CAMPAGNA FERMIAMO IL NUCLEARE 9 marzo, 2011 | Redazione A Sud

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LA CAMPAGNA

 

Di fronte alla decisione del Governo di tornare ad investire sull’energia nucleare, disattendendo i risultati del referendum popolare del 1987, la società civile si organizza lanciando una campagna di informazione in vista del referendum abrogativo cui saremo chiamati a votare tra maggio e giugno prossimi. Il presupposto è semplice: il nucleare è inutile, rischioso e controproducente.

Per portare avanti la campagna referendaria e organizzare il lavoro di informazione e di sensibilizzazione è nato nelle scorse settimane il Comitato referendario ‘Vota si per fermare il nucleare’, aperto a tutte le organizzazioni e ai cittadini che intendono opporsi al ritorno all’energia dell’atomo. Lo schieramento unitario e trasversale intende coinvolgere i cittadini nel respingere per la seconda volta nella storia del Paese la scelta nucleare per incentivare, invece, lo sviluppo delle fonti rinnovabili e il risparmio energetico.

 

Tra i firmatari ci sono ACLI – dipartimento Pace e Stili di vita, AIAB, Alternativa, Amici della Terra, ARCI, Arci  Servizio Civile, A Sud, AUSER, Comitato Si alle rinnovabili no al Nucleare, Costituente Ecologista, Ecologisti democratici, Eurosolar Italia, Fare Verde, Focsiv, Forum Ambientalista, FIOM, Greenpeace, L’altro Quotidiano, Legambiente, Movimento Difesa del Cittadino, Pro Natura, Rete della Conoscenza (Uds-Link), Rigas, Rivista Confronti, Slow Food, Terra! Onlus, VAS, WWF.

 

Le ragioni per fermare il Nucleare

Il nucleare non serve all’Italia, dal momento che il Paese ha una potenza elettrica installata di più di 100.000 megawatt, mentre il picco di consumi oggi non supera i 57.000 megawatt. Ma il nucleare non ridurrebbe neanche la dipendenza energetica dall’estero, perché l’Italia sarebbe costretta ad importare l’uranio, oltre alla tecnologia e ai brevetti.La scelta dell’atomo continua, poi, ad essere rischiosa: anche per i reattori di terza generazione EPR in costruzione sono emersi, infatti, gravi problemi di sicurezza, come hanno denunciato, a novembre 2009, le Agenzie di Sicurezza di Francia, Regno Unito e Finlandia. Senza considerare che ancora non è stato risolto il problema di dove depositare in modo sicuro e definitivo le scorie.L’energia nucleare è infine costosa e controproducente per le tasche dei cittadini e per l’economia del Paese.  Per tornare all’atomo, infatti, bisognerebbe ricorrere a fondi pubblici e garanzie statali, quindi alle tasse e alle bollette pagate dai cittadini. Tutte risorse importanti, sottratte ai finanziamenti per la ricerca, per l’innovazione tecnologica, alla diffusione dell’efficienza energetica e le energie rinnovabili, quindi ad investimenti più moderni e incisivi da un punto di vista ambientale e occupazionale.In Italia non c’è bisogno di nuova energia nucleare, ma semplicemente di incentivare la crescita delle fonti rinnovabili in sostituzione di quelle fossili: solo con la nascita di una vera e propria rivoluzione energetica, capace di contrastare i cambiamenti climatici, di innovare processi e prodotti sarà infatti possibile dare risposte concrete alla crisi economica.

 

Cosa fa A Sud

A Sud è parte del Comitato Promotore e partecipa alle riunioni e alle attività di diffusione, informazione, sensibilizzazione e mobilitazione in vista del referendum sull’energia nucleare.

 

Cosa puoi fare tu

Darci una mano con i banchetti divulgativi, aiutarci a diffondere informazioni e convincere i tuoi amici, parenti colleghi di lavoro ad andare a votare contr il ritorno dell’energia nucleare in Italia.

Partecipa alle spese elettorali del comitato VOTA SI’ PER FERMARE IL NUCLEARE con una donazione.

Versa usando l’IBAN IT02A0501803200 000000 136744 BIC CCRTIT2T84A



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