Da Calvi Risorta (CE) riparte StopBiocidio 11 ottobre, 2017 | Redazione A Sud

1[di Rita Cantalino per Il Salto] Calvi Risorta è un comune della provincia di Caserta di meno di 6.000 abitanti e con un’estensione di poco più di 15 kmq. In un territorio così piccolo, risiede quella che è stata definita la discarica sotterranea più grande d’Europa.

 

L’area dell’ex Pozzi Ginori ha subito diversi sequestri negli ultimi anni, l’ultimo lo scorso giugno. Parliamo di circa 47 ettari di terreno in cui sono stati rinvenuti quasi due milioni di metri cubi di rifiuti interrati, materiali che vanno dai fanghi industriali ai fusti di solventi e sostanze chimiche. Una bomba ecologica e una patata bollente per Invitalia, designata in agosto dalla Regione Campania per effettuare le bonifiche dell’area.

 

Invitalia è la stessa agenzia “per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo” cui era stata commissionata la riconversione del sito della ex-Saffa di Marcianise, sempre in provincia di Caserta, sempre in Terra di Lavoro. Annunciato a gran voce come progetto fiore all’occhiello regionale e nazionale nel 2015, il lavoro di bonifica non ha mai visto l’avvio. Parliamo di fondi stanziati, interventi mai realizzati, incendi dolosi “provvidenziali” (in aree zeppe di rifiuti tossici) e caratterizzazioni dei rifiuti che non arrivano.
Più che comprensibile, dunque, la preoccupazione degli abitanti di Calvi Risorta circa la gestione dell’emergenza legata alla mega-discarica su cui vivono e sulle soluzioni individuate dalle amministrazioni.

 

Se ci spostiamo a poco più di 15 km dal comune del casertano, siamo a Bellona. Qui possiamo trovare l’ex Ilside, ex piattaforma ecologica, sito di stoccaggio di rifiuti secchi e speciali che pure ha una storia di imprenditori disinvolti, gestioni commissariali ed emergenziali del ciclo di rifiuti e milioni di euro di finanziamenti pubblici. Con un finale amaro: la chiusura per bancarotta dello stabilimento, con annessi sigilli, senza che fossero mai spostati i rifiuti e senza che nessuno si incaricasse della bonifica.

 

Ex Pozzi Ginori ed ex Ilside sono state tra le protagoniste di quella che i comitati ambientalisti campani hanno definito la “Guerra dei fuochi”, l’estate più devastante dal punto di vista degli incendi che la regione abbia mai visto. Legambiente stima più di 3.146 ettari di macchia mediterranea distrutti in tutta la Campania, ma il dato più inquietante sono le decine e decine di siti di stoccaggio e smaltimento di rifiuti, speciali e non, abusivi e non, andati a fuoco.

 

Da qualsiasi punto della Campania, per settimane, era possibile vedere colonne enormi di fumo nerissimo andare verso il cielo. Le conseguenze sulla salute dei cittadini sono incalcolabili e nessuno si è ancora assunto la responsabilità politica di verificare lo stato di salute di suoli e popolazione, come del resto cadono nel vuoto gli appelli a individuare i responsabili del mancato piano di prevenzione antincendio, cui la Regione Campania ha rimediato solo nel corso dell’emergenza.

 

A Calvi Risorta sabato 7 ottobre c’è stata una marcia dei comitati territoriali e delle realtà che, in Campania, sono attive sulle questioni ambientali dietro la sigla “#StopBiocidio”. A Calvi, ma per tutta la regione, si è sfilato e si sono messe in atto diverse forme di mobilitazione, dal blocco di quattro ore della strada statale cittadina a quello simbolico dell’autostrada, fino all’occupazione del Castello Angioino Aragonese in città.
È da Calvi che la Rete StopBiocidio riprende il proprio percorso di mobilitazione, dopo l’estate dei roghi e dopo una nutrita assemblea di rilancio tenutasi a Napoli lo scorso 22 settembre.

 

Gli “Stati Generali delle Lotte Ambientali” hanno infatti ripreso le fila di un discorso avviato nel corso dell’estate, quando i roghi in tutta la regione avevamo imposto una reazione immediata ma che richiedeva, in seguito, di darsi tempi e modi strategici di articolazione. L’articolazione è arrivata il 22 settembre, quando si sono rivisti decine e decine di reti e comitati, in un’affollata assemblea di duecento persone, tutte rappresentanti diverse realtà territoriali, e si sono dotate di una strategia di lungo termine per riportare all’ordine del giorno la questione ambientale campana.

 

Da quell’assemblea è venuto fuori un piano di lavoro che prevede la strutturazione di un osservatorio permanente sulle questioni ambientali, la creazione di nuovi strumenti di narrazione e comunicazione: un sito internet, una mappatura dal basso delle zone di conflitto ambientale, la produzione di indagini, inchieste, e storytelling che diano alla questione campana una portata nazionale e riescano a contrapporsi alla narrazione pacificata che, ad oggi, le istituzioni ne fanno.

 

Da un lato c’è il presidente De Luca che continua a raccontare ai media di una questione risolta, di bonifiche in arrivo, di sanità eccellente, dall’altro ci sono i cittadini campani che vivono in mezzo ai rifiuti tossici, alla mercé dei roghi, e con una sanità allo stremo. L’attenzione alle mobilitazioni sul tema del diritto alla salute dal punto di vista degli interessati, che siano pazienti, medici di base, presidi e ambulatori popolari, è un ulteriore elemento di novità: l’assemblea del 22 settembre ha intrecciato il proprio percorso con quello di queste realtà e impostato il lavoro di convocazione di una data di mobilitazione comune a metà novembre.

 

Nel frattempo, anche il versante delle battaglie legali ha fatto un passo avanti, con la produzione di una denuncia collettiva nei confronti di tutte le amministrazioni comunali che non hanno adempiuto alla Legge 20, quella che impone loro di adottare misure che contrastino abbandono e combustione di rifiuti. La denuncia sarà protocollata negli uffici dei decine di comuni nel corso dei prossimi giorni.

 

A tutto ciò si accompagna il lavoro di mobilitazione capillare della rete, composta da comitati provenienti da tutta la regione, espressione di conflitti ambientali in tutto il territorio, che impongono un calendario serrato e ricchissimo di appuntamenti di cui il corteo di Calvi Risorta è stato solo l’inaugurazione.

 

(Pubblicato il 10 ottobre 2017)

 

 



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