Italia 2016: lieve aumento della produzione rifiuti urbani 12 febbraio, 2017 | Redazione A Sud

[di Luigi Vendola su Ecodallecittà] I dati sulla produzione di rifiuti solidi urbani in Italia cominciano ad affluire dalle principali città ed è possibile fare un primo e parziale bilancio. Se nel 2015 gli italiani hanno gettato letteralmente nel cestino circa 29,5 milioni di tonnellate di rifiuti, con una lieve diminuzione dello 0,4% ( ma procapite solo dello 0,2)  rispetto al 2014 come descritto nell’ultimo Rapporto rifiuti urbani dell’Ispra, i dati fin qui raccolti sembrano indicare un lieve aumento della produzione totale dei rifiuti nel 2016, aumento determinato da un maggiore e consolidato incremento della produzione di rifiuti differenziati in contrapposizione a una minore crescita di quelli indifferenziati.

 

I dati delle principali città italiane

 

A Torino (fonte Amiat- Gruppo Iren) i dati non sono ancora consolidati del 2016 parlano di un aumento della produzione totale dei rifiuti dell’1,3%, pari a circa 5.637 tonnellate. Nel dettaglio aumentano dell’1,99% quelli differenziati (pari a 3329 tonnellate), mentre quelli indifferenziati sono aumentati dello 0,95% (2307 tonnellate).

 

A Napoli nel 2016, secondo i dati raccolti dall’Osservatorio Regionale sui Rifiuti, la produzione totale dei rifiuti solidi urbani ha registrato un leggero aumento dello 0.35% rispetto al 2015 (pari a circa 1.770 tonnellate). Registrando uno straordinario aumento della produzione di rifiuti differenziati del 14%, (circa 15.545 tonnellate) grazie alla diffusione della raccolta con il sistema del porta al porta che continua a ritmi serrati anche nel 2017.

 

Per quanto riguarda Milano è possibile fornire solo un dato (non ancora consolidato, nda), quello relativo alla produzione totale dei rifiuti che nel 2016 ha registrato un aumento dell’1,19% paria 8.067 tonnellate di rifiuti rispetto al 2015.

 

Anche a Roma il dato non è consolidato, ma nella capitale si registra invece una totale omogeneità rispetto all’anno precedente o forse un calo infinitesimale.

 

La produzione totale era stata  di un milione 700 mila t nel 2015, le stime ancora da precisare sul 2016 oscillano tra le 1700 e le 1692 mila t.

 

A Bari, secondo i dati inseriti dallo stesso comune nell’Osservatorio Rifiuti del Portale Ambiente della Regione Puglia ma fermi a novembre 2016, la produzione totale dei rifiuti è cresciuta del 2,25% (pari a 3.868 tonnellate), registrando un calo dei rifiuti indifferenziati dello 0,9% (1.015 tonnellate) e una ottima crescita di quelli differenziati dell’8,2% (pari a 4.888 tonnellate).

 

Anche a Trento, città virtuosa sui rifiuti dove la percentuale di raccolta differenziata nel 2016 è stata dell’81,11%, la produzione totale dei rifiuti è aumentata dell’1,83% (circa 950 tonnellate), registrando un calo della produzione di rifiuti indifferenziati pari al 3,36% (297 tonnellate) e un aumento dei rifiuti differenziati del 3,2% (1298 tonnellate).

 

A Pisa invece, secondo i dati (fermi a novembre) di Geofor l’azienda che gestisce la raccolta dei rifiuti, la produzione dei rifiuti è calata del 2% (1363 tonnellate) registrando un calo del 10% (4.347 tonnellate) per quanto riguarda la produzione di rifiuti indifferenziati e un incremento del 12% (2.983 tonnellate) dei rifiuti differenziati.

 

Dove cambia il sistema di raccolta cala la produzione di rifiuti

 

Analizzando i dati (non solo quelli delle città prese in considerazione, nda) emerge anche un altro aspetto, nelle città dove è cambiato o sta cambiando il sistema di raccolta dei rifiuti (Pisa rappresenta il caso più eclatante), si assiste ad un calo della produzione rifiuti.

 

Per fugare ogni dubbio questo abbiamo chiesto all’Assessore all’Ambiente di Parma Gabriele Folli, città che negli ultimi anni ha modificato il suo sistema di raccolta rifiuti passando dallo stradale al porta a porta introducendo la tariffa puntuale, se questo fenomeno si è palesato anche nella città ducale: “Da inizio mandato abbiamo cambiato il modello di raccolta e abbiamo una serie storica di dati di cinque anni – ha detto detto Folli - Nei primi tre/ quattro anni c’è stata questa tendenza (riduzione della produzione rifiuti, nda), adesso invece c’è una tendenza all’aumento, probabilmente perché c’è una ripresa economica, nel senso di consumi che aumentano e quindi pur aumentando la differenziata aumenta anche la produzione di rifiuti nell’ordine dell’1/2%, mentre nel passato siamo scesi pure del 6/7%. Anche a Parma – ha concluso l’assessore - abbiamo vissuto questo fenomeno”.

 

(Pubblicato il 27 gennaio 2017)

 

 

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