Inceneritore di Civitavecchia: duemila volte no 9 maggio, 2016 | Redazione A Sud

DSC_7413 [di Francesco Baldini su Civonlive.it] Una marea di persone si è riversata nelle strade di Civitavecchia per dire no all’ossidatore termico al centro chimico di Santa Lucia. Si è tenuta questa mattina la grande manifestazione che è stata in grado di coinvolgere oltre duemila persone, schierate insieme contro l’inceneritore, una causa comune che tocca tutto il territorio del circondario. Istituzioni politiche in veste ufficiale, associazioni, università Agrarie del territorio, Comunità montana dei monti della Tolfa  e semplici cittadini hanno marciato fianco a fianco sotto le bandiere del comitato No inceneritore, una prova di forza che ha scosso tutta la città con la sua energia positiva e rinnovativa.

 

 

Non c’erano partiti, non c’erano bandiere, non c’erano fazioni: c’erano solamente persone preoccupate per la propria salute, decise a lottare con le unghie e con i denti per impedire all’ennesima servitù di infestare il territorio, già dilaniato dal punto di vista ambientale.

 

 

No, ancora no e duemila volte no, questo è stato il messaggio forte lanciato al Ministero della Difesa che sembra aver già chiesto alle istituzioni del territorio un incontro: «Non ci saranno trattative – ha sottolineato il Sindaco Antonio Cozzolino – l’ossidatore non si deve fare». Una manifestazione molto riuscita, come ha evidenziato l’assessore Manuedda che ha commentato: «Un’adesione giustissima, su questa vicenda c’è una totale unità, le polemiche vengono messe da parte per una causa comune, per far capire al Ministero che ha scelto la strada sbagliata».

 

 

Era presente anche una forte rappresentanza delle istituzioni dei comuni del circondario, come quello di Santa Marinella, nella persona del vice sindaco Carlo Pisacane: «È un momento di sorpresa positiva – ha dichiarato – è la testimonianza che è un tema di tutti: la salute è un tema di tutti». Tantissimi ragazzi presenti a marciare con striscioni e slogan contro l’inceneritore a sottolineare la partecipazione di ogni età, estrazione sociale o politica. «Una comunità unità – ha detto l’assessore Maria Letizia La Valle, a rappresentare l’amministrazione di Tarquinia – per la tutela del territorio che ormai è vessato. Chiederei la bonifica dell’area, il diritto all’ambiente ed alla salute sono imprescindibili».

 

 

Anche il Sindaco di Allumiere, Augusto Battilocchio è intervenuto: «È presente anche la Comunità montana che ha già votato la sua contrarietà a questa nuova servitù nefasta e – ha aggiunto – lo vogliamo ribadire. Ora aspettiamo la convocazione del Ministero». La manifestazione è stata in grado di unire chiunque, era presente anche Paolo Simonini, del comitato Fermiamo Cupinoro: «Bisogna unire le lotte». La manifestazione ha proseguito pacificamente, tra canti e cori, lungo il percorso stabilito, scendendo lungo viale Matteotti e corso Centocelle dove, davanti al Traiano, è stato inscenato uno spettacolo di bambini e della compagnia La scatola folle, che ha mimato i danni causati da ipotetici fumi, liberando poi dei palloncini in cielo, gesto simbolico che rappresenta la voglia di liberarsi dalle servitù che devastano il territorio.

 

 

«No all’ossidatore – ha commentato il Sindaco di Tolfa, Luigi Landi – questa moltitudine vuole far sentire la voce del territorio che in venti anni ha subito troppe servitù».

 

 

Giunto a piazza Calamatta il corteo si è fermato, radunandosi per ascoltare le parole del comitato No inceneritore. «Se non cambierà lotta dura sarà – ha detto Fabio Marucci, subito seguito da un coro di studenti – sono felice di vedere le nuove generazioni che rappresentano il futuro, tanta gente per dire no all’inceneritore, per dire no all’oppressione vigliacca e criminale, il cittadino è l’unico tutore della propria salute». Ismaele De Crescenzo ha invece ringraziato i parlamentari del territorio (Tidei e Grande),  i consiglieri regionali (De Paolis e Porrello) e i rappresentati delle varie istituzioni, sensibili al problema: «Andremo a Roma sotto il Ministero, abbiamo – ha detto – ricostruito il senso di appartenenza del territorio». Emiliano Stefanini ha invece detto: «La vostra presenza ha decretato che abbiamo già vinto, questa è la risposta migliore che si potesse dare». Bruna Luce ha sottolineato l’importanza di cambiare la rotta: «Per noi e per le generazioni che verranno, non facciamo lo stesso errore di quelle passate che ci hanno condannato a questa situazione».

 

 

La platea, unita, ha applaudito le parole del Comitato che si è detto deciso a continuare con determinazione la lotta contro l’inceneritore, aiutata anche dal Centro documentazione conflitti ambientali, rappresentato da Marica Di Pierri che si è detta pronta ad aiutare il territorio nella sua lotta: «Non potevamo rimanere fermi, la sovranità e la democrazia appartengono al popolo».

 

 

Pubblicato da Francesco Baldini su Civonlive.it il 7 maggio 2016

 

 

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