El Salvador: l’acqua vale più dell’oro 18 maggio, 2017 | Redazione A Sud

[da Serenoregis.org] Rappresentanti di tutto l’arco politico nello Stato di El Salvador hanno approvato – nel marzo 2017 – il bando alle attività minerarie di prodotti metalliferi

 

Il voto emesso dall’Assemblea legislativa ha trasformato in un bando definitivo una moratoria che durava da dieci anni, e ha messo fine ai tentativi delle compagnie internazionali di ricominciare a cercare oro lungo tutto il territorio settentrionale del Paese.

 

“E‘ un momento magnifico – ha affermato Andrés McKinley, uno specialista di miniere e di acqua della Central American University – si tratta del primo Paese che ha valutato rischi e benefici delle estrazioni minerarie di metalli, e ha deciso per il no“. La legge non riguarda l’estrazione di carbone e di materiali non metallici.

 

Non si prevede per ora che altri Paesi seguano l’esempio di El Salvador, ma l’approvazione di questa legge costituisce un importante precedente per altre comunità che si stanno opponendo a grandi progetti minerari – soprattuto in zone ambientalmente delicate.

 

“Sempre più a livello mondiale ci si chiede se le attività minerarie siano davvero un motore di sviluppo economico“ – afferma Keith Slack, il direttore del programma di monitoraggio delle industrie estrattive di Oxfam America a Washington. “Credo che questa decisione dia molta forza alla voce delle comunità che pongono questo interrogativo“.

 

Nel mondo sono stati approvati diversi bandi all’uso del cianuro per estrarre oro da materiali che hanno scarse quantità del metallo: una pratica comunemente usata nelle miniere a cielo aperto. In Costa Rica, Germania, Repubblica Ceca, l’Ungheria, la Turchia e numerose province dell’Argentina queste pratiche sono vietate; nelle Filippine il governo ha imposto la chiusura di più di metà delle miniere.

 

I rischi associati all’estrazione di materiali metalliferi in El Salvador sono particolarmente gravi. Questo piccolo Paese è densamente popolato, e soffre di un grave degrado ambientale –il maggiore nelle Americhe dopo Haiti, secondo le stime delle Nazioni Unite.

 

La prima vittima delle miniere è l’acqua – che in El Salvador scarseggia. Il cambiamento climatico, inoltre, comincia a farsi sentire.

 

A differenza di quanto è avvenuto nei paesi vicini, le attività minerarie in El Salvador sono sempre state limitate a operazioni su piccola scala. La guerra civile degli anni 1980 ha tenuto lontane le grandi compagnie, che si sono fatte avanti solo dopo il 2000. E‘ stata l’opposizione a un particolare progetto minerario, proposto dalla compagnia Pac Rim Cayman, ad avviare un movimento sociale sempre più forte contro le miniere. Questa compagnia aveva chiesto l’autorizzazione a iniziare degli scavi in una zona molto povera del nord, a Cabañas. Ma l’autorizzazione fu negata perché mancavano i requisiti legali. Nel frattempo aumentarono le proteste contro il progetto, e negli scontri morirono parecchi attivisti anti-miniera. La situazione fu poi ‘congelata‘ grazie alla moratoria sui permessi, che fu ribadita da vari governi.

 

Nell’ottobre 2016 El Salvador vinse una causa internazionale che era stata intentata dalla compagnia Pac Rim e proseguita della compagnia Canadese-Australiana OceanaGold, che l’aveva rilevata. I membri di un arbitrato internazionale avevano respinto la richieste di compensazione avanzate dalla OceanaGold.

 

(Pubblicato l’8 maggio 2017)

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