Presentazione dell’Atlante italiano dei conflitti ambientali a Venezia 26 ottobre, 2015 | Redazione A Sud


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Locandina presentazione Atlante MorionIl 5 novembre A Sud e il CDCA – Centro di documentazione sui conflitti ambientali, saranno a Venezia per la presentazione dell’Atlante italiano dei conflitti ambientali al Laboratorio Occupato Morion.

 

5 novembre | h. 21,00

Laboratorio Occupato Morion – Salizada S. Francesco della Vigna 2951, Castello

 

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Di seguito la presentazione dell’evento:

 

I conflitti ambientali costituiscono uno degli aspetti più importanti dell’azione politica dei movimenti in molti territori, in grado di mobilitare migliaia di persone. Parlare di ambiente oggi, significa non solo tutelare la salute e la vita di un territorio, ma anche contrastare un sistema che si basa sullo sfruttamento delle risorse e sulla cementificazione, e il suo diretto corollario: malaffare, corruzione, speculazione. Significa affrontare in termini rivoluzionari le trasformazioni che si stanno apprestando sul nostro pianeta e che incideranno in misura sempre maggiore sui nostri stili di vita e sulla possibilità stessa di vivere in determinati territori: i profughi ambientali costituiscono già adesso la maggior parte di chi si trova costretto ad emigrare e questo ci dà la chiara misura della portata dei cambiamenti in atto o che si verificheranno in un futuro molto prossimo.
In Veneto questa ambivalenza delle lotte ambientali emerge con forza: territorio tra i più colpiti dalla logica delle grandi opere (sono 7 quelle in via di realizzazione, senza contare la grande opera atipica rappresentata dalle Grandi Navi e l’ipotesi di nuovi scavi nella laguna) e da quanto ne consegue (ad esempio il “sistema Mose” emerso dalle recenti vicende giudiziarie) è al contempo il territorio italiano che si prevede sarà il più colpito dagli effetti dei cambiamenti climatici: il tornado che lo scorso giugno ha colpito la riviera del Brenta provocando danni per milioni di euro ne è un tragico esempio. In questo panorama Venezia, sebbene colpita anch’essa dallo sfruttamento eccessivo di quanto il suo territorio offre – sia in termini ambientali che in termini urbanistici e sociali – racchiude in sé anche un elemento che potrebbe rappresentare un antidoto a quanto descritto finora: si basa infatti, fin dalla sua nascita, sul virtuoso e sano equilibrio tra uomo e natura, tra spazi antropizzati e mantenimento dell’ecosistema, superando l’ambientalismo tout court e ricordandoci che anche l’uomo è natura e solo il rovesciamento del paradigma economico/climatico attuale potrà garantirne la sopravvivenza. Il 2014/2015 è stato l’anno che ha registrato la maggior percentuale di incremento delle emissioni di gas serra, ed è anche l’anno in cui si svolgerà, fra poche settimane, il summit sui cambiamenti climatici Cop21 a Parigi. In questo contesto l’unica strada che appare efficacemente percorribile è quella di un cambiamento radicale dell’attuale modello economico e produttivo: una rivoluzione che parte dal basso, da chi, quotidianamente, lotta per difendere la natura e il territorio da inquinamento, cementificazione e corruzione.

 

Ne discutiamo con:
SALVATORE ALTIERO – A Sud / Csoa La Strada
RICCARDO MASOCH – A Sud / Esc atelier
STEFANO MICHELETTI – Assemblea permanente No Mose
MATTIA DONADEL – Comitato Opzione Zero
TOMMASO CACCIARI – Comitato No Grandi Navi / Lab. Morion

 



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