La mappa delle attiviste ambientali in America Latina 24 marzo, 2017 | Redazione A Sud

1UNIVERSITAT AUTÒNOMA DE BARCELONA

 

Bellaterra, Cerdanyola del Vallès, 8 Marzo del 2017

 

Alcune ricercatrici dell’Istituto di Scienze e Tecnologie Ambientali dell’Università Autonoma di Barcellona (ICTA-UAB), la Rete Latinoamericana delle donne Difenditrici dei Diritti Sociali e Ambientali e Censat Acqua Viva-Amici della Terra della Colombia, hanno creato una mappa che pone in evidenza i conflitti e la resistenza delle donne latinoamericane contro le miniere e in difesa della vita, della dignità e dei territori.

 

La mappa, “Donne Latinoamericane Tessendo Territori”, è stata presentata in concomitanza con il giorno Internazionale della Donna e pone in rilievo 21 conflitti e testimonianze (scritte e registrate) di donne che resistono, che condividono le loro esperienze personali e i loro disagi provocati dalle attività svolte nelle miniere e che propongono alternative al modo di produzione egemonico.

 

Le donne che si mobilitano per la sovranità dei loro popoli vengono normalmente criminalizzate e le loro vite messe in pericolo. In accordo con Global Witness, dei 185 difensori ambientali assassinati nel mondo nel 2015, 122 casi ebbero luogo in America Latina.

Diversi luoghi che troviamo sulla mappa disegnano e informano di una violenza che viene esercitata sulle donne a causa delle attività estrattive. Qui, il loro assassinio, si legge come parte di un regime di persecuzione che viene denunciato come femminicidio.

 

La mappa è un’iniziativa del progetto internazionale ACKnow-EJ (Activist-Academic Co-Production of Knowledge for Environmental Justice, ( www.acknowlej.org ) e contribuisce a EJATLAS in uno sforzo globale di mappatura dei conflitti socioambientali (www.EJATLAS) proposta e attivata dall’ICTA-UAB.

 

La dott.ssa Leah Temper, coordinatrice del ACKnow-EJ e direttrice dell’EJAtlas all’ICTA-UAB, spiega che “la mappa mette in evidenza il vincolo esistente tra violenza e dominio verso natura e violenza contro le donne. Allo stesso tempo, però, mette in discussione il mito per cui esse siano vittime passive. Di fatto, ci sono casi in cui le stesse sono state detenute o casi in cui i progetti contro cui lottavano sono stati riformulati grazie al loro attivismo”. Per esempio, il caso Tambor in Guatemala è stato recentemente sospeso. A Piedras, (Tolima, Colombia) un gruppo di donne si è prestato a essere il cuore della prima consulta popolare che si è realizzata nel paese contro la miniera.

 

Le attività estrattive sono altamente contaminanti e hanno gravi impatti socio-economici, ambientali e di corruzione. Questo condiziona particolarmente la parte femminile coinvolta a causa delle situazioni di violenza e discriminazione che si fanno più evidenti con l’inasprirsi del conflitto nel mentre, loro stesse, mettono a rischio la loro salute, i loro stili di vita e l’accesso alle risorse. Le donne, responsabili della salute delle famiglie, sono in prima linea nelle lotte per la difesa della natura e per la protezione della vita, del territorio e della comunità. Questo le rende oggetto di persecuzione, criminalizzazione fino ad arrivare ad essere assassinate per la loro resistenza.

 

Daniela Rojas, di CENSAT Agua Viva de Colombia ha spiegato come la mappa presentata cerca di vidibilizzare le lotte delle donne latinoamericane. “Questo continente è ricco di esempi di processi in atto di difesa del territorio dove noi, le donne, abbiamo un ruolo da protagoniste.

 

La lotta per la difesa dei nostri territori e dei nostri corpi è fondamentale per far fronte ai molti progetti estrattivi dell’Amerca Latina. Quale miglior data se non questa per onorare il genere femminile? L’8 Marzo è un giorno di resistenza, un giorno per commemorare i diritti delle donne nella costruzione della storia dell’umanità”, ci ha spiegato.

 

La dott.ssa Mariana Walter, ricercatrice di ACKnowl-EJ del ICTA-UAB aggiunge che “i conflitti e le testimonianze poste nella mappa mostrano l’enorme pressione che le attività estrattive e i governi che le costruiscono esercitano sopra le donne che si mobilizzano. Però sono anche un esempio di forza e tenacia nella lotta per un futuro migliore per tuttx”

 

La mappa raccoglie tutte le testimonianze come quella della Rosa Govela, membro di una rete di persone vittime della miniera Tuligtic a Puebla, Messico, in resistenza contro il progetto “perché quando si complica la produzione degli alimenti nel territorio le donne sono le prime a risentirne a causa del fatto che sono coloro che sfamano la famiglia. Un’altra realtà è l’aumento della prostituzione, della vendita di alcol alle famiglie, della violenza contro le donne e del traffico di persone, ovvero della tratta”.

 

Digna Viracochea membra di RENAMAT proveniente dall’area di Challapata in Bolivia spiega che nella mappa possiamo leggere delle donne provenienti dalla sua regione, del loro orgoglio nell’essere la parte attiva dell’alternativa che loro stesse hanno creato, “anche per questo divulghiamo il nostro caso di resistenza che ha avuto un buon esito contro la miniera. Vogliamo che si sappia ovunque della nostra resistenza e del fatto che non permetteremo lo sfruttamento della terra in Challapata”.

 

Da RENAMAT di Molleturo, in Ecuador, assicurano, come possiamo leggere nella mappa, che le donne non hanno più paura a esprimersi e a realizzarsi. Ciò le ha portate a tessere legami di sorellanza con donne di altre comunità e andare a condividere saperi per incrementare le iniziative ecologiche sostenibili. Aggiungono che, sono stanti anche il loro lavoro di sensibilizzazione nelle scuole e nei gruppi di giovani che le hanno portate a generare una capacità di comunicazione radiale e artistica con le altre.

 

La mappa è un’iniziativa del progetto internazionale ACKnoe-EJ, con il finanziamento dell’International Social Science Council e si basa su una maniera di far ricerca scientifica funzionale al rafforzamento delle proprie capacità e alla trasformazione sociale e politica.

 

Secondo Leah Temper, “ queste donne sono le vere esperte della sostenibilità e hanno molto da insegnare alle cosiddette professioniste della materia”.

 

La mappa

Acknowlej

 

Contatti:

 

Mariana Walter (ICTA-UAB): (mariana.walter@uab.cat)

Leah Temper (ICTA-UAB) leah.temper@gmail.com

Daniela Rojas (CENSAT) territorios@censat.org

 

Più informazioni:

 

Isabel Lopera

 

Comunicazione

Instituto de Ciencia y Tecnología Ambientales (ICTA-UAB) Universitat Autònoma de Barcelona

Isabel.lopera@uab.cat

 

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