I veleni nell’aria del porto di Livorno 8 giugno, 2018 | Redazione A Sud

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COMUNICATO STAMPA

I veleni nell’aria del porto di Livorno

Le misurazioni in tempo reale di Cittadini per l’aria e NABU rivelano concentrazioni allarmanti di sostanze che intossicano residenti e turisti

 

 

Dati allarmanti, quelli che emergono dalle ultime rilevazioni sulla qualità dell’aria al porto di Livorno. L’inquinamento atmosferico legato al traffico navale (particelle ultrafini, particolato carbonioso e biossido di azoto) dovrebbe suscitare una risposta da istituzioni e armatori.

 

Durante le operazioni di arrivo e partenza delle navi, le misurazioni delle sostanze inquinanti nell’aria hanno mostrato concentrazioni di polveri ultrafinicon picchi fino a 80.000 pt/cc (particelle per centimetro cubo). Per avere un metro di paragone, il numero di particelle in zone remote con buona qualità dell’aria è inferiore a 2000 pt/cc, mentre il livello di fondo nelle grandi città varia da 3000 a 5000 pt/cc, per arrivare a 10.000 pt/cc in strade molto trafficate.

 

Le misurazioni in tempo reale sono state condotte ieri, 7 giugno, in prossimità del porto di Livorno e delle abitazioni, dall’associazione tedesca Nabu (Nature And Biodiversity Conservation Union) insieme a Cittadini per l’aria e Coordinamento Livorno Porto Pulito.

 

FUMI PERICOLOSI – Le emissioni navali non sono ancora sottoposte a una regolamentazione severa come quelle dei veicoli a terra o come gli impianti industriali. Di conseguenza, contribuiscono in maniera determinante alla qualità dell’aria delle città di porto e rappresentano un grave rischio per la salute umana.

 

Uno studio recentemente realizzato a Civitavecchia dal Dipartimento di Epidemiologia del Lazio ha stimato che la popolazione residente in un raggio di 500 metri dal porto è soggetta a un incremento di mortalità del 51% per malattie neurologiche e del 31% per tumori al polmone. La Commissione Ue stima che ogni anno 50mila cittadini europei muoiano prematuramente per via dell’inquinamento atmosferico causato dalle navi.

 

IL CONTRIBUTO DEI LIVORNESI – Cruciale è la posizione dei residenti, che sono costretti a respirare tutti i giorni aria inquinata e nociva per la loro salute. Gli stessi cittadini di Livorno daranno il via oggi a una misurazione delle concentrazioni di biossido di azoto (NO2) nelle aree prospicienti il porto. In città, col supporto del Coordinamento Porto Pulito, verranno installati dei campionatori passivi che resteranno all’aperto per un mese e saranno poi inviati a un laboratorio indipendente, per conoscere i valori di NO2 nei punti prescelti. È un metodo scientificamente valido che Cittadini per l’aria ha già promosso a MilanoRoma e Brescia, con risultati importanti in termini di partecipazione e raccolta di dati sul territorio.

 

ANCHE I TURISTI RESPIRANO – In estate, le città portuali registrano i maggiori arrivi e l’economia locale ne beneficia. Ma i turisti non vengono in visita nelle città di mare italiane per respirare aria inquinata: agire a livello politico e industriale per ridurre le emissioni navali e rendere il loro soggiorno piacevole, anziché velenoso, è un diritto dei turisti e degli abitanti, e una scelta strategica lungimirante per armatori e amministratori.

 

LE NOSTRE RICHIESTE – NABU coordina a livello europeo la campagna “Facciamo respirare il Mediterraneo”, di cui Cittadini per l’aria si è fatta promotrice nel nostro Paese. L’obiettivo è l’istituzione nel Mediterraneo di una zona a basse emissioni (ECA, Emission Control Area), un progetto in relazione al quale sono già stati avviati studi di fattibilità su impulso della Commissione europea, del governo francese e della International Marine Organization.

 

Negli Stati che si affacciano sul Mar Baltico e Mare del Nord, la zona a basse emissioni di zolfo è già una realtà e ha permesso di ridurre la quantità di zolfo nell’aria del 50% dal 2015. Tra due anni, verrà introdotta in Nord Europa anche una zona a basse emissioni di biossido d’azoto.

 

Chiediamo che anche nel Mediterraneo le navi siano obbligate ad utilizzare combustibili a basso tenore di zolfo, filtri per il particolato e catalizzatori per gli ossidi di azoto. Il Coordinamento Porto Pulito con Cittadini per l’aria chiede che venga promosso l’effettivo utilizzo della banchina elettrificata per evitare che le navi da crociera stazionino coi motori accesi, affumicando il porto e la città.

 

LE DICHIARAZIONI

 

Axel Friedrich, consulente NABU: “I livelli elevati di inquinamento atmosferico misurati a Livorno, come in tutti i porti del Mediterraneo, indicano che è indispensabile agire subito per proteggere la salute dei cittadini e dei lavoratori del porto e delle navi. Le tecnologie esistono e devono essere utilizzate”.

 

Giovanna Cepparello, rappresentante del Coordinamento Livorno Porto Pulito: “Siamo molto contenti che il nostro porto stia espandendo le sue potenzialità anche a livello turistico ma riteniamo che la sostenibilità ambientale del trasporto marittimo sia fondamentale, sia per proteggere la salute pubblica, che per invogliare i turisti a vivere una esperienza sempre più livornese”.

 

Beate Klunder, responsabile di progetto per NABU: “In Nord Europa, i governi, le autorità portuali, i cittadini e le compagnie di navigazione hanno sostenuto l’istituzione nel Baltico, nel Mare del Nord e nella Manica di misure efficaci a protezione della salute dei cittadini e della natura. Gli stati del Mediterraneo devono al più presto fare altrettanto”.

 

Anna Gerometta, presidente di Cittadini per l’aria: “L’Italia deve al più presto affrontare il problema delle città di porto soffocate dai fumi delle navi: sostenga con forza in Europa l’istituzione di una area a basse emissioni nel Mediterraneo affinché questa si realizzi al più presto ridando aria ai suoi cittadini. E sin da ora si imponga alle navi almeno di utilizzare nell’avvicinamento ai porti – dal limite delle 12 miglia – carburanti più puliti (con tenore di zolfo non superiore allo 0,1%) e sistemi di abbattimento degli inquinanti e si stabiliscano criteri di sostenibilità ambientale per gli appalti dei trasporti marittimi. La vita e la salute dei cittadini del Mediterraneo valgono forse meno di quelle dei cittadini del Nord Europa?

 

Nella cartella stampa online, sono disponibili:

  • 4 grafici che rappresentano l’andamento dei livelli del particolato ultrafine e del black carbon durante le operazioni di partenza e arrivo delle navi in porto.
  • Foto delle navi in partenza.
  • Slide del Dipartimento di Epidemiologia del Lazio che descrive i numerosi impatti sulla salute umana derivanti dall’esposizione agli inquinanti atmosferici, danni accertati dalla ricerca epidemiologica.

Nota: i grafici descrivono le rilevazioni del numero di particelle ultrafini (da 20 fino a 1000 nanometri) per centimetro cubico rilevate in area prossima al porto (600/800 mt dai camini delle navi). Un nanometro rappresenta un miliardesimo di un metro. Si consideri che la dimensione delle particelle derivanti dalla combustione del diesel e del carburante delle navi è mediamente inferiore a 300 nanometri e mediamente di una misura ricompresa fra i 60 e gli 80 nanometri. Le particelle più fini hanno un più elevato grado di pericolosità perché entrano in circolo nel sangue e perché la loro superficie attiva, ed irritante e pericolosa per l’organismo, è maggiore.

 

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