del Cauca, Colombia; Daniela Soto Pito – CRIC – Resguardo las Mercedes – Municipio de Caldono -Cauca; Nestor Rodríguez, militante independiente por los Derechos Humanos, Rio Negro, Colombia; Eva Maria Fjellheim, LAG, Oslo Noruega; Victor Alexander Méndez, Cauca, Colombia; Mayra González- Guadalajara, Jalisco; David Barrios Rodríguez, Ciudad de México, México; Oscar Alfredo Di Vincensi, Buenos Aires Argentina; Jhon Seis Muertos, México; Nestor Quiroga, Tunuyan Mendoza Argentina; Jaqueline Durán – Pullman, Washington; Bruno Baronnet, México; Mayeli Ochoa Martínez,Xalapa, Veracruz, México; Alejandro Mira Tapia, Xalapa, Veracruz, México; Antonia Eréndira Isassi Hernández, Xalapa, Veracruz, México; Marta Molina, México; Carlos Sánchez Pimienta, Jalisco, México; Lina Martínez Hernández- Filadelfia, PA. Estados Unidos; Eira Salmerón, Querétaro, México; Jorge Salazar, Simon Vélez, Diego Cardona y Alexandra Henao del El Proyecto Conectivo, Vancouver, Canadá; Diana Collazos – ACIN- Santander de Quilichao- Resguardo Nasa Kiwe Tehk Ksxaw; Maicito Tullcué, Pueblos en Camino, Canadá; Renata Moreno, Cali, Colombia; Alternative Libertaire, France; Enlace Urbano de Dignidad y Etcétera, Puebla,  México; Tamara Herman; Carmen Rodríguez Vázquez, México; Marisa Quezada Rivera, México, D.F., México; Miguel Gómez Beltrán; Colectivo “Lo de menos”, Colima, México; Begoña Dorronsoro, Coimbra, Portugal; Marco Calabria, periodista de Comune-info, Roma, Italia; Nelmy Benitez, consultoria de Victimas Toribio- Cauca; Camilo Cortes, no afiliado, Canadá; Saray Vitonás, Toribío, Cauca, Colombia; Ziomara Garzón, Bogotá, Colombia; Carlos Walter Porto-Goncalves, Geógrafo Humano, Brasil;

 

 

*Articolo pubblicato su comune-info.net, 8 dicembre 2014

 

 

 

 

 

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