5 Giugno: Tira Una Brutta Aria

5 giugno: tira una brutta aria

[Maria Marano per A Sud] “#BeatAirPollution”, combatti l’inquinamento atmosferico, è il tema scelto dall’ONU per la Giornata Mondiale dell’Ambiente 2019, celebrata il 5 giugno di ogni anno dal 1972. Un invito su scala globale ad agire per cambiare il nostro stile di vita e migliorare la qualità dell’aria.

L’inquinamento atmosferico è un problema più che urgente per il mondo contemporaneo, sempre più industrializzato e produttore di inquinanti atmosferici che danneggiano fortemente non solo l’ambiente (in quanto influiscono sul buco dell’ozono, sull’effetto serra e sul fenomeno delle piogge acide) ma anche la salute umana. Tutti sanno che non possiamo smettere di respirare, ma forse pochi sono consapevoli che di aria si muore. Oggi 9 persone su 10 respirano aria insalubre, maggiormente a rischio sono coloro che vivono nelle aree urbane. Le patologie correlate alla scarsa qualità dell’aria sono difatti molteplici, probabilmente più di quanto si possa pensare. Ictus, cancro ai polmoni, malattie respiratorie croniche e cardiovascolari, polmonite infantile ne sono degli esempi.

Tuttavia, l’inquinamento atmosferico resta una minaccia alquanto insidiosa ben sintetizzata nella definizione data da David Boyd, relatore speciale per i diritti umani e l’ambiente delle Nazioni Unite, che ne parla come di un “assassino silenzioso, a volte invisibile e molto prolifico”. Descrizione che ci mette in guardia dal forte rischio che ne deriva sebbene non palese come lo è invece la violenza distruttrice che caratterizza un evento climatico estremo (un uragano, un’alluvione o una tempesta) dove al contrario la forza della natura – verso l’incuria umana che l’ha scatenata – è estremamente evidente. Eppure, secondo i dati dell’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ogni anno si contano circa 7 milioni di decessi prematuri proprio a causa dell’aria che respiriamo. Dati ripresi anche dal Global Environment Outlook 2019, il rapporto delle Nazioni Unite sullo stato dell’ambiente. Ciò a riprova del fatto che ambiente e salute non possono essere considerati separatamente.

È sempre più urgente quindi la necessità di un’azione rafforzata e multisettoriale per riportare l’aria a livelli qualitativamente accettabili, nella prospettiva di tutelare l’ambiente e i diritti dell’uomo come il diritto alla salute o quello di vivere in un ambiente sano. Ciò significa abbattere drasticamente le concentrazioni di inquinamento. Per fare questo è necessario muoversi verso fonti di energie rinnovabili, pratiche di agricoltura e allevamento sostenibili, riduzione dei trasporti di merci e persone, efficientamento energetico degli edifici, azzeramento delle emissioni di gas serra entro il 2050.

L’unica strada da percorre per raggiungere questi obiettivi è quella di ripensare l’attuale modello di sviluppo che nella logica di una crescita illimitata ha legittimato nel corso degli anni la subordinazione della natura agli interessi dell’uomo, incurante del fatto che l’alterazione degli equilibri della Terra sta portando l’umanità verso la sesta estinzione di massa nella storia del nostro Pianeta.

È necessario pertanto che, in Italia come in tutto il resto del mondo, il dibattito sull’emergenza climatica e ambientale, riacceso negli ultimi tempi dalla giovane attivista per il clima Greta Thunberg, trovi subito spazio nell’agenda politica così come nelle piazze.

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