Il cancro del negazionismo 19 gennaio, 2016 | Redazione A Sud

stop[Di Egidio Giordano su insurgencia.net] Qualche giorno fa l’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato nuovi e particolarmente allarmanti dati sulla mortalità per tumore in Campania.  La “straordinarietà” delle percentuali, paragonate ai dati del resto del paese, ha immediatamente mosso il consueto tam tam sui social networks, ma stavolta ha costretto anche alcune delle più importanti testate locali e nazionali a pubblicare la notizia e a dare finalmente spazio a quello che i movimenti campani per la giustizia ambientale dicono da anni.

 

Qualche ora fa finanche il Mattino, nota testata locale che negli anni, dinanzi a qualunque battaglia ambientale,  ha  preso sistematicamente le parti degli inquinatori, è costretto all’ammissione del disastro. Un ritardo colpevole e che non lava la coscienza sporca di chi non solo ha scelto di non dare mai spazio alle voci del dissenso , ma che si è più volte prestato a narrazioni vergognose, colpevolizzanti, infamanti nei confronti degli attivisti e delle attiviste che lottavano per la difesa della propria terra e per arginare un disastro che oggi assume proporzioni drammatiche.

 

D’altra parte la vicenda campana insegna esattamente questo. Quello che i movimenti hanno chiamato biocidio e che definisce la devastazione, l’uccisione dell’ambiente, delle relazioni e delle forme di vita del territorio,  esiste e non esiste a seconda di alcune scale di potere che noi cittadini abbiamo imparato a conoscere bene. E’ come se ci fossero  almeno  tre orologi che battono tempi diversi. Quello dei movimenti e delle realtà di base che lentamente hanno composto i propri saperi collettivi, hanno scelto ricercatori, medici e professori “di parte”, hanno lanciato l’allarme quando i ministri di questo paese ancora si prendevano gioco di noi addebitando agli “stili di vita dei campani” le motivazioni dell’aumento dei tumori. Quello della stampa che quando non sceglie di stare dalla parte dei movimenti diventandone spesso utile megafono, si divide tra negazionismo assoluto e rincorsa al sensazionalismo, allo scoop, alla notizia da prima pagina.  E infine quello della magistratura che si fregia delle posizioni di figure “autorevolissime” come quella di Raffaele Cantone che continua impunemente a negare quello che ormai sembra un dato assunto anche dalle fonti mediche nazionali ufficiali e che in generale soprattutto in materia ambientale  è solita negare per decenni i nessi che permetterebbero di porre un freno ai disastri, per poi cavarsela magari ( e nella migliore delle ipotesi) con una sentenza eclatante tra trent’anni, quando di biocidio in Campania saranno morte due generazioni.  E’ la storia eterna del rapporto tra giustizia e legalità in Italia che in materia ambientale mostra alcune delle sue più eclatanti contraddizioni. E’ soprattutto la storia del sud, che ha pagato sta pagando oggi il prezzo altissimo della colonizzazione economica e della oppressione dell’intreccio tra imprenditoria legale e illegale.

 

Eppure conoscere questa asincronia, non fidarsi dei tribunali, guardare con sospetto le ammissioni tardive della stampa non basta. Noi, che abitiamo ormai da anni questo immenso spazio di devastazione e cancerogensi non abbiamo bisogno della pubblicazione dei dati dell’Istituto Superiore di sanità per conoscere la gravità della situazione. Ci siamo ormai abituati ad avere a che fare con contesti di sofferenza, provazioni, assurde morti premature. Il biocidio, in alcune aree della Campania definisce le relazioni sociali, il modo delle comunità di stare assieme o di dividersi, le speranze nel futuro.

 

Per questo motivo, nonostante sia un successo dei movimenti il fatto che lentamente diventi patrimonio collettivo, condiviso e generale la storia e le ragioni del disastro che stiamo vivendo, bisogna riprendere la mobilitazione sui territori sul diritto alla salute, bisogna non abituarsi a una situazione  che vorrebbero farci credere ineluttabile, bisogna costruire reti di mutuo soccorso per sopperire alle carenze della nostra sanità e ai suoi costi eccessivi, bisogna ritornare a individuare i nemici per ricominciare a  reclamare la dignità che spetta ai nostri territori.

 

Pubblicato da Egidio Giordano su insurgencia.net l’11 Gennaio 2016

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