La Conferenza sul Cambiamento Climatico è terminata due giorni dopo del previsto con l’approvazione di decisioni che sono state proposte poche ore prima della loro adozione. Alcune decisioni non erano complete quando vennero considerate. Mancavano dei paragrafi e alcune delegazioni non avevano neanche il testo delle stesse. Il Pacchetto di decisioni è stato proposto alla Presidenza Sudafricana con l’ultimatum “o lo accetti o lo lasci”.
Solo all’Unione Europea sono stati consentiti dei cambiamenti all'ultimo momento durante la seduta plenaria.
Delegazioni differenti hanno avanzato dure critiche ai documenti e manifestato la propria opposizione. Senza dubbio nessuna delegazione ha obbiettato in maniera esplicita o agito conseguentemente a queste decisioni. Il pacchetto intero è stato quindi adottato per consenso, senza l’obiezione di nessuna delegazione.
Gli elementi centrali del Pacchetto di Durban si possono riassumere nel seguente modo:
1. Uno Zombi chiamato Protocollo Di Kyoto
- Un morto vivente senza anima: le promesse di riduzione delle emissioni di gas effetto-serra per il secondo periodo di compromessi del Protocollo di Kyoto rappresentano meno della metà delle emissioni necessarie a mantenere l’incremento della temperatura al di sotto dei 2°C.
- Questo Zombi (il secondo periodo del Portocollo di Kyoto) verrà adottato il prossimo anno (COP18).
- Non si sa se il secondo Protocollo di Kyoto sarà di 5 o 8 anni.
- Stati Uniti, Canada, Giappone, Russia, Australia e Nuova Zelanda sono fuori dal secondo periodo del Protocollo di Kyoto.
- Questa sarà conosciuta come la decade perduta nella lotta contro il cambiamento climatico.
2. Nuovo regime di “Laisser faire, laisser passer”
- Nel 2020 entrerà in vigore un nuovo strumento legale che rimpiazzerà il Protocollo di Kyoto e contraffarà seriamente i principi della Convenzione Quadro sul Cambiamento Climatico delle Nazioni Unite.
- Gli elementi centrali di questo nuovo strumento legale si possono già intendere dai risultati delle negoziazioni: a) promesse volontarie invece di compromessi vincolanti sulla risuzione delle emissioni, b) più flessibilità (mercato del carbonio) affinchè i paesi sviluppati portino a compimento le promesse di riduzione delle emissioni, e c) un meccanismo di compliance ancora più debole di quello del Protocollo di Kyoto.
- Il nuovo strumento legale coninvolgerà tutti gli Stati, senza distinzione tra paesi in via di sviluppo e paesi sviluppati. Il principio stabilito durante la Convenzione sul Cambiameto Climatico di “responsabilità comune ma differenziata” andrà scomparendo.
- Il risultato andrà a fortificare il principio di “Laisser Faire, laisser passer” inaugurato a Copenaghen, Cancun e Durban che ha portato ad un incremento della temperatura di più di 4°C.
3. Un Fondo Verde senza fondi
- Il Fondo Verde ha oggi un'architettura istituzionale dove la Banca mondiale è un attore chiave.
- I 100 miliardi sono solo una promessa e NON saranno forniti dai paesti sviluppati.
- Il denaro verrà dal mercato del carbonio (in collasso), dagli investimenti privati, dai crediti (che si dovranno ripagare) e dagli stessi paesi in via di sviluppo.
4. Un salvavita per i Mercati del Carbonio
- I mercati del carbonio esistenti vivranno indipendentemente dalla sorte del Protocollo di Kyoto.
- Inoltre, si creeranno nuovi meccanismi nel mercato del carbonio per mantenere le promesse di riduzione delle emissioni di questa decade.
- E' un disperato tentativo di evitare la scomparsa dei mercati del carbonio che stanno collassando a causa della caduta da 30 a 3 euro la tonnellata di CO2 dei Buoni del carbonio.
- I paesi sviluppati ridurranno meno di quello che promettono perchè compreranno Certificati di Riduzione di Emissioni dai paesi in via di sviluppo.
5. REDD: un incentivo perverso per la deforestazione di questa decade
- quando è in vigore il meccanismo dei REDD (Riduzione delle Emissioni da Deforestazione e Degrado forestale), se non si tagliano gl alberi non si possono emettere certificati di diminuzione della deforestazione.
- CONSEGUENZA: deforestare ora se vuol esser preparati per i REDD
- Le garanzie per i popoli indigeni saranno flessibili e di applicazione discrezionale secondo ciascun paese.
- L’offerta di finanziamento per le foreste si posticipa alla prossima decade poiché la domanda di Buoni del Caronio non aumenterà a causa delle basse promesse di riduzione delle emissioni.
Dai processi di negoziazione sul cambiamento climatico non possiamo sperare in un risultato che salvi l’umanità e la Madre Terra. I governi antepongono l’ economia transnazionale alla necessità urgente di intraprendere una nuova forma di vita in armonia con la natura. Le classi dominanti non saboteranno il capitalismo, causa fondamentale del riscaldamento globale.
Lungi dal portare il capitalismo all’interno della sfera naturale attraverso l' “economia verde”, è necessario intraprendere il cammino del riconoscimento e del rispetto dei Diritti della Madre Terra.
¡Amandla! ¡Jallalla!
Durante le azioni e gli eventi dei movimento sociali a Durban due gridi si sono uniti: “Amandla” e “Jallalla”. Il primo è una parola Xhosa e Zulu del sud dell’Africa che significa “potere”. La seconda è un’espressione aymará che sta a significare “ per la vita”. “¡Amandla! ¡Jallalla!” significa “ Potere per la Vita!”.
Queto è il “potere per la vita” che travalicando le frontiere dobbiamo costruire a partire dalle notre comunità, quartieri, centri di lavoro e di studio per frenare il genocidio e ecocidio in corso.






