Ecomafie, processo Resit: Chianese condannato a 20 anni 18 luglio, 2016 | Redazione A Sud

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Il Tribunale di Napoli ha emesso la condanna di primo grado in merito alla gestione della discarica Resit di Giugliano. Tra gli imputati anche Cipriano Chianese, definito da diversi pentiti il “re delle ecomafie”, che è stato condannato a 20 anni. Condannato a 14 anni Gaetano Cerci ritenuto affiliato al clan dei Casalesi, mentre per il vice commissario di Antonio Bassolino, Giulio Facchi, la condanna è stata a 5 anni di reclusione. La corte ha riconosciuto il reato di disastro ambientale per gli imputati principali. Cade invece l’aggravante del metodo mafioso. “Accontentiamoci della sentenza – ha commentato Monica Dobrowolska vedova del commissario di polizia Roberto Mancini che per anni ha combattuto le ecomafie – ho seguito molto Chianese perchè quando sono entrata in aula aveva il sorrisetto da mafioso, invece dovrebbe abbassare la testa perchè per colpa sua sono morte tante persone”.

 

Pubblicato il 15/07/2016 su fanpage.it

 

[su ilmeridianonews.it] NAPOLI – Processo Resit, arrivano le sentenze: 20 anni di reclusione per Cipriano Chianese, proprietario della discarica giuglianese, 16 anni per l’imprenditore Gaetano Cerci e 5 anni e 6 mesi per Giulio Facchi, all’epoca vice commissario per l’emergenza rifiuti in Campania sotto Bassolino.

 

Le accuse mosse dal PM Milita erano di disastro ambientale, avvelenamento della falda acquifera e favoreggiamento per il clan dei casalesi. Si attendono le condanne per gli altri 21 imputati “minori”. In totale erano stati chiesti 297 anni di reclusione. Il processo di primo grado arriva a sentenza dopo ben 180 udienze.

 

Pubblicato il 15/07/2016 su ilmeridianonews.it

 

 

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