I Referendum Non Si Fermano

I referendum non si fermano

Mercoledì 25 maggio, in tarda serata, è passata alla Camera la modifica del Decreto Omnibus che potrebbe invalidare il referendum sul nucleare del 12 e del 13 giugno. La decisione spetta adesso al Presidente della Repubblica e alla Corte di Cassazione, le uniche istituzioni che potrebbero frenare questa manovra di depistaggio della società civile italiana da parte del governo. La reazione dei comitati referendari, delle associazioni e dei singoli cittadini –  che hanno presidiato Monte Citorio da lunedì – è stata immediata.

Alleghiamo il comunicato del comitato referendario Fermiamo il Nucleare e il report di RaiNews24 della giornata di ieri, una delle poche testate che ha coperto questo grave affronto avvenuto ieri alla Camera.

“Un governo in piena crisi emotiva, spaventato dai sondaggi e dalla prova generale del referendum andata in scena in Sardegna, dà un colpo di spugna al proprio programma atomico. Per gli italiani è già una vittoria. Ma ci riproveranno: per questo vogliamo il referendum”. Il Comitato ‘Vota Sì per fermare il nucleare’ commenta così l’ok definitivo al dl Omnibus. Una vittoria, spiegano le oltre 80 associazioni del comitato, “frutto della pressione dell’opinione pubblica e di un nuovo movimento antinucleare che non si scioglierà, per evitare colpi di coda”. Ma, avvertono, “sappiamo bene che nelle intenzioni del governo questo è solo un arrivederci: per questo vogliamo che gli italiani non vengano espropriati del loro diritto a dare, il 12 e 13 giugno, l’addio definitivo all’atomo”.


Il Comitato sottolinea che “è necessario far sapere che il referendum, fino alla firma di Napolitano e alla pronuncia della Cassazione, è ancora in piedi: non basta un decreto truffaldino a cancellarlo”. Le associazioni si augurano che “di fronte all’evidenza che il nucleare viene fatto uscire dalla porta per poterlo far rientrare quanto prima dalla finestra, il referendum venga confermato”. Comunque, conclude il Comitato, “la nostra campagna referendaria prosegue: perché il raggiungimento del quorum sarà un segnale politico utile anche per la battaglia contro il nucleare”.


Sì al Decreto Omnibus, referendum sul nucleare a rischio

E’ arrivato, con 301 voti a favore, l’annunciato via libera della Camera al dl Omnibus, che contiene, tra l’altro, le norme che dovrebbero disinnescare, nell’intenzione della maggioranza, il referendum sul nucleare, visto che ‘congelano’ tutti i programmi sull’atomo “al fine di acquisire ulteriori evidenze scientifiche”. Insorgono le opposizioni, dentro e fuori dall’Aula, davanti a quello che definiscono un “imbroglio”, uno “scippo di democrazia” e una vera e propria “truffa”, visto che in questo modo il governo si tiene in realta’ la porta aperta per riprendere il programma nucleare quando, come ha detto lo stesso presidente del Consiglio, i cittadini “si saranno tranquillizzati”.


La parola passa adesso all’ufficio centrale della Corte di Cassazione, ultima speranza dei referendari, che dovra’ stabilire se le nuove norme rendano inutile o meno lo svolgimento del referendum sull’energia atomica. La decisione, si rileva comunque in ambienti della Suprema Corte, non prendera’ in esame le norme prima della loro pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, dopo che il presidente della Repubblica avra’ promulgato il testo.


Nel frattempo le opposizioni si stanno organizzando contro una manovra che punta a impedire il raggiungimento del quorum, facilmente trainato dal nucleare, anche per gli altri referendum in programma, quelli sull’acqua e, soprattutto, quello sul legittimo impedimento. Se l’Idv, come ha sottolineato Antonio Di Pietro, ha “gia’ pronti” il ricorso alla Cassazione, un appello al presidente della Repubblica e, “soprattutto, l’appello agli elettori per il 12 e il 13 giugno”, che l’ex pm ha ripetuto anche nel corso delle dichiarazioni di voto in Aula, il Pd ha annunciato di aver dato mandato all’avvocato Gianluigi Pellegrino di presentare alla Suprema Corte una documentata memoria sulla conferma del referendum sul nucleare. “Spero – ha sottolineato anche il segretario del Pd Pier Luigi Bersani – che la Cassazione possa decidere diversamente” dalla maggioranza che con il dl Omnibus ha tentato di cancellare il referendum. E pure Fli invita i cittadini a “punire il governo – come dice Fabio Granata – per questo decreto truffa”, andando “in massa a votare si’ al referendum”.


Il decreto, sull’onda del disastro di Fukushima, prevedeva inizialmente una moratoria di un anno del programma nucleare, ma un emendamento del governo, approvato in Senato, abroga tutte le norme che riguardano la realizzazione di impianti nucleari decise con la legge 99 del 2009, stabilendo pero’ che tra un anno il governo vari una Strategia energetica nazionale, nella quale non e’ esclusa l’opzione nucleare. E sposta sempre di un anno la valutazione alla luce anche degli stress test sulla sicurezza degli impianti che l’Unione europea iniziera’ dal primo giugno, cui l’Italia, come ha spiegato il ministro Vito, “ha deciso di aderire”.


In una giornata tesa in Aula, con tutte le opposizioni che hanno attaccato la maggioranza sul nodo referendum, il governo, per non incontrare sorprese, si e’ anche limitato a recepire, senza arrivare al voto, un ordine del giorno del Pdl che lo impegna a “rendere definitiva la sospensione” del programma nucleare.


Intanto fuori da Montecitorio e’ continuata la protesta dei Comitati per il si’, da giorni in presidio permanente contro l’approvazione del decreto. Protesta che si e’ accesa al momento del voto definitivo.

RaiNews24