Dieci anni di Forum Sociale Mondiale 12 gennaio, 2010 | Redazione A Sud

Il Forum Sociale Mondiale FSM compie 10 anni. Continua il processo di consolidazione di “ un altro mondo è possibile” Karol Assunção * Adital –  Nel 2001, circa 20 milioni di persone si riunivano a Porto Alegre,  Río Grande do Sul, Brasile, per la costruzione di “ un altro mondo”. Nasceva li Forum Sociale Mondiale ( FSM), che aveva come obiettivo indebolire e decostruire il dominio delle regole economiche imposte da parte dei paesi più ricchi al Forum Economico Mondiale di Davos (Svizzera).


Con il passare degli anni, il FSM si è affermato conquistando uno spazio nazionale e internazionale, grazie alla partecipazione crescente di persone e il moltiplicarsi di forum Regionali, Nazionali e Locali dalle differenti parti del mondo. Nel 2009 a Belem, nove anni dopo la prima edizione del Fsm, hanno partecipato 150.000 persone. Un moto di soggettività unite nei propositi e nell’ urgenza di creare le condizioni di possibilità per la nascita di un mondo migliore e più giusto.

Nel 2010 il processo del  Forum Sociale Mondiale compie 10 anni e dal 25 al 29 gennaio a  Porto Alegre si celebrerà un evento speciale di valutazione della strada percorsa. Inoltre si realizzeranno Forum Sociali durante l’anno, in maniera decentralizzata, che guarderanno al futuro appuntamento del FSM nel 2011 che si realizzerà a Dakar, Africa.

In un’ intervista con Adital, Francisco Whitaker Ferreira, Chico Whitaker, uno degli ideatori del FSM, parla dei progressi e delle sfide emerse nei dieci anni di Forum, deli nuovi spazi che i movimenti e le organizzazioni sociali sono riusciti a ritagliarsi e delle aspettative dei prossimi anni.

Adital- Nel 2010, il Forum Sociale Mondiale compierà 10 anni. Che valutazione fa di questi 10 anni di processo. Crede che il FSM abbia raggiunto il suo obiettivo iniziale? 

Chico Whitaker . Penso di si. L’obiettivo iniziale del Fsm era rompere il dominio del “pensiero unico” che si basava su ciò che veniva detto al Forum Economico di Davos: non c’è altra alternativa al mercato come motore e regolatore dell’economia. Da questo Forum, “ i padroni del mondo “ ( multinazionali e dirigenti dei paesi più ricchi) dettavano le regole della vita economica del pianeta.

Era l’inizio di un nuovo secolo, nel quale, con le manifestazioni di protesta e di resistenza contro il dominio del capitale, si cominciava a superare l’incertezza diffusa provocata  dalla caduta del muro di Berlino, simbolo dello sgretolamento del socialismo reale. Centrato sul “ Sociale” e non sull’ “ economico”, il primo Forum Sociale Mondiale, è stato organizzato a partire da un’ affermazione : “ un altro mondo è possibile”. Con questo il forum ha riacceso la fiamma  della speranza e dell’utopia.

La forma però con cui è stato organizzato seguiva un altro obiettivo: facilitare il superamento delle barriere e dei preconcetti che si riconvertivano nella frammentazione di questo nuovo attore politico che stava sorgendo, la società civile. Il risultato è stato che in pochi anni la mobilitazione sociale , nata come lotta “ anti – mondializzazione “, è diventata Movimento  “ altermondialista”, ossia processo di costruzione di alternative ad una globalizzazione sottomessa agli interessi del capitale. In tutto il mondo si  iniziò ad utilizzare la parola “ altro” per esprimere il senso della ricerca che viveva nella lotta per un mondo con più giustizia e più pace.

Adital – Nel 2001, si sono riunite a Porto Alegre entità, organizzazioni sociali e ONG contro l’egemonia capitalista e alla ricerca dell “ altro mondo”. Il prossimo anno, Il FSM torna nella città  di Porto Alegre per celebrare la decima edizione. Quali cambiiamenti ci sono stati in questi 10 anni di forum?
 
Chico Whitaker – Il forum di gennaio del 2010 nel Gran Porto Alegre è il primo di una serie di 27 forum Sociali che si realizzeranno in tutto il mondo durante quest’ anno, propedeutici al prossimo Forum Sociale Mondiale, che avrà luogo nel gennaio 2011 in Africa a Dakar, Senegal. Il FSM pertanto non “ torna “ a Porto Alegre. Li si realizzerà un Forum Sociale speciale, costituito da un grande seminario di valutazione inerente i dieci anni  di percorso, e di lotte, organizzato dalle soggettività che nel 2001 hanno promosso il primo incontro a Porto Alegre.

I Forum mondiali realizzati in questi dieci anni sono stati differenti l’uno dall’altro, e in ognuno è stata appresa la lezione di quello anteriore. Contemporaneamente si sono moltiplicati i Forum Regionali ( come quello del Sud est Asiatico nel 2003, quelli Europei – con la quinta edizione a Istambul nel 2010- e quello Nord Americano- alla sua seconda edizione quest’anno a Detroit), i Nazionali e i Locali. Si sono realizzate mobilitazioni mondiali significative a partire dalle proposte che sono state discusse nei Forum, come la grande manifestazione per la pace e contro la guerra in Iraq, nel febbraio del 2003, in cui cinque milioni di persone hanno manifestato per le strade.

Nel 2004 il Forum Sociale Mondiale è stato organizzato per la prima volta in India, dove la partecipazione dei movimenti popolari è stata ottima . Le forme delle manifestazioni dei Forum mondiali si sono evolute nel tempo. Nel 2006, i tre forum quasi simultanei in tre continenti, si sono dati una data Mondiale di Azioni nel 2008, e hanno calendarizzato i forum da realizzarsi nel 2010.  Si sono affermati alcuni orientamenti di base -contenuti in una Carta di Principi sempre più accettata come referenza generale- tra cui il caratterte del Forum come spazio aperto, l’orizzontalità nell’organizzazione delle attività , l’auto organizzazione di tali attività, il rifiuto dell’elaborazione di un documento finale unico, la non designazione di dirigenti o portavoce, il rispetto della diversità.

I temi discussi si sono amlpiati, come nel 2009, quando la realizzazione del Forum in Amazzonia ha stimolato la discussione sulla questione ambientale e sui problemi dei popoli originari di tutti i continenti, a partire dalle lotte indigene del Brasile e dell’America Latina in generale.

Molte intuizioni degli organizzatori, come l’adozione della regola del consenso nelle decisioni organizzative e la ricerca dell’unità nella diversità, si sono  rivelate valide. La partecipazione è stata quasi sempre crescente, dalle 20.000 persone del FSM del 2001 alle 150.000 del FSM di Belem, nel 2009.

Adital- dalla prima edizione fino ad ora, ci sono stati episodi significativi che hanno segnato il mondo, come per esempio la crisi finanziaria mondiale. Come il FSM lotta su questa questione?
 
Chico Whitaker. L’episodio più significativo vissuto dal mondo in questo decennio è senza dubbio la recente crisi finanziaria, che ha smontato il mito della capacità di auto regolazione dei mercati. Molti addirittura hanno detto che la crisi dà ragione al Fsm. I temi discussi dai partecipanti dei Forum sono declinati dentro una visione che tiene insieme una serie di crisi che vive il mondo, – alimentare, politica, energetica, ecologica. Ciò ha condotto  all’accettazione della proposta di realizzare nel 2010: un “Forum tematico” su quello che gli indigeni andini hanno chiamato “ crisi di civilizzazione”.  Il  FSM in quanto FSM non può posizionarsi di fronte a questa crisi partendo dal fatto che è solo uno spazio di incolntro e articolazione. I Suoi partecipanti costruiscono nel processo ogni volta di più, reti e alleanza per agire più efficacemente.

Adital – Partendo dasl fatto che sia un processo lento, é possibile affermare che le proposte del forum cominciano a concretizzarsi come vera alternativa per “ un altro mondo possibile”?

Whitaker-  Senza dubbio il processo del Forum sta permettendo sempre di più di tematizzare la costruzione del mondo che vogliamo, e quali valori dovrebbero  sostenere le nostre vite per sfuggire a quelli imposti dalla logica capitalista. Contemporaneamente si sta scoprendo che altre forme di far politica sono necessarie, e che cambiare il mondo implica una molteplicità e un’ enorme varietà di interventi sulla realtà. Comincia a crescere la coscienza su ll’importanza di assicurare che i beni comuni dell’umanità non possano essere privatizzati né essere trasformati in merce, come esige invece l’essenza del capitalismo.
L’economia solidale, da parte sua, insieme a forme di commercio equo, si sta diffondendo in tutto il mondo.

L’esperienza in questo “ altro mondo possibile” ha influito anche nella scelta di dirigenti politici, almeno per l’America Latina. Attualmente, però, può essere la situazione di crisi ecologica a poter offrire alternative capaci di “svegliare” le persone sulla necessità urgente di cambiare i nostri modi di produrre e di vivere.

Adital- Qual è l’importanza del Forum per i movimenti sociali? Hanno partecipato effettivamente al processo?

Chico Whitaker. Il Forum esiste affinché quelli che considerano la possibilità di un altro mondo- necessario e urgente-  possano riconoscersi mutuamente, apprendere l’uno dall’altro, scoprire convergenze, costruire nuove alleanze. Come un incontro aperto a tutta la società civile, il Forum è lo spazio per eccellenza dei movimenti sociali che considerano che tutto questo sia utile per loro, e che siano interessati a prendere forza unendosi con altri movimenti sociali, con ONG e con le differenti entità che congregano molti settori della società civile. Quando i movimenti sociali non utilizzano questa opportunità offerta dai Forum è perché sono mal informati sugli obiettivi del processo del FSM, oppure sono bloccati da preconcetti o isolati dai loro modi di agire. Questi ostacoli alla partecipazione, si stanno pian piano superando.

Adital – C’è un tentativo di criminalizzazione dei movimenti sociali in Brasile così come negli altri Paesi dell’America Latina e del mondo. Su questo aspetto, il FSM è funzionale ad essere anche uno spazio di rafforzamento delle lotte contro la discriminazione dei movimenti. Può parlarci di questo?  

Chico Whitaker- Questi tentativi di criminalizzazione dei movimenti sociali sono parte della strategia, di quelli che non vogliono cambiare il mondo al fine di impaurire e bloccare chi mette in discussione il potere e lotta per la giustizia. La tematica è discussa nei Forum e in questi nascono strategie e alleanze per far fronte a questi tentativi formando reti di resistenza e lanciando campagne di denuncia. L’efficacia di queste alleanze dipende dalla convinzione di quelli che vi partecipano e dall’importanza che questi danno alla resistenza.

Adital – L’edizione anteriore ha visto la partecipazione di  Governanti dell’Ecuador, Bolivia, Venezuela e Paraguay. Come si da questo dialogo con i governi chiamati progressisti o di sinistra? Che importanza ha questo?

Chico Whitaker. L’obiettivo del FSM di rinforzare le azioni della società civile, implica l’assicurare la sua autonomia in relazione ai governi e ai partiti. Per questo motivo né governi né i partiti possono, in quanto tali, organizzare attività nei Forum. La presenza di governanti ( chiamati “progressisti ” o di “ sinistra” ) dipende infatti da inviti diretti a questi dai partecipanti di ogni Forum. In questa prospettiva, la tendenza non è di offrire palchi davanti ad una moltitudine, ma di organizzare un dialogo, con l’obiettivo di far pressione da una parte e dall’altra di controllare i governi. Si può dire che le attività del forum dove hanno partecipato i governanti, siano state più importanti per  loro che per i partecipanti del forum.

Adital- Quali sono le prospettive e le sfide future per le prossime edizioni del FSM?

Chico Whitaker-  E’ necessario che ci sia più coscienza nell’organizzazione e nei movimenti sociali sulla ricerca della loro articolazione e unione, è una condizione essenziale per affrontare il mostro dell’ideologia capitalista, che domina i cuori e le menti degli esseri umani in tutto il pianeta. Il processo dei Forum può essere un ottimo strumento per questa presa di coscienza. Manca molto, però, affinché ci sia questa visione da parte di tutti i militanti e dei dirigenti dei movimenti e organizzazioni. Ci sono inoltre molte regioni del mondo in cui il processo dei Forum ancora non ha una presenza significativa.

Quindi questa espansione come l’approfondimento della coscienza sull’utilità e la potenzialità del processo, passano per la costruzione di consensi tra quelli che organizzano i Forum. La sfida per me è che si raggiunga la visione dell’insieme e dello spazio largo, a partire dall’urgenza estrema del cambiamento. Molte volte l’angoscia del risultato palpabile porta a prendere strade che possono bloccarsi andando più avanti. L’esperienza di questi dieci anni di cammino insieme, mi fa credere nella continuità e nel radicamento di questo processo.
   
* Giornalista di  Adital

Traduzione Fabiola Correale

 

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